Dalla rassegna stampa Cinema

«Non è peccato» Commedia «latina» dal Sundance al box office

… il film ha strappato applausi a scena aperta allo scorso Sundance, accaparrandosi doppio premio, come Miglior Film e per il gradimento del pubblico e da noi arriverà sugli schermi l’1 settembre con il titolo appena fuorviante «Non è peccato» quando l’originale suona appena ostico ma …

Roma. Da puttana quindicenne da strapazzo a miracolosa vergine gravida senza peccato. Per il padre di Magdalena la storia è questa. Né più né meno. Per tutti gli altri, dalla madre che nulla può al nonno liberale che la soccorre, dall’involontario papà che fugge a gambe levate al cuginetto gay che capisce al volo, tutto è un po’ più complesso e sfaccettato. Ma è pur sempre il padre la chiave di volta di questa commedia che inizia graffiando e lasciando esplodere sullo schermo l’efficacia primitiva e innocente della giovane esordiente Emily Rios e finisce con un happy end svogliato e un po’ trash. Come non può non essere una festicciola vecchia centinaia di anni dopo tutto, dagli abiti agli oggetti, dai fiori alle tende è rosa confetto e tutti recitano il gioco della innocenza che si apre al mondo. Anche se può capitare, appunto, che l’innocenza arriva gravida dentro il mondo dei grandi ma senza aver neppure avuto un vero rapporto completo e per i soliti capricci del caso. Anzi del miracolo, per il bigotto padre che se ne fa una ragione.
Eppure il film ha strappato applausi a scena aperta allo scorso Sundance, accaparrandosi doppio premio, come Miglior Film e per il gradimento del pubblico e da noi arriverà sugli schermi l’1 settembre con il titolo appena fuorviante «Non è peccato» quando l’originale suona appena ostico ma semplice. E’ «La Quinceanera», sontuosa cerimonia per cui anche i messicani piccoli piccoli si svenano pur di non perdere l’occasione di festeggiare i quindici anni delle loro figlie come un’entrata in società. Ma qui non siamo in Messico, ma nella Los Angeles di Echo Park (diventato nell’ultimo decennio un alternativo quartiere residenziale) scoperta dai due registi, Richard Glatzer e Wash Westmoreland, nel 2001, quando vi si trasferirono trovando a un passo da loro, oltre le porte dei loro vicini di casa immigrati di vecchia generazione, universi e riti antichi di secoli. Come oggi raccontano: «Qualche anno fa ci viene chiesto di diventare i fotografi ufficiali della Quinceanera della nostra vicina di casa. Così scoprimmo, con mesi di anticipo come era complicata l’organizzazione di un simile evento e come era importante per le famiglie. E il giorno della cerimonia, anche se si svolgeva in una Chiesa Evangelica, l’evento aveva un sentimento intrinsecamente cattolico, molte immagini richiamano infatti alla Vergine Maria, la Quincenaira anticipa in qualche modo la Cristianità di 500 anni, fin dalla civilizzazione Azteca quando i quindici anni erano considerati età di passaggio dall’adolescenza alla maturità. In quella occasione vedemmo quattro generazioni di immigrati tornate allo stato primitivo, zii, genitori, nonni, figli ballavano e si ubriacavano e pensammo che tutto questo era un film». E film è stato.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.