Colpi di sole

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Colpi di sole

Merito forse del grande successo di Will & Grace, ma anche dell’inaspettato successo sul canale satellitare Jimmy della sit-com italiana “Hot” (attualmente in replica) se anche la Rai, precisamente Rai 3, manda in onda una nuova sit-com gay, dal formato originale. Diciamo gay perchè il protagonista, Rocco (Paolo Giovannucci), titolare di un negozio di parrucchiere, è un omosessuale dichiarato. Il regista Lamberti ha dichiarato: “In questi sketch c’è dentro anche tanta verità. Così tra un consiglio sulle meches e un altro sulla ceretta, saltano fuori argomenti più seri come il testamento biologico, le adozioni per le coppie gay, le diversità sessuali, l’evasione fiscale, la raccolta differenziata, lo sfascio delle famiglie, ecc”. Gli autori Beppe Tosco e Andrea Zalone hanno voluto precisare che “a qualche sketch abbiamo dovuto rinunciare, magari perché c’erano temi e linguaggi non adatti ai bambini visto l’orario e poi abbiamo tolto gli episodi con la comicità più banale”. Nel cast abbiamo anche il padre di Rocco, Pasquale Pontone (Nello Mascia), un settantenne che dopo anni di sofferenze ha accettato l’omosessualità del figlio, ed essendo comunque un uomo dinamico e attivo, adesso è il presidente di un movimento di genitori di figli omosessuali. Non abbiamo però trovato traccia nel cast di eventuali compagni o amanti di Rocco, speriamo che sia solo una nostra distrazione.
Tra i protagonisti segnaliamo dopo Paolo Giovannucci (il parrucchiere gay), Monica Dugo (era Eva in “Hot”), Roberta Cartocci, Laura De Marchi e Tiziana Scrocca.

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Varie

Colpi di sole” racconta la vita all’interno di un parrucchiere per signora: drammi e risate, giudizi e complimenti, dispetti e scherzi. Il titolare è Rocco, gay attratto dall’identità eterosessuale, che adora e critica l’universo delle donne: lavoranti e clienti un po’ sopra le righe, protagoniste di storie divertenti, ironicamente contagiose, a volte surreali. Storie con punte di cattiveria innocua e battute feroci, soprattutto quando si toccano le mode, le manie e le fragilità del nostro tempo.
Fino agli anni settanta i parrucchieri per signora erano “sacri”; agli uomini non era permesso entrare. Le tende alle vetrine proteggevano infatti quel luogo abitato soltanto dalle donne. Oggi i tempi sono cambiati, ma il parrucchiere per signora continua a essere un mondo in rosa.
Giocando con la chiave comedy, “Colpi di sole” fa entrare tutti, registra come si rapportano e cosa si dicono le donne quando fanno gruppo, quando sotto forbici e pettine si mettono a nudo.
“Colpi di sole” è una graffiante mini sit-com. Ogni puntata di 25′ circa è composta di 9 o 11 episodi con durate variabili da 30″ a 5′ ciascuno. Tra i diversi segmenti di racconto, in ogni puntata ci sono tre appuntamenti fissi: la pausa caffè, momento in cui emergono le dinamiche tra i protagonisti, la pausa di riflessione, momento in cui i personaggi, a turno, si confessano davanti allo specchio, e infine la boule de neige, momento balsamico in cui il ritmo rallenta e il gruppo gioca a ribaltarsi con la neve, che ovviamente nel negozio di Rocco non può che essere forfora.
“Colpi di sole” è fatto di tante piccole storie con un inizio e una fine. Una dopo l’altra corrono a comporre lo strano mondo di Rocco e quello delle sue compagne di lavoro. Succede di tutto naturalmente. L’obiettivo è sempre quello di fornire svolte e ribaltamenti divertenti su ogni argomento, anche quelli più importanti e seri (il testamento biologico per esempio, la raccolta differenziata, il problema del traffico e dei parcheggi, la morte). Non manca però, tra le righe della scrittura, un filo che ha il sapore della satira, che imbastisce nel fondo una critica su ciò che siamo e che vediamo accadere intorno a noi. Ogni episodio circumnaviga, infatti, in modo brioso e spesso paradossale, angoli visibili e nascosti della vita reale di oggi, che attengono alla vita privata e alla cronaca del Paese.
Tutto ciò che avviene nel salone (ambiente unico) viene ripreso attraverso uno degli specchi dell’angolo acconciature, dietro il quale è convenzionalmente posta la telecamera. È girato con camera fissa, ma in alcuni momenti coadiuvato da altre due camere fisse con fuochi diversi (grazie ai quali si può portare in primissimo e in primo piano ciò che avviene sullo sfondo).
[da Rai Fiction]

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