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Volver

Questo film, del più grande regista gay contemporaneo, ci racconta la storia di tre generazioni di donne (Penelope Cruz, la protagonista, sua madre, Carmen Maura, e sua figlia, Yohana Cobo) ed è soprattutto un film sulla solidarietà femminile, un ritorno alle origini, anche geografiche (La Mancha) del regista, dei suoi ricordi famigliari e soprattutto della madre che, al pari di Pasolini, ha sempre venerato. Nel film non ci sono personaggi o storie gay, quasi non ci sono nemmeno uomini, ma la grande sensibilità “femminile” del regista basta a coinvolgerci abbondantemente. Grande delusione a Cannes 2006 per il regista che ancora una volta (era successo anche per Tutto su mia madre), nonostante tutti i pronostici fossero in suo favore, si è visto sfuggire la Palma d’Oro (ha vinto comunque due premi significativi, sceneggiatura e cast femminile)

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10 commenti

  1. zonavenerdi

    Io che sono spesso critico dei film di Almodovar dico che questo è veramente un bel film; cvon una trama bella fluida.

    Il personaggio della Cruz rivive la sua storia in quello che è successo alla figlia; ma allo stesso tempo scopre anche qualcosa del rapporto che aveva con sua madre. Dio più non si può dire per non togliere il gusto della visione del film.

    Unas cosa è sicura: a chi piace l’Almodovar de “Gli amanti passeggeri” non potrà mai piacere questo film e viceversa.

  2. istintosegreto

    Dopo lo scivolone della Mala educacion, ecco che Almodòvar torna a colpire.
    Regala alla Cruz un ruolo per cui l’attrice dovrà essere riconoscente a vita. Una donna forte e decisa, pronta a proteggere la figlia a qualunque costo.
    Solo un grande regista può fare grande un’attrice.
    Imperdibile.

  3. Ma come ha fatto a salire in classifica tra i film più amati con tutti questi commenti negativi??? boh!! inoltre ma scusatemi sono solo io ad averlo capito o tutti ma in questo film dov’è l’aspetto omosessuale????? Bah.. Chairamente la CRUZ è straordinaria come recita e in questo film è superlativa, ma è doveroso dire che il film in classifica che cavolo ci fa non parla neppure di gay.

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Storia di tre generazioni di donne. È Volver, il film di Almodovar: in mezzo le sorelle Raimunda e Sole, Penelope Cruz e Lola Duenas, che hanno perso i genitori in uno dei tanti incendi provocati dal «solano», il vento che devasta la Mancha. Raimunda e Sole strappano la vita a Madrid, la prima spendendosi in mille umili lavori, l´altra facendo la parrucchiera abusiva. Alle spalle ci sono la zia Paula, accudita dalla sorella Irene (Carmen Maura), la madre di Raimunda e Sole, che è morta, ma, come dice l´autore, nella Mancha tutto può succedere. E succede che, quando la zia muore, Raimunda non può andare al funerale, è troppo occupata a far sparire il cadavere del marito accoltellato dalla figlia (la terza generazione) che si è difesa dalle molestie del padre. Niente però è come sembra ed è il fantasma di Irene che, stabilitasi a Madrid in casa di Sole (si fa passare per un´emigrante russa) alla fine risolverà il mistero del drammatico passato che l´ha divisa da Raimunda e che pesa sulla sua coscienza. (m.p.f./Corsera)

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