Pedro Almodovar

Pedro Almodovar
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  • Data di nascita24/09/1949
  • Luogo di nascitaCalzada de Calatrava (Ciudad Real)

Pedro Almodovar

10/3/2015 – Rossy De Palma sul nuovo flim di Almodovar: “Non posso dire nulla. Solo Silencio… Il copione è top secret parla di sentimenti, è un po’ dramma e un po’ favola. Pedro lo ha scritto pensando a me e lo ringrazio”.

14/1/2011

“La piel que habito” (“La pelle che abito”) è il titolo del nuovo film di Pedro, un thriller cupamente dark definito dal regista al quotidiano El Paìs come “il più difficile che abbia mai girato, un film del terrore senza urla né spavento”. Ispirato al romanzo “Tarantula” di Thierry Jonquet, uscito in Italia col titolo “Tarantola” per Einaudi, è il frutto di un lungo adattamento – addirittura nove riscritture – e avrà come protagonista Antonio Banderas che torna a lavorare ventidue anni dopo “Légami” col maestro che l’ha scoperto. Interpretà un rinomato chirurgo plastico intenzionato a vendicarsi in maniera brutale dell’uomo che ha violentato sua figlia e nel frattempo tiene segregata in casa sua moglie che usa come cavia per sperimentare una nuova pelle artificiale ottenuta grazie a innovativi progressi tecnologici nel campo della dermatologia ricostruttiva. Nel cast ci saranno anche la fedele Marisa Paredes, Elena Anaya, José Luis Gómez e Roberto Alamo. Le musiche saranno firmate da Alberto Iglesias. Realizzato in Galizia durante undici settimane tra settembre e novembre 2010 con un budget di circa dieci milioni di euro, ‘La piel que habito’ dovrebbe uscire in Italia il 18 novembre 2011. (R. Schinardi, Gay.it)

6/5/2010

A 20 anni da Legami!, Antonio Banderas torna a lavorare con Pedro Almodovar. Partono in estate le riprese di La piel que habito, ispirato a La tarantola dello scrittore francese Thierry Jonquet, storia della vendetta di un chirurgo plastico contro l’uomo che ha stuprato sua figlia. Il film, ha annunciato il regista, «si avvicina a un horror».

8/8/2009

Pedro Almodovar, intervistato dal settimanale tedesco “Die Zeit”, ha esortato papa Benedetto XVI a riconoscere che la famiglia può essere costituita anche da “separati, travestiti, transessuali” come avviene nei suoi film. “Perché il papa non si fa una semplice passeggiata fuori dal Vaticano e guarda cos’è oggi una famiglia? E’ del tutto folle non riconoscere come vivono oggi milioni e milioni di persone. Le mie famiglie – ha aggiunto il regista di Tutto su mia madre – sono più reali di quelle del papa perché vivono non in base a qualche dogma ma ai compromessi dell’esistenza”. L’intervista è uscita in occasione del lancio in Germania del nuovo film di Pedro Almodovar, Gli abbracci spezzati, che era in concorso a Cannes. (Cinecitta.com)

12/11/2008

Con ” Volver” Almodovar ha dichiarato che “si conclude il ciclo di film che ho fatto sull’universo femminile e quel tipo di famiglie che si sono spostate dalla campagna alle città in cerca di prosperità”. Nel prossimo film, ormai quasi pronto (dovrebbe uscire in Spagna nel mese di Marzo 2009), abbiamo ancora diversi personaggi femminili, tra i quali Penelope Cruz, una donna dalla doppia vita, insieme ad Angela Molina, Rossy De Palma, Chus Lampreale, ma abbiamo anche dei protagonisti maschili al centro del storia. Il protagonista, Lluís Homar (ex prete pedofilo in La mala educación), è infatti uno scrittore che perde la vista e si innamora di Penélope Cruz. Lo spunto per questo personaggio è venuto al regista in seguito ad un lungo periodo che ha dovuto trascorrere in una camera al riparo dalla luce a causa di un continuo mal di testa e della conseguente fotofobia. Oltre a Homar nel film ci sono altri due protagonisti maschili (Portillo e Gómez), che, dice il regista, sono “differenti dagli uomini stupidi visti in Volver, sono più complessi e hanno zone scure e luminose”.

La sinossi del film dal sito Warner: Quattordici anni fa, lo sceneggiatore Harry Caine ha perso la vista e anche Lena, l’amore della sua vita. Oggi Diego, il suo fedele assistente, dattilografo e guida, ha un incidente e Harry si ritrova a prendersi cura di lui. Nelle lunghe notti di convalescenza intrattiene Diego raccontandogli la storia della sua vita. Una storia sul potere ipnotico della finzione, dominata da sfortuna, gelosia e tradimento. (www.losabrazosrotos.it)

Nel giugno 2007 Almodovar ha ricevuto l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferitagli dal governo italiano (dall’allora Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli)

BIOGRAFIA

‘Nel curriculum di un artista creativo viene sempre riportato qualche fatto traumatico. Naturalmente anch’io ne ho avuti. Uno di questi è l’aver lavorato per dieci anni nel sottosuolo del PTT (Poste e Telefoni).’
Per il suo primo grande successo, Donne sull’orlo di una crisi di nervi (1988), Pedro Almodovar utilizzò le sue precedenti competenze professionali per intrecciare destini amorosi e fatti quotidiani sul nastro di una segreteria telefonica. Nato a Calzada de Calatrava (Ciudad Real) nella Mancia, il 24 settembre 1949, ancora bambino si trasferisce con la famiglia a Caceres dove frequenta il liceo presso un collegio salesiano. Finiti gli studi, va a vivere a Madrid e lavora come impiegato nella Compagnia Nazionale dei Telefoni, ma i suoi interessi artistici lo spingono presto a scrivere sceneggiature per fumetti e a pubblicare racconti su riviste underground quali Star, El Vìbora, Vibraciones.
Dopo un breve soggiorno londinese ritorna a Madrid ed inizia ad avvicinarsi al cinema realizzando con una cinepresa Super8 alcuni cortometraggi muti a basso costo. Durante le proiezioni, offerte ad un pubbico composto esclusivamente da amici, è lui stesso ad improvvisare dal vivo la colonna sonora. In seguito, in veste di attore, entra a far parte della compagnia di teatro indipendente Los Goliardos. Nel 1976, dopo la morte del dittatore Franco, i suoi cortometraggi vengono presentati alla Segunda Semana Nacional/Film Super8 di Barcellona dove destano subito un notevole interesse. Successivamente dirige il suo primo lungometraggio, sempre in Super8, dal titolo Folle…Folle…Folleme…Tim (1978), da lui stesso interpretato insieme a quella che sarà poi una delle sue attrici preferite, Carmen Maura.
Senza rinunciare alla passione per la scrittura, pubblica un romanzo breve, un fotoromanzo porno e continua a collaborare con i più importanti giornali, periodici e riviste come El Pais, Diario 16 e La luna de Madrid, dove immortala le memorie di un personaggio femminile di sua creazione, Pathy Diphusa. Indubbiamente sembra conoscere bene le donne. Anche quando sarà diventato, dopo Luis Buñuel e Carlos Saura, il regista spagnolo più celebre e stimato, mostrerà di prediligere l’universo femminile, forse perché, come lui stesso dichiara, ‘per me l’origine della finzione, del teatro, dello spettacolo è vedere più di due donne che stanno parlando. Questo è lo spettacolo.’ Donne, per il suo primo vero film (girato in 16 mm e poi ‘gonfiato’ a 35) Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio (1979-1980), che desta grande scandalo al Festival di San Sabastian e che gli consente di ottenere i capitali per realizzare il suo secondo lungometraggio Labirinto di passioni (1982), dove descrive l’ambiente, ‘la movida’, di Madrid all’inizio degli anni ’80. Donne, sotto tuniche monacali per L’indiscreto fascino del peccato (1983), presentato al Festival di Venezia che lo impone subito all’attenzione delpubblico internazionale.
Contemporaneamente, è capace di mettere in luce seducenti talenti al maschile, destinati a future glorie hollywoodiane, come Antonio Banderas in Matador (1986). In seguito fonda con il fratello Augustin la casa di produzione El Deseo con cui può realizzare il suo cinema in totale autonomia. Come miglior film straniero, Tacchi a spillo (1991) riceve un César, Carne Tremula (1997) un Nastro d’argento e Tutto su mia madre (1999) un Oscar come miglior film straniero mentre Parla con lei uscito anche in America ha vinto l’Oscar come miglior sceneggiatura orginale. (da Kataweb.it)

Pedro Almodovar è presente in queste opere:

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