Mine vaganti

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Mine vaganti

Non farti mai dire dagli altri chi devi amare, e chi devi odiare. Sbaglia per conto tuo, sempre. È il monito che l’anziana nonna rivolge al nipote Tommaso rientrato a casa da Roma deciso ad affermare le proprie scelte personali anche a costo di scontrarsi con la famiglia. Quella di Tommaso, il figlio minore dei Cantone proprietari di un pastificio in Puglia, è una famiglia numerosa e stravagante. In casa c’è molta attesa per il suo ritorno: la nonna ribelle e intrappolata nel ricordo di un amore impossibile, la mamma Stefania, amorosa ma soffocata dalle convenzioni borghesi, il padre Vincenzo deluso nelle aspettative sui figli, la zia Luciana a dir poco eccentrica, la sorella Elena che rifugge un destino da casalinga, il fratello Antonio da affiancare nella nuova gestione del pastificio di famiglia. Insieme a loro Alba, la cui strada incrocia professionalmente quella dei Cantone. Non mancano però sorprendenti rivelazioni e colpi di scena. Ed anche per questo il soggiorno di Tommaso dovrà protrarsi ben più a lungo del previsto…Il regista Ozpetek, che ha scritto il film insieme a Ivan Cotroneo, ha dichiarato: «Con questo film dopo anni getto uno sguardo, spero più maturo ma anche più divertente, sul grande tema della famiglia. Un tema che nonostante le trasformazioni sociali rimane più misterioso e stimolante che mai».

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Questo film al box office

Settimana Posizione Incassi week end Media per sala
dal 13/8/2010 al 15/8/2010 17 € 9.024 € 644
dal 30/7/2010 al 1/8/2010 15 € 7.015 € 501
dal 23/7/2010 al 25/7/2010 19 € 6.127 € 471
dal 14/5/2010 al 16/5/2010 20 € 24.616 € 2.461
dal 7/5/2010 al 9/5/2010 18 € 33.776 € 2.251
dal 30/4/2010 al 2/5/2010 18 € 47.376 € 2.256
dal 23/4/2010 al 25/4/2010 14 € 89.384 € 1.787
dal 16/4/2010 al 18/4/2010 11 € 157.589 € 2.020
dal 9/4/2010 al 11/4/2010 10 € 274.533 € 1.960
dal 2/4/2010 al 4/4/2010 6 € 523.342 € 2.492
dal 26/3/2010 al 28/3/2010 4 € 818.479 € 2.457
dal 19/3/2010 al 21/3/2010 2 € 1.546.593 € 3.656
dal 12/3/2010 al 14/3/2010 2 € 2.077.619 € 4.865

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62 commenti

  1. Mamma mia, c’e’ di che arrendersi. Ozpetek vi piace proprio tanto. Del resto è un regista rassicurante, ammiccante, stucchevole, pretenzioso, lezioso, politically correct, radical chic, noioso. Ovvero, il pubblico italiano di oggi.

  2. Morgenstern

    È un po’ di tempo che l’ho visto e non rammento tutto riguardo a questo film però mi ricordo che mi è piaciuto molto e mi ha anche divertito. Credo sia stato il primo film a tematica gay che io abbia visto o almeno esplicitamente gay. Mi piacciono molto i film di Ozpetek e questo come gli altri ci regala molte emozioni e suggestioni.

  3. oh, insomma, in questo film il povero Scamarcio mi sembra abbia fatto un lavoro dignitoso. Non sarà il vostro attore preferito, e neanche il mio, o di chiunque non sia una ragazzina in crisi ormonale fan di Moccia, però insomma, non è neanche poi così accio. Dimentichiamo il suo passato… Io ho trovato credibile la sua interpretazione di Tommaso, senza particolari punte di grandiosità, ma in grado di reggere il personaggio, tutto sommato…

  4. Nick88

    Devo ammettere che sono abbastanza d’accordo col giudizio di istintosegreto. La recitazione del protagonista è precaria (difetto questo che purtroppo riscontro spesso nel cinema di Ozpetek, che, azzardo, probabilmente nel tentativo di affidare ruoli importanti ad attori gradevoli alla vista, finisce per sacrificare la recitazione. E’ successo già con Accorsi ne “Le fate ignoranti” e con Bova ne “La finestra di fronte”, e pare che la tendenza sia la stessa anche per il prossimo film, in cui addirittura si parla di un tronista (…). Ma non è l’unica pecca del film, a mio parere. C’è anche qualche vistosa falla nella sceneggiatura – non si capisce bene il senso del personaggio interpretato dalla Grimaudo, ad esempio. Salvano il film la recitazione dei comprimari, anche quelli parecchio caratterizzati, come gli spassossimi amici o la Minaccioni, i dialoghi spesso intelligenti e la bellissima colonna sonora. Insomma, non è il miglior film del regista, ma neppure tra i suoi più brutti.

  5. zonavenerdi

    [2° parte]

    Tutti questi attori però ne hanno fatta di strada e possono non piacere, ma gli va riconosciuta per lo meno una certa maturità nelle opere degli ultimi anni.

    Un Garko non l’ho mai considerato nemmeno un attore, così come la Marini. Ma anche questo è solo un mio giudizio. Ambra invece non è più quella che dotata di microfono straparlava di Occhetto e di Berlusconi negli studi di Canale 5. Così come ammiro la Mezzogiorno, la Buy e la Ferilli. Ma è palese che chiunque potrebbe riscrivere questo mio post al contrario.

    Ti ringrazio comunque di aver motivato le tue scelte e di aver aperto questa discussione che è sempre costruttiva ed è la bellezza di questo sito. C’è, invece, chi anche in questo sito commenta le schede senza vedere i film e scrivendo a dispetto il contrario di quello che legge nel post precedente. Ma siamo grandi e queste cose le ignoriamo. Comunque grazie istintosegreto per il tuo contributo.

  6. zonavenerdi

    istintosegreto concordo (in parte) con te essendo anche io largo con i voti con i film italiani.

    La questione e assolutamente di gusto, comunque e ci possono essere pareri assolutamente discordanti su uno stesso attore.

    Bisogna poi considerare le varie interpretazioni che un attore fa nel corso degli anni. Ogni decennio ha il suo attore belloccio che poi è cresciuto e si è fatto valere. Negli anni ’80 c’era Kim Rossi Stuart, negli anni ’90 Stefano Accorsi (che dai tempi di “du is megl che uan” ne ha fatta di strada, e nei duemila c’è stato Scamarcio. Per gli anni dieci ipotizzo Filippo Scicchitano (ma è presto per dirlo). [awgue]

  7. istintosegreto

    [2] Tuttavia, fino a quando non sarà in grado di cambiare espressione (cosa che può succedere, se perfino Ambra ha imparato a recitare in modo dignitoso), mi auguro di vederlo interpretare SOLO il ruolo che gli è congeniale. Non è una vergogna essere convincenti in un unico ruolo. Tanti attori sono passati alla storia per aver recitato una parte sola tutta la vita. Il punto è assegnare la parte all’attore giusto.

  8. istintosegreto

    [1]Caro Zonavenerdì così mi fai venire i rimorsi di coscienza. Già sono di manica larga nei voti, specialmente coi film italiani, a cui trovo sempre una scusa per concedere un punto in più (come fa la maestra coi bambini ritardati). So benissimo che il bel paese offre attori peggiori di Scamarcio. Quanti anni sono che tentano di convincerci che Garko è un bravo attore? E, ancor peggio, per quanto tempo hanno tentato (senza successo questa volta) di fare passare la Marini per un’attrice? Rispondo anche all’amico Pal39 dicendo che non penso mica che Scamarcio sia cane, ma da lì a premiarlo ce ne passa (e tu, caro Pal39, non essendo una ragazzina, sono sicuro che non lo premieresti), specialmente in un film dove TUTTI sono più bravi di lui. Ha avuto ragione Moccia nel sceglierlo per il ruolo di Step. Con la sua unica espressione che dice: “Anvedi quanto sò tenebroso…”, era perfettamente in parte.

  9. Mi sono guardato spassionatamente allo specchio….ma no , non sono una ragazzina in fase puberale ;)….Eppure non ho trovato Scamarcio così devastante nel personaggio gay di Mine Vaganti. Non da Oscar ma neppure da pomodori marci. Direi che concordo pienamente con il commento di perles75.

  10. her mann

    Purtroppo una delusione . Ozpetek ha voluto fare una commedia all’italiana, riuscendo solo in parte. Discreta nel complesso la recitazione dei ruoli femminili. Scamarcio nella parte del gay è imbarazzato ed imbarazzante. Qualche buona battuta ma, nel complesso un film scontato.Bravissimo Fantastichini. Mi dispiace ma il film non mi ha convinto. ozpetek in declino Voto 5.

  11. istintosegreto

    Per quale motivo mai l’Italia è l’unico posto al mondo dove gli attori scelti come protagonisti, non solo hanno scarse doti recitative, ma vengono pure premiati? Vero è che i Ciak d’oro per gli interpreti vengono assegnati in base ad un televoto del pubblico. Il pubblico di Scamarcio è costituito da ragazzine in fase puberale che di cinema capiscono assai poco. Accantonando quindi la questione premi, rimane comunque il casting: in tutto il globo, per un ruolo importante, viene selezionato un attore che sia in grado di affrontarlo. Da noi purtroppo le cose non funzionano così. Risultato (del caso specifico): un filmetto simpatico, con qualche spunto interessante (il coming-out “scippato” dal fratello maggiore), e una depressione nel vedere un attore protagonista che non cambia espressione nemmeno storcendogli un piede. Tutti, dai comprimari alle comparse, se la cavano meglio di Scamarcio. Perfino Preziosi, che non sarà mai un grande attore, esce stravincitore dal confronto. No comment.

  12. luca/ch

    Troppi stereotipi in questo film: dagli amici gay (che i gay te li immagini proprio così), alla madre che subisce la relazione extraconiugale del marito, alla zia zitella (pure con gli occhiali) alcolizzata che ha sacrificato la propria felicità per il buon nome della famiglia, alla nonna “anticonformista” che elargisce consigli d’effetto ( mina vagante? Ma chi ha educato suo figlio?) ecc… Strappa qualche sorriso (anche grazie alla bravura degli interpreti- il mio voto è soprattutto per loro-), forse la sceneggiatura più lineare, rispetto a quanto ci aveva abituato il regista, aiuta la visione,ma, a mio avviso, niente di più. Poco coraggioso. Il finale poi…. orribile.

  13. massimo76

    l unico film di ozpetek che mi ha fatto ridere!!ma non per merito suo(che di ironia ne ha ben poca) ma merito dell’abile penna di ivan cotroneo,che come si vede dai suoi lavori è ironico pungente ed originale!!scamarcio che fa il gay è da schiaffi!!!il terzetto è divertente che ammicca al vizietto..ripeto merito di cotroneo..ozpetek è solo un bravo cuoco ,cucina benino gli ingredienti che ha disposizione e basta!!!non brilla di nessun talento,se non di furbizia oltremodo!!!

  14. charmed92

    Assolutamente un ottimo film talvolta drammatico, talvolta estremamente comico. Buona la sceneggiatura e ottima l’interpretazione. Presenta un tema tendenzialmente banale ma estremamente attuale e ben rielaborato nelle moderne sfaccettature: il coming out in una famiglia meridionale.

  15. perles75

    Per questo film Ozpetek si è cimentato su quel classico della cinematografia gay che è il coming out in famiglia. Per fortuna, affronta questo tema trito e ritrito col taglio giusto, aggingendo un twist interessante (la situazione parallela dei due fratelli) e introducendo esplicitamente la commedia (rigorosamente all’italiana) che finora mancava nei suoi film.
    Mine vaganti va quindi messo nella casella dei film riusciti del regista, aiutato da una sceneggiatura più compatta del solito, senza il rischio che gli sfugga di mano come ogni tanto gli capita (Saturno Contro), da un buon cast di solidi attori (sì, anche Scamarcio!), e dalla cura per i personaggi secondari, dai tre amici ricchionissimi, alla sorella più moderna di quello che sembra, fino ovviamente alla nonna la cui profonda storia personale viene ignorata (accantonata?) dagli altri membri della famiglia che la vedono solo come una “mina vagante”. Voto 8

  16. Karina

    Film bello,l’ho visto ieri per la prima volta,anche se è troppo “fantasioso”:la figura della nonna,troppa aperta di vedute ed saggia.Però ho bisogno di vederlo più volte per capirlo sempre di più.

  17. Giuseppe81

    L’ho appena visto! io l’ho trovato davvero carino!!!m sn piaciuti tutti gli attori, e la storia m ha davvero divertito e interessato!Ozpetek è bravo a trattare naturalmente i suoi temi congeniali: l’omosessualità e la famiglia!da vedere senza pregiudizi

  18. stefano66

    Ho visto il film pochi giorni fa. Credo che il regista non abbia più molto da dire… film sgrammaticato, alcuni attori abbastanza fuori parte. Luoghi comuni e banalità… non fa neanche ridere quando vorrebbe. Peccato.

  19. ho visto da poco questo film e per me è bellissimo, ogni volta che vedo un film di ferzan, mi capita dopo di essere malinconico mi affeziono ai personaggi a tal modo che devo rivedere il film più volte…speravo che con questo non accadesse invece… poi la cosa che mi piace di ferzan sono la cura dei particolari che usa nell’arredamento, nei vestiti, nelle inquadrature ad esempio durante le cene la telecamera che inquadra le espressioni dei vari personaggi sembra di mangiare e parlare con loro. per quelli che dicono che la storia è irreale sembra di aver letto che in realtà questa storia è relamente accaduta ad un amico di ferzan.

  20. Valmònt

    Ho votato 1 per il semplice fatto d’aver visto il FILM PIU’ BRUTTO CHE IO ABBIA MAI VISTO IN VITA MIA. Ogni cosa, in questo film, mi ha snervato, a cominciare da Ilaria Occhini, che interpreta un personaggio così stereotipato…la classica nonna a cui basta uno sguardo per capire tutto e per comunicare tutto, tutta perle di saggezza e di insegnamenti da quattro soldi! Che nervi! Che banalità! Che dialoghi sciocchi! Che situazioni per nulla credibili! Pessimo, poi, il modo di recitare della Grimaudo, che ha fatto diversi film ma non sa recitare per niente! Ozpetek è un regista sopravvalutato. E’ mediocre in tutto e per tutto. E poi in ogni suo film ci mette, a sproposito, almeno una canzone turca che sta come il parmigiano grattugiato su una fetta di pane e nutella. Il cinema italiano è in ginocchio? E allora? Non ne sono affatto sorpreso, visti certi risultati. Bocciato a pieno titolo!!!

  21. non mi è piaciuto tantissimo, troppo all’italiana .. però Scamarcio vale la pena. Solo che il disappunto di alcune persone in sala per il (misero) bacio mi ha fatto salire il sangue alla testa.

  22. pitumpa

    fantastico! ozpetek riesce a stupirmi cm al solito!cioè, sn uscita dalla sala ridendo xk quel film mi ha devertito molto ma mi è anche piaciuto molto e scamarcio lo trovato piuttosto bravo sebbene nn sia uno dei miei attori preferiti (diciamo ke fino ad allora nn lo sopportavo).
    devo dire una cosa: in sala(nel cinema di una piccola cittadina, saran state al max 40 persone) tt ridevano nelle scene ove comparivano gli amici di tommaso (bellissima sopratt la scena dell’arrivo degli amici ahahaha), ma quando cìè stato il bacio tra tom e marco, una valanga di “ooooooooooooooooooh” ha coperto la sala. ma io dico, mai visti due baciarsi? bah.
    cmq…bellissimo e molto spassoso:)

  23. Prosciuttella

    Ammetto che anche io ho avuto questo genere di dubbio.
    Me lo ha creato il raffrontare i due baci che da scamarcio: quello ad alba e quello al suo fidanzato poco dopo.
    Sono talmente diversi che ho finito per vederla come te.
    Questo non toglie che vederlo incuriosito da una donna mi ha un po’ disturbata.

  24. Chi dice che nel film scamarcio è attratto da una donna non ha capito nulla del film. Scamarcio ascolta la storia di alba e prova pietà e tenerezza. Capisce che Alba è infatuata di lui e sà che lui non può darle quell lo che lei desidera. Il bacio è un tentativo di farla felice, un maldestro tentativo che lei capisce , apprezza ma rifiuta perchè anche lei sà che le cose non possono cambiare. Il fatto di averlo dovuto spiegare significa che alcuni sono andati al cinema col paraocchi. Io l’ho visto con vari amici etero e gay e due mie amiche hanno trovato questo momento tra i piu toccanti.

  25. Prosciuttella

    sono d’accordo con chi ha detto che scamarcio incuriosito da una donna dava molto fastidio.
    A me il film è piaciuto, ma le fate ignoranti era avanti anni luce da questo!!!

    Adorabili la zia e la nonna!

  26. jeegcat

    un filmettino un po’ leggero, il personaggio di Scamarcio è gay ma lascia una fantasia un po’ velata sul discorso di essere attratto anche da una donna… è l’mosessualità un po’ sempre un problema.. in Italia quando si potrà fare un film più significativo e che il gay è gay. magari si’ patrlare dei problemi sociali ma per l’identità bastaaaa!!! Comunque nel complesso non è da buttare via, anche se preferisco gli innumerevoli film stranieri che scarico da emule…

  27. ragazzi, ma questi commenti negativi mi lasciano davvero perplesso.Sembrate delle persone davvero poco mature.Il film è girato bene e affronta l’omofobia con intelligenza .Alla maggioranza delle persone che l’hanno visto è piaciuto e il messaggio è passato.PIuttosto sono rammaricato perchè Ozpatek è l’unico regista italiano che sà girare film a tematica omosessuale mentre i vari muccino,veronesi e tutti gli altri registi ITALIANI che si reputano moderni non inseriscono mai nelle loro storie un omosessuale.Anche questa è omofobia

  28. euorange70

    sono molto deluso, insomma Ozpetek vuol dire molto anzi è un grande, ma poi leggo è una commedia ci vado e mi annoio per la lentezza per i temi inesistenti (perchè diciamoci la verità è anni luce da fate ignorati e poi che tema si affronta? sicuramente ne omofobia ne padre figlio ne segreto essere gay) mi sono sentito male l’unico momento in cui si rideva era quando Ozpetek ha preso per il c… i ragazzi gay = affemminati insignificanti. 7 euro spesi male. Ma dai Ferzan hai un nome che mi metteva in ginocchio dopo mine vaganti vomitavo. Se poi si deve investire in Riccardo ci vuole qualcosa di significante. Ti prego !!!!!!!!!

  29. glbtmovie

    Promosso a pieni voti! Forse, di rimando nei suoi precedenti film, si ritrovano molti particolari, ma Ozpetek ha la grande capacità di tirar fuori il meglio dagli attori che sceglie. Grande l’interpretazione di Ilaria Occhini e di Lunetta Savino che incarna benissimo la madre, moglie e donna del sud. Finale intelligente.

  30. frombanks

    Film entusiasmante che mi ha fatto ridere fino alle lacrime, alterna tenerezza e comicità in modo assolutamente geniale. Scamarcio bravo, la Grimaudo bravissima.

  31. jeegcat

    Che delusione, l’ennesimo film italiano dove il rapporto gay viene sempre come secodo, e dove il gay può avere un interesse anche per una donna…come è leggero..un filmettino per etero o per lasciare sempre una speranza che possa divenire un po’ anche etero..mah che cagata

  32. Forse il miglior Ozpetek. In perfetto equilibrio tra commedia e tensione drammatica. Gli attori danno tutti ottime prove. Emozionante Ilaria Occhini. Grazie Ferzan!

  33. her mann

    Purtroppo una delusione . Ozpetek ha voluto fare una commedia all’italiana, riuscendo solo in parte. Buona nel complesso la recitazione dei ruoli femminili. Scamarcio nella parte del gay è imbarazzato ed imbarazzante. Qualche buona battuta ma, nel complesso un film scontato.Bravissimo Fantastichini. Mi dispiace ma il filnm non mi ha convinto. Voto 5.

  34. Questo film è la summa di vari temi cari al regista.. Ho trovato molte cose già presenti nei suoi precedenti film: l’importanza dell’amicizia, il cibo, i dolci, gli amori ‘impossibili’ che sono quelli che ci portiamo dietro per sempre, la vecchiaia come saggezza.. E tanto altro..
    Belle le musiche, suggestiva Lecce (mi è venuta voglia di visitarla), bravi gli attori.. Grande il personaggio della zia Luciana e della nonna, la ‘toscana’.. Unica nota stonata: Scamarcio!! Per me non è credibile in quella parte (oltre a non saper recitare proprio!!). Si ride anche..
    Peccato per Michele.. E non dico altro per non svelare troppo ^__^

  35. x zonaverdi: sinceramente hai ragione, ed infatti io aspetterò di votare finchè nn vedrò il film, ma cmq credo che votino pre cm si aspettano sia il film, e io stessa già penso che sarà un altro successo di Ozpetek (anche xkè io adoro i suoi film^^), o piuttosto a priori, su fiducia dello stesso regista che credo nn ci deluderà mai^^.

  36. Che bello..ci siamo quasi, sta per uscire al cinema..dopo 3 anni d’attesa dall’ultimo film ‘gayo’ del regista..
    Avete visto Nina Zilli a San Remo? La canzone che canta Scamarcio nel trailer è sua, il titolo è ’50mila’..(ma non è quella che ha cantato a S. Remo)

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trailer: Mine vaganti

https://youtube.com/watch?v=dScxDY10blM%26hl%3Dit_IT%26fs%3D1

Varie

The conservative Catholic Cantone family own and operate a pasta factory in southern Italy. At a family dinner, parents Vincenzo and Stefania Cantone plan on turning over the factory to their two sons, Antonio Cantone and Tommaso Cantone. The younger Tommaso, who has returned home from business school in Rome for this dinner, has his own important news which he plans on divulging at that dinner. Beforehand, he tells Antonio his news. He is not in business school and does not want to run the factory, leaving that to Antonio. Rather, he wants to stay in Rome to be a writer – he has submitted a manuscript of a novel to a publisher – but more importantly that he is gay. Tommaso is certain that their parents will not take any of this news well. But before Tommaso can make his statement at the dinner, Antonio, who has been working at the factory for years, drops his own bombshell of news on the family, which results in Vincenzo disowning Antonio and having a mild heart attack. Tommaso feels that he has no other choice now but to keep quiet, and stay to run the factory while his father recuperates. A visit from Rome by Tommaso’s flamboyant gay friends – including Tommaso’s lover, Marco – may make life difficult for Tommaso as he tries to balance his priorities in life. Tommaso’s paternal grandmother, who started the factory, who is known as the loose cannon of the family and who has a long kept secret of her own, may have her own say in what happens in the family. (Boston LGBT Film Festival)

CRITICA

“Esplosivo e adorabile, esce Mine vaganti di Ferzan Ozpetek, commedia a tratti tragica, che mette in scena non solo il tema dell’omosessualità, da dichiarare ai genitori, ma anche i panni sporchi di famiglia. Il piccolo di casa (Riccardo Scamarcio) vuole dichiarare durante una cena d’affari del padre (Ennio Fantastichini) di esser gay. Lo anticipa suo fratello, con una storia altrettanto forte, che getta tutti nel panico. Col solito stile non convenzionale, Ozpetek traccia mirabilmente uno spaccato nazionale, tra modernità e tradizione.” (Il Giornale)

“«Non farti mai dire dagli altri chi devi amare, e chi devi odiare. Sbaglia per conto tuo, sempre». (…) Ed è anche la filosofia di ‘Mine vaganti’ ottavo film di Ferzan Ozpetek, che dopo l’incauto corpo a corpo con la letteratura (in ‘Un giorno perfetto’, il romanzo della Mazzucco risultò più resistente del previsto) torna alla sceneggiatura originale firmata, questa volta, con Ivan Cotroneo. E torna soprattutto alla dimensione a lui congeniale dello schietto dramma familiare che si nutre di sfumature e di leggerezze e che non ha paura né di farciture comiche né di pronunciati sentimentalismi. Un dramma che pone al centro ancora una volta l’omosessualità non tanto come paradigma borghese della sensibilità o della raffinatezza quanto come istanza di libertà, capace ancora di suscitare resistenze e sollevare ribellioni. E, almeno in questo senso, l’ambientazione in una Lecce splendidamente barocca nel paesaggio quanto volgare negli arricchiti cittadini, risulta esemplare. (…) Ed è proprio nel racconto corale della famiglia (…) delle peripezie quotidiane, delle preoccupazioni sociali, dei malintesi grossolani (…) che il film si offre più generosamente allo spettatore. Lo fa senza rete di sicurezza con quella spontaneità di colori che contraddistingue il tocco di Ozpetek. Sicché ‘Mine vaganti’ oscilla tra le grossolanità della commedia salentina, stile migliore Lino Banfi, e le raffinatezze di Stefhan Elliot al tempo di ‘Priscilla la regina del deserto’. Poteva stare in Concorso come molti reclamano? Forse. Intanto si dirà che è piaciuto molto al pubblico berlinese. Non è poco in previsione di una distribuzione internazionale.” (Andrea Martini, ‘Nazione, Carlino, Giorno’)

” Dopo il passo falso di Un giorno perfetto, Ozpetek torna ai temi che gli sono più congeniali (le tensioni familiari, il peso delle convenzioni) ma lo fa con una leggerezza e una allegria spumeggianti e contagiose. Mette da parte le precauzioni politically correct e schiaccia il pedale dell’eccesso senza preoccuparsi né delle possibili accuse di misoginia (la zia alticcia e vogliosa interpretata da una sorprendente Elena Sofia Ricci, la madre caricaturale ben tratteggiata da Lunetta Savino) né dell’omofobia (il balletto in mare dei tre amici gay). Se il film vuole essere un elogio delle «mine vaganti» che fanno esplodere le convenzioni piccolo o grandi-borghesi, allora è giusto che anche lo stile sia coerente e mandi a quel paese paure e convenzioni. Perché a volte eccedere fa bene.” (Paolo Mereghetti, Corriere della Sera)

“…Sarà anche per questo che Ferzan parla di film «liberatorio». In cui ha potuto trattare anche temi drammatici col sorriso. Il risultato è irresistibile, soprattutto nella descrizione del mondo gay a confronto col sud machista, quando irrompe in famiglia il fidanzato di Scamarcio con gli amici: una banda di «pazze» che cantano sotto la doccia e indossano magliettine attillate. «Altro che famiglia tradizionale – commenta a proposito Lunetta Savino – quella sì che è una bomba. Mentre i più risolti sono proprio i gay, almeno loro si scelgono ». Mine vaganti, grazie al sorriso, rende leggero anche il tema della tolleranza nei confronti della «diversità »… (Gabriella Gallozzi, L’Unità)

“…In Mine vaganti Ozpetek sembra osare di più rispetto al passato: nell´equilibrio tra momenti drammatici e comici, nel gioco ironico sui vezzi omosessuali, quando piomba a Lecce un gruppetto di amici di Tommaso, tutti vivacemente gay….” (Maria Pia Fusco, La Repubblica)

“… Il nuovo film di Ferzan Ozpetek. La notizia è che si ride: il regista italo-turco, dopo una lunga e fortunata produzione di mélo fiammeggianti, punta sulla commedia e fa centro in modo clamoroso. La cosa può meravigliare solo chi non conosce Ferzan nella vita – ma la storia del cinema è piena di registi spiritosi che hanno girato solo film seri…” (Alberto Crespi, L’Unità)

“… Passi avanti del regista italo-turco che dopo gli ultimi deludenti film lascia il dramma e torna a colorare un film con i toni a lui cari della commedia corale, con una attenzione particolare ad un nucleo famigliare variamente assortito… È proprio la famiglia come trionfo delle ipocrisie e delle frustrazioni inconfessate il microcosmo ben calibrato del film, grazie anche ad un cast in cui svettano le riuscite caratterizzazioni di Ennio Fantastichini e Lunetta Savino come genitori vittime delle convenzioni borghesi della provincia e Ilaria Occhini nei panni della nonna affettuosa, lei stessa in passato costretta a soffocare la propria libertà. Un film in cui la malinconia è sempre presente, in cui far parte di una famiglia vuol dire anche, se non soprattutto, accettare un compromesso dietro l’altro, ma anche armarsi di uno scudo protettivo in cui gli affetti proteggono dall’esterno…” (Mauro Donzelli, Comingsoon.it)

“…Ozpetek si è «liberato» dal poeta- filosofo Gianni Romoli, sceneggiatore pregiato di quasi tutti i suoi film, ma cosa gli è rimasto se non il colpetto di scena nella tavola imbandita, sempre ripresa con un movimento circolare da hula-hop dove Antonio si dichiara gay un attimo prima di Tommaso? Fratelli dell’altra sponda. Infarto del padre (Ennio Fantastichini) che si diletta come Berlusconi con le barzellette sui «froci». Considerazione a parte per Scamarcio, che non riesce a guardare le donne (l’unica bella è fuori di testa) senza il languore del seduttore, così bello e bravo che la prossima volta gli chiederanno di interpretare una sedia.” (Mariuccia Ciotta, Il Manifesto)

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