Non è peccato - La Quinceañera

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Non è peccato - La Quinceañera

Mentre si avvicina il suo 15° compleanno, la vita di Magdalena si divide tra i pensieri al suo ragazzo, il suo vestito da Quinceañera, e la limosine che spera di mostrare per quel giorno speciale. La vita non è poi così difficile a Echo Park, nei dintorni di Los Angeles, fin quando il destino porta una inaspettata sorpresa: Magdalena è incinta. Viene subito cacciata dalla sua religiosissima famiglia e va a vivere con l’amatissimo prozio Thomas e il forte cugino Carlos, che è stato a sua volta rifiutato da suo padre perchè gay. Insieme formano una improvvisata nuova famiglia che deve affrontare lo stigma sociale e la speculazione immobiliare che minaccia tutto il loro vicinato. Il film si richiama molto al free cinema inglese degli anni ’60, che già in quegli anni affrontava le tematiche della diversità, dell’emarginazione e dei conflitti sociali, ma questo film aggiunge qualcosa di nuovo, vuole indagare nuovi costumi e nuovi stili di vita, nuove realtà familiari e nuove speranze.

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15 commenti

  1. Film molto ben fatto! E’ vero, il tema della diversità, nelle varie declinazioni che il film affronta, non è in sé originale. Originale però è il contesto e interessanti sono i tre personaggi principale (lo zia e i due nipoti). Mi piacque molto quando uscì e mi ha fatto molto piacere rivederlo di recente.

  2. la trama del film è carina. si parla della quinceanera (rito con cui la ragazza entra nel mondo degli adulti) e sta 14enne si scopre in cinta pur non avendo mai fatto sesso, i genitori la cacciano di casa e infine credono addirittura che sia un segno divino! ma i personaggi non hanno consistenza, non hanno niente di personale, niente di “particolare”, anzi sembrano tutti stereotipati: la ragazza che spera di avere in regalo l’automobile, le sue amichette rappresentate come tipiche sceme 14enni che pensano alla moda, ai vestiti, al trucco, ai ragazzi, le donne adulte tutte uguali tradizionaliste; il padre rompicoxxxoni che non accetta giustificazioni.. insomma non hanno nulla di speciale o particolare, non coinvolgono, sono pallosi e non trasmettono emozioni.

  3. De La Croix

    Davvero un film splendido, alterna momenti diversi ma tutti ugualmente intensi. Toccante in alcune parti e davvero crudo in altre. Non so come Carlos abbia fatto a non pestare la coppia per la loro scelta crudele, ma so benissimo come si è sentito quando ha ascoltato la conversazione per sbaglio. Ad ogni modo un film eccezionale.

  4. Con sfondo di tensioni razziali e quartieri divorati da speculazioni immobiliari, 2 cugini messicani vengono scacciati dalle rispettive famiglie viventi vicino a Los Angeles (xchè lei 14enne è incinta e lui lo scoprono gay) e accolti bene dall’ anziano zio Thomas.

    I 3 costruiscono un nuovo modello di famiglia che funziona; i 2 giovani con la loro tenacia, riusciranno a trasformare una grossa disgrazia nella loro vittoria.

    Film gradevole, e con un paio di battute acute,”la Quinceanera” è un racconto di emarginati, di rifiutati ma soprattutto di tolleranza e di riscatto.

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Il film è uno sguardo su cosa accade quando la sessualità adolescenziale, gli antichi rituali e i prezzi dei beni immobiliari si scontrano. È la rivisitazione del Kitchen Sink drama, arricchito da varie tensioni razziali, sessuali e di classe in un quartiere latino in transizione. Magdalena (Emily Rios), è la figlia di una famiglia messicano-americana che frequenta la chiesa di Echo Park a Los Angeles. Con l’avvicinarsi del suo quindicesimo compleanno, gli unici suoi pensieri sono il suo fidanzatino, il vestito che indosserà e la limousine che la accompagnerà nel giorno della sua Quinceañera, la tipica festa di tradizione latino-americana che segna il passaggio all’età adulta. Ma pochi mesi prima della grande celebrazione, Magdalena rimane incinta. Mentre tutti i preparativi per la grande festa proseguono, il suo religiosissimo padre la scopre e la ripudia. Buttata fuori di casa, Magdalena va a vivere dal suo vecchio zio Tomas (Chalo Gonzalez), che si guadagna da vivere vendendo champurrado (una bevanda calda messicana) per strada. Con lui vive anche Carlos (Jesse Garcia), il cugino di Magdalena, a sua volta cacciato di casa dai genitori. Carlos all’inizio non nasconde il suo disappunto per l’arrivo di Magdalena. La vecchia casa in affitto, dove Tomas ha vissuto felicemente per tanti anni, si trova su una tenuta che è stata recentemente acquistata da una ricca coppia gay bianca (David W.Ross e Jason L.Wood), pionieri della rivalutazione dei beni immobiliari del quartiere. Inevitabilmente i due mondi si scontrano quando la vita della coppia viene coinvolta nelle vite dei loro inquilini affittuari. Mentre la gravidanza di Magdalena diventa sempre più visibile, lei, Carlos e Tomas diventano sempre più una famiglia di esclusi, e anche l’aspetto economico del quartiere comincia a rivoltarsi contro di loro fino a farli precipitare in una crisi che incombe sulle loro vite. (Teodora Film)

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NOTE DI REGIA

NON È PECCATO – LA QUINCEAÑERA è la rivisitazione del Kitchen Sink drama (il cosiddetto `dramma dell’acquaio’ nato nel gergo teatrale inglese durante gli anni ’50, per descrivere i testi dei giovani autori che appartenevano alla corrente del realismo Wesker, Owen. Il termine deriva dai luoghi: scantinati, soffitte, bagni, cucine; dai temi: la mancanza di lavoro, la povertà; e dai protagonisti delle pièce, appartenenti per lo più alle classi popolari), arricchito da varie tensioni razziali, sessuali e di classe di un quartiere latino in transizione.
Il realismo del Kitchen Sink drama proviene dal cinema britannico della fine degli anni ’50 e dell’inizio degli anni ’60. I film avevano storie per adulti con un coraggioso realismo, un commento politico ed un humour sarcastico. Le storie erano spesso ambientate nel nord dell’Inghilterra tra i bastioni della working class industriale.
Una nuova generazione di registi, Lindsay Anderson, John Schlesinger, Tony Richardson (la maggior parte di quelli più interessanti erano gay) diedero al mondo film molto duri come “Io sono un campione”, “Una maniera di amare”, oltre a uno dei più significativi per il nostro cinema, “Sapore di miele”.
Questi film racchiudevano una sorta di realismo poetico che noi speravamo di ricreare in NON È PECCATO – LA QUINCEAÑERA. Volevamo un film che celebrasse la vita di tutti i giorni e trattasse delle piccole cose che gradualmente diventano grandi. Un film che avesse una politica trasversale, un humor inaspettato ed emozioni forti sebbene contenute.

Come ha fatto allora il Nord dell’Inghilterra a diventare l’Echo Park di Los Angeles?
Nel 2004 ci venne chiesto di diventare i fotografi ufficiali della Quinceañera della nostra vicina di casa. La richiesta ci venne fatta a Gennaio, anche se la festa ci sarebbe stata solo a Giugno. Questo notevole anticipo ci lasciò scoprire le elaborate preparazioni che avvengono prima della Quinceañera .
Settimana dopo settimana, mentre circa una dozzina di compagni di scuola della ragazza iniziavano a provare i balli nei cortili, cominciammo gradualmente a capire l’importanza dell’evento per la ragazza interessata e per l’intera famiglia a cui appartiene.
Nel grande giorno, in una chiesa di Sunset Boulevard, avvenne l’attesa cerimonia.
Tutte le ragazze erano vestite di rosa, la chiesa aveva decorazioni in rosa, e ghirlande di fiori rosa erano ovunque. All’improvviso la nostra vicina si rivelò nella sua luminosa bellezza, vestita di seta sfilava lungo la navata accompagnata dalla marcia di Aida.
La corte dei ragazzi in abito da sera stava a guardare con mascolino distacco: questo giorno appartiene alle ragazze. Era una chiara celebrazione della fioritura della giovinezza, dell’adolescenza, della purezza, della verginità.
Anche se si svolgeva in una Chiesa Evangelica, l’evento ha un sentimento intrinsecamente cattolico, molte immagini richiamano la Vergine Maria. In effetti la Quinceañera anticipa la Cristianità di circa 500 anni, fin dalla civilizzazione Azteca, quando i 15 anni erano considerati l’età di passaggio dall’adolescenza alla maturità di una donna.
Tutto ciò è ancora vivo nel XXI secolo ad Echo Park!
Qualche tequila più tardi, le formalità si sciolsero e l’energia dell’adolescenza imbrigliata nella Quinceañera venne fuori. La musica Reggaeton si sostituì ai walzer straussiani e la pista da ballo fu invasa da strani balli che all’occhio inesperto sembrano più dei corteggiamenti espliciti.
Quattro generazioni di una famiglia immigrata erano tornate allo stato primitivo: zii, cugini, nonni, ballavano e si ubriacavano.
Noi pensammo che tutto questo era un film!
Il primo gennaio del 2005 iniziammo l’anno con il progetto di fare un film sulla nostra vicina di casa. L’Echo Park di Alison Anders di “Mi Vida Loca” era molto cambiato in 12 anni, molti artisti e gay avevano iniziato a trasferisti qui trasformandolo in un quartiere residenziale facendo incrementare il prezzo degli immobili e creando conflitti con le comunità esistenti, ed una velata discriminazione razziale stava emergendo, anche se gli agenti immobiliari non ne parlavano quando promuovevano l’area.
L’idea del film NON È PECCATO – LA QUINCEAÑERA ora aveva un contesto – gli antichi rituali avrebbero avuto luogo in un nuovo quartiere residenziale – e avrebbe avuto un antecedente; sarebbe stato come “Sapore di miele”. Il film crebbe molto rapidamente. Scrivemmo tutto in tre settimane, e miracolosamente riuscimmo a trovare un piccolo budget per realizzarlo. L’idea era di fare il film velocemente e spendendo poco, girando tutto entro un miglio dalla nostra porta di casa. Questo fu reso possibile dall’incredibile supporto che la comunità Latina è riuscita a dare al film. La gente ci lasciava entrare nelle case, si cambiava per fare da comparsa, ci prestava i vestiti della Q., cucinava per noi. Ci facevano capire quando eravamo nella direzione giusta ma soprattutto, quando non lo eravamo. Ci sentivamo veramente fortunati ad avere quel cast, poi arrivò Emily Rios. La sua giovinezza, la sua durezza, la sua appartenenza alla Los Angeles dell’Est e il suo talento erano innegabili. Anche Jesse Garzia fu per noi una vera scoperta ed eravamo meravigliati dall’elettricità e l’erotismo che riuscì ad apportare al ruolo di Carlos. E quando Chalo Gonzale, veterano di film come “The Wild Bunch” e “Bring me the head of Alfredo Garzia” di Sam Peckinpah, riuscì ad essere nel nostro film, noi capimmo di avere un’occasione d’oro.
Così dopo nove mesi, Q divenne una realtà. E’ un film di cui siamo molto orgogliosi, in stile Kitchen Sink Reggaeton. (dalla cartella stampa – SEGUE)

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