Dalla rassegna stampa Cinema

«Non è peccato» essere messicani e gay

Nelle sale la pellicola ambientata a Los Angeles

«Non è peccato», come recita il titolo del film di Glatzer e Westmoreland, restare incinta prima della cerimonia che introduce una ragazza all’età adulta, la tradizionale Quinceanera festeggiata con grande sfarzo dai messicani a Los Angeles. Non è peccato essere gay. Le storie di Magdalena, la ragazza incinta non ancora quindicenne e di Carlos, il giovane respinto dalla famiglia perché gay, si intrecciano alle tensioni tra vecchi tabù e il nuovo che avanza. I due giovani «rifiutati» andranno a vivere con uno zio di larghe vedute. Carlos conoscerà una coppia di gay che, va detto, con tocco di autoironia da parte dei registi, non sono proprio un esempio di solidarietàe. La pellicola si ispira al «free cinema» inglese degli anni ’60, già impegnato nei conflitti sociali. Con più leggerezza e un ritmo, a tratti, da accelerare.

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