Dalla rassegna stampa Cinema

«Non è peccato», un caso negli Usa

… Il film è un fenomeno negli Stati Uniti avendo incassato in pochi giorni una somma pari al suo budget di 430.000 dollari in nove sale che diverranno presto 200…

AUTORI GLATZER E WESTMORELAND

Roma. Peppino Di Capri non c’entra, anche se l’associazione mentale arriva automatica con «Non è peccato», il titolo italiano scelto dalla Teodora Film (che lo lancerà dal primo settembre) per «La Quinceanera» prodotto da Todd Haynes, scritto e diretto da Richard Glatzer e Wash Westmoreland, vincitore al Sundance Festival del premio come miglior film e di quello del pubblico e già presentato a Giffoni. Il film è un fenomeno negli Stati Uniti avendo incassato in pochi giorni una somma pari al suo budget di 430.000 dollari in nove sale che diverranno presto 200. La Quinceanera è una festa d’origine azteca che nelle comunità latinoamericane festeggia a 15 anni il passaggio della donna dall’età dell’innocenza a quella della maturità. Magdalena (Emily Rios) è la figlia di una coppia messicano-americana che vive nella Los Angeles multietnica di oggi nel quartiere ispanico di Echo Park. In attesa del suo quindicesimo compleanno, la ragazza pensa solo all’amore, al vestito che indosserà e alla limousine che la accompagnerà quel giorno. Ma pochi mesi prima dell’evento Magdalena, pur restando vergine, rimane avventurosamente incinta del suo fidanzato. Allontanata dalla famiglia, si trasferisce dall’anziano zio insieme al cugino Carlos (Jesse Garcia), ripudiato a sua volta dal padre in quanto omosessuale. Insieme formano una nuova ed atipica famiglia. «Due anni fa ci è stato chiesto di realizzare il video ufficale della Quinceanera della nostra vicina di casa proprio ad Echo Park, abbiamo vissuto a stretto contatto con la comunità locale ed abbiamo pensato subito di girare un film», ha spiegato Glatzer. Westmoreland ha invece ribadito: «Mettendo in campo argomenti come le difficoltà di integrazione razziale, abbiamo voluto descrivere dall’interno la storia della comunità latino-americana a Los Angeles». Gli stessi interpreti non professionisti del film diventeranno ora protagonisti di una serie tv sulla comunità messicana. Ma i due registi preparano anche un film sugli ultimi giorni di Errol Flynn.

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