Dalla rassegna stampa Cinema

GAY POWER AL CINEMA?

Ancora felicemente storditi dai cowboys gay e Reinas, siamo in attesa del nuovo filmone (molto gay) in arrivo anche in Italia a Settembre, dopo aver guadagnato in USA a sorpresa un’esagerazione di dollari.

E’ “La quinceanera- Non è peccato”, uscito negli Stati Uniti con sole 8 copie incassando nel primo fine settimana 100mila dollari: un delirio che porta la Sony a dire che in Italia verranno moltiplicate le copie e le uscite: gay power!

Il primo Gennaio del 2005 i due registi pensano a Non è Peccato – La Quinceañera. Entro due settimane una semplice stretta di mano con il produttore esecutivo Nick Boyias assicura il finanziamento. La sceneggiatura viene scritta in tre settimane a febbraio. Il casting è completato a marzo. Le riprese si fanno in 18 giorni ad aprile. A settembre del 2005 il film è completato. Per i registi è una straordinaria fortuna che un tale allineamento di personaggi e circostanze abbiano reso possibile realizzare il film in un baleno. Il film è cresciuto nei quartieri che descrive.

I registi si erano trasferiti ad Echo Park, Los Angeles nel 2001 e volevano che il film catturasse lo spirito del luogo. Pianificarono di girare nelle vicinanze della loro casa e di utilizzare attori non professionisti prendendoli tra le persone del luogo. Il successo fu che il quartiere stesso divenne un personaggio del film.

Le operazioni di casting iniziarono a febbraio e furono in qualche modo ostacolate dal fatto che la sceneggiatura non era ancora finita. Spesso le scene venivano scritte sul momento solo per dare agli attori qualcosa da leggere per il provino. Per avere una ripartizione convenzionale, i registi hanno dovuto raggiungere i gruppi di teatro alle scuole ed alle organizzazioni della Comunità come Nosotros.

Molti attori non professionisti vennero arruolati, inclusa Alicia Flamenco (Zia Isabella), una donna delle pulizie e vecchia amica dei registi, che risultò essere molto naturale di fronte alla macchina da presa. Alicia portò con sé l’intera famiglia: la figlia Marlen (giovane mamma), il nipote Jasiel (il fratello di Magdalena), la sorella Berta (zia Sandra), la nipote Mercia Garcia.

Mercia, che aveva appena avuto la sua Quinceañera, fece la parte della consulente. Fornì ai registi video, vestiti, migliaia di fiori finti e, cosa più importante, un gruppo di suoi amici per fare la corte della Quinceañera. L’entusiasmo di questi giovani per il film fu fenomenale. Essi divennero la linfa vitale del film, organizzavano le coreografie dei valzer, improvvisavano le scene e ballavano il reaggeton durante la pausa pranzo.

Una settimana prima delle riprese, alcuni ruoli chiave non erano ancora stati assegnati. I registi ebbero la fortuna di trovare Jesus Castanos Chima (Ernesto) e un’attrice di Vancouver Carmen Aguirre (Silvia). Mancava solo un ruolo: James, uno dei nuovi proprietari di casa. I registi avevano notato tra le persone della troupe che Jason Wood era un ottimo lettore, meglio di molti degli attori che aveva ascoltato. Con un lungo lavoro di persuasione, egli finalmente accettò la parte e il cast fu completo.

La gente che vive a Hollywood non avrebbe mai permesso ad una troupe di girare nelle loro case. Fortunatamente, gli abitanti di Echo Park sono ancora in qualche modo naif rispetto al concetto “ci mettiamo solo qualche ora”.

I registi hanno contato molto sulla tolleranza e disponibilità dei loro vicini che quasi senza eccezioni hanno aperto per il film le porte delle loro case per mostrarle e farle usare, facendo entrare la troupe nelle loro cucine.

Il piccolo cul-de-sac di Waterloo Street si è riempito di camion alla ricerca di locations per il film, compresa la casa dei registi.

Ogni volta che i registi avevano bisogno di una comparsa, gli bastava bussare alla porta di un vicino di casa.

Per tutti gli aspetti estetici del film, la chiave di riferimento era Echo Park stesso. Invece di guardare film o riviste per le idee, ai costumisti bastava andare all’angolo tra Sunset e Alvarado, sedersi su una panchina, guardare la gente e fare qualche foto. La sfida non era quella di creare un nuovo mondo, ma semplicemente quella di trasportare dentro lo schermo il mondo che era lì. La chiave era quella di conoscere e capire che cosa era là, che cosa andava cambiato e che cosa andava lasciato com’era.

Molti protagonisti del film erano sotto i sedici anni e la produttrice Anne Clements divenne presto un’esperta della legge sul lavoro minorile in California. L’attrice protagonista Emily Rios aveva solo quindici anni – cosa fantastica per il realismo ma pessima per la pianificazione delle riprese. Il limite legale è di sei ore di lavoro al giorno con tre ore di scuola. Siccome il personaggio di Emily appare in quasi tutte le scene del film, ciò significava che i giorni di produzione erano di solito piuttosto brevi. La sfida di produzione più grande del film fu il ricevimento della Quinceañera. Questa scena ha richiesto mariachis, coreografia di valzer, una sequenza di lotta e più di cento comparse.

La location fu difficile da trovare e le previsioni del tempo davano pioggia. I registi ebbero una settimana molto stressante e la troupe era esausta. Quando il giorno arrivò accadde un piccolo miracolo; la gente mostrò se stessa! E gli eventi si susseguirono come in una Quinceañera reale. Per quanto positivo sia il risultato finale, la fase delle riprese può essere spesso un inferno. Con Non è Peccato – La Quinceañera, i registi ritengono di essere stati estremamente fortunati. Fare il film si è trasformato in un processo di familiarizzazione con il luogo in cui vivono ed è inteso come omaggio ai loro vicini.

da Gaybase.it

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