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Il capolavoro di Alfred Hitchcock con un macabro Anthony Perkins nelle vesti del turbato Norman Bates, la cui casa, vecchia e sinistra, e l’adiacente motel non sono di certo il luogo più adatto dove trascorrere un pomeriggio tranquillo. Nessuno lo sa meglio di Janet Leigh, l’eroina sventurata del film, la vittima dell’ormai famosa “scena della doccia”. Vera Miles, Martin Balsam, John Gavin e Lohn McIntire, ulteriori interpreti del più agghiacciante e avvincente film di Hitchcock. E’ il primo film che presenta come protagonista un “travestito” e probabilmente il regista non scelse a caso l’attore, Anthony Perkins, poi omosessuale dichiarato.

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5 commenti

  1. Psycho e stato ispirato da un punto di vista letterario dalla reale storia di Ed Gein serial killer americano conosciuto per la sua fissazione dell’ impagliare animali e vivere un rapporto simbiotico con la madre al limite del patologico. Poco ha a che fare con un discorso di transgenderismo o transessualita’, quanto piu’ di omosessualita’ latente inespressa. Il film di Hitchcock rende giustizia al romanzo di Bloch, se non addirittura lo supera (cosa fra l’altro assai rara poiche’ non sempre il cinema riesce a travalicare in senso positivo la letteratura o la narrativa). Anthony Perkins attore dotato di un intensita’ e di un eleganza ineguagliabili dipinge un ritratto di killer psicotico degno del miglior cinema di genere. Un capolavoro immancabile nella videoteca di ogni cinefilo che si rispetti.

  2. Il capolavoro del maestro del brivido e in generale uno dei film più belli della storia del cinema. La quintessenza del fatto che non sono sufficienti quintalate di effettacci speciali per creare inquietudine e spaventare il pubblico, ma basta una sceneggiatura di ferro, una regia perfetta e sopra ogni cosa, un’interpretazione magistrale. Mi riferisco ovviamente al sottovalutatissimo Tony Perkins, un attore raffinato e duttile, purtroppo ingabbiato nel ruolo dello psicopatico per sempre. Comunque Norman Bates gli ha dato fama imperitura e lui ha dato al film un valore altrettanto enorme, con il suo sguardo innocente eppure allucinato, gli occhi tristi e la fisicità ambigua. Indimenticabile capo d’opera. Da conservare gelosamente in videoteca.

  3. thediamondwink

    Probabilmente è uno dei classici intramontabili di Hollywood, nessuno mai riuscirà ad eguagliare questo film, la meravigliosa regia e soprattutto l’importanza di aver scelto, come protagonista, un attore che effettivamente viveva un vero conflitto col genitore, credo siano i punti vincenti. Comunque, a mio parere, non è un film da definirsi “a tematica”, il disturbo di personalità che vive Norman Bates, credo sia dovuto proprio alla follia non alla voglia di travestirsi da donna/madre! Cmq, è il più grande successo di Hitchcock, nonché il top della regia e dovrebbe essere presente in ogni videoteca di ogni casa! Bellissimo!

  4. zonavenerdi

    Classico del cinema mondiale. Ne verrà fatta un’ottima versione da Gus Van Sant nel 1998.

    Giovane segretaria decide di fuggire con parecchi soldi del suo capo, dove lavora da oltre dieci anni. Lo studio dove lavora ingaggia un investigatore privato, che la va a cercare dal suo ragazzo. Anche la sorella è preoccupara e fa la stessa ricerca. I tre si trovamp e dopo essersi convinti della rispetytiva innocenza nella scomparsa della ragazza e dei soldi continuano la ricerca. Finchè non scompare anche l’investigatore nel motel in cui è stata vista per l’ultima volta la segretaria. Tocca allora a sorella e fidanzato dare soluzione al mistero. Anche se è un film troppo noto, preferisco non scrivere lo stesso il finale.

    L’unica critica che posso fare è sulla classificazione di questo film. C’è “T” (una t), in quanto l’albergatore si traveste da sua madre; ma in realtà quello è un disturbo di personalità, non una scelta di genere. Si, forse ci sta questa classificazione; ma stretta …

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Marion, impiegata di una società immobiliare, fugge dalla città per raggiungere il suo fidanzato, con quarantamila dollari sottratti ad un cliente. Prima però di raggiungere la casa di Sam, il fidanzato, si ferma a pernottare in un motel gestito da Norman, uno strano tipo di giovane oppresso dall’autoritario carattere della madre. Mentre sta facendo una doccia, prima di andare a letto, Marion viene uccisa. Preoccupata per la scomparsa di Marion, sua sorella Lila si reca da Sam per averne notizie, ma il ragazzo non ha visto arrivare Marion. Della scomparsa s’interessa un detective privato che, dopo aver visitato tutti gli alberghi, si reca anche nel motel di Norman, dove però viene ucciso e fatto scomparire. Lila e Sam, per scoprire il mistero, si recano presso il motel e riescono ad appurare la verità. Mentre Lila sta per cadere in una mortale insidia Sam giunge in tempo e scopre che l’autore dei precedenti misfatti è Norman, il quale, sconvolto dalla morte della madre – da lui stesso uccisa in uno scatto di gelosia – ne ha assimilato la personalità fino al punto di travestirsi da donna prima di compiere i suoi delitti.

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