Tutto su mia madre

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Tutto su mia madre

Quando le muore il figlio in un incidente, Manuela (Roth) decide di trasferirsi a Barcellona alla ricerca del padre: lui ha cambiato sesso ma in compenso Manuela conoscerà un gruppo di donne (un’attrice lesbica, una suora laica incinta e sieropositiva, un travestito) che le riempiranno la vita. Almodóvar affolla lo schermo con tutto quello che ci si aspetta da un regista «trasgressivo» e raffinato come lui: lacrime e risate, Bette Davis e Tennessee. Il film ha consolidata presso il grande pubblico internazionale la fama di Almodovar che entra così definitivamente nell’olimpo dei più grandi e quotati registi internazionali.

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22 commenti

  1. sinestesia86

    è sorprendente come ogni volta che lo guardi abbia qualcosa di più da dirmi. il monologo di Agrado, credo sia uno dei momenti cinematografici più alti. Almodovar fa un omaggio immenso alle donne.

  2. Con “Volver” è il più bel film di Almodovar. Un mondo esclusivo di donne che lascia gli uomini in un margine grigio e senza virtù. Femminismo culturalmente discutibile ma dai risultati artistici innegabili. Voto 8.

  3. reader81

    Uno dei più bei film di Almodovar senza dubbio.
    Certo, l’universo maschile è sempre messo a parte, sempre privo di coraggio, come poi nella maggioranza della produzione almodovariana. Però in questo film, le storie sono così tutte intrecciate bene, e i personaggi così belli nella loro i riferimenti alla vita di Almodovar, il tram chiamato il desiderio (rappresentazione teatrale nel film) si ricollega alla prima casa di produzione dei film almodovariani negli anni ” 80 El deseo appunto.

  4. Andrò contro corrente, ma Almodovar non è trai miei registri preferiti. Non è che non mi piaccia, ma neanche mi entusiasma troppo… nel suo stile c’è qualcosa che rende torbidi e pesanti i suoi film, pure interessanti… non so.
    7

  5. istintosegreto

    Uno dei film della mia vita.
    Almodòvar riesce ad amalgamare e distillare ironia, dolore, amore, amicizia, sofferenza, desiderio e passione con la maestria di un alchimista nel suo laboratorio. Non ha ottenuto la pietra filosofale, ma un autentico capolavoro.
    Grazie Almodòvar.

  6. Concordo con il precedente commento.. Anche per me è il miglior film di Almodovar.. Bravissime le attrici, commovente la trama e in certi punti si ride pure.. Mi è piaciuta molto anche la colonna sonora..

  7. Majin79

    Per me rimane il capolavoro indiscusso di Almodovar, lo trovo impeccabbile sotto quasi ogni punto di vista e non posso esimermi dal consigliare di vederlo a tutti…

  8. lucaluc

    Eccellente: come nn innamorarsi d Agrado, d Manuela, del loro dolore (acuto e palpabile, o sottopelle), delle mille “diverse -da chi-:-) storie” e ‘realtà’ d questi ‘cari’ e umani personaggi?!

  9. Rainbow87

    Bello, divertente, triste, reale, dolce… Un mix di emozioni.
    IL FILM PIù BELLO, a parer mio, DI ALMODOVAR.
    La parte in cui Antonia San Juan (Algrado) intrattiene il pubblico di un teatro raccontando la sua vita è spettacolare.
    CONSIGLIATO!

  10. benchè sia innegabilmente un bellissimo film lo trovo sopravvalutato rispetto al successivo film di almodovar “habla con ella”. ma un critico un giorno diede la migliore definizione. “solo un mago come Almodovar può rendere una suora che rimane incinta di un transessuale malato di AIDS la cosa più normale del mondo”

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A Madrid, Manuela ha portato Esteban, il giovane figlio, a teatro. All’uscita, sotto la pioggia, mentre il ragazzo cerca di avere un autografo dalla prima attrice, una macchina lo investe e lo uccide. Per Manuela il dolore è troppo grande e ad un certo punto piangere non è più sufficiente. Allora la donna va a Barcellona per cercare di ritrovare il padre del figlio che non vede da 17 anni e che nel frattempo ha cambiato identità e si fa chiamare Lola. Ma la ricerca non è facile. Così Manuela ritrova invece Agrado, un altro travestito conosciuto anni addietro che l’aiuta a trovare una sistemazione. Agrado poi le presenta Rosa, una ragazza che fa volontariato in un istituto di suore. Rosa rivela di essere incinta ma gli esami danno anche un altro terribile responso: Rosa è seriopositiva. Intanto in città è arrivata la compagnia che rappresenta lo stesso spettacolo cui aveva assistito Esteban quella sera. Manuela si presenta a Huma, la protagonista, alla quale il ragazzo voleva chiedere l’autografo prima di morire. Senza rivelare niente sul momento, Manuela trova lavoro in teatro, poi prende un appartamento e qui invita a trasferirsi Rosa, ormai malata e in attesa di partorire. Il bambino nasce, Rosa muore. Ma ormai il cerchio comincia a stringersi. Col bambino in braccio, Manuela incontra Lola: anche questo bambino è figlio suo. Ora la donna può raccontare a tutti (al padre, ma anche a Huma) della tragica morte di Esteban, e così affidare anche a loro un parte del dolore che così a lungo si è portata dentro. Per Manuela si aprono nuove prospettive di vita.

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