Little Ashes

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Little Ashes

Nel 1922 Madrid sta subendo i cambiamenti provocati dalle nuove influenze del jazz, di Freud e delle avanguardie artistiche. Salvator Dali è appena arrivato all’università, ha 18 anni ed è determinato a diventare un grande artista. Il suo carattere combattuto tra timidezza ed esibizionismo attrae l’attenzione di due personaggi dell’elite universitaria: Federico Garcia Lorca e Luis Bunel. Salvador entra così all’interno del loro gruppo e per un certo tempo i tre diventano un formidabile trio, il gruppo più all’avanguardia di Madrid. Nondimeno, col passare del tempo, Salvador sente una crescente attrazione verso il carismatico Federico – che a sua volta sembra inconsapevole delle attenzioni che sta ricevendo dalla sua bellissima amica scrittrice Margarita. Alla fine, davanti alle proccupazioni dei suoi amici e mentre Federico sta crescendo di fama come poeta, Luis decide di partire per Parigi in cerca del proprio successo artistico. Ma prima Federico e Salvador passano le loro vacanze insieme sulle spiagge di Cadaques. Sia le idilliache bellezze del paesaggio che il calore della famiglia di Dalì contribuiscono ad avvicinare sempre più i due uomini, che ormai condividono le stesse idee, segreti e ispirazioni, convincendoli che hanno trovato una unione così intensa che difficilmente sarebbe accettata dagli altri. Più che una unione di menti è una profonda simbiosi di anime, che in una splendida notte stellare, davanti all’acqua fosforescente, si trasforma in qualcos’altro…

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9 commenti

  1. Melancholia

    io lo definirei un film potente emozionante!
    Questi grandi artisti della storia messi a nudo ci regalano un’emozionante visione dell’essere umano quando si sveste e si lascia avvolgere solo da “scintilli”.
    Peccato che in Italia non esca neanche in dvd una vera amarezza!!!

  2. Melancholia

    io lo definirei un film potente emozionante!
    Questi grandi artisti della storia messi a nudo ci regalano un’emozionante visione dell’essere umano quando si sveste e si lascia avvolgere solo da “scintilli”.
    Peccato che in Italia non esca neanche in dvd una vera amarezza!!!

  3. gusvansantboy

    E’ decisamente un brutto film. Chi ha detto che è buono è cieco. E’ interpretato anche malissimo. Con personaggi di quel calibro ed eventi epocali di tale portata tutto mi sarei aspettato tranne un fotoromanzetto con modelli in posa. Sembra un film per adolescenti fatto da ragazzini. Bunuel trattato come un bulletto omofobico da un regista è proprio il massimo che potessi aspettarmi di vedere al cinema. Dalì descritto come un pazzoide, cinico, vigliacchetto e incapace di una coscienza storica è qualcosa di osceno solo a pensarlo. Robert Pattison è un cane. Al livello puramente cinematografico, ossia come lavoro per immagini, è banale e disarticolato.

  4. Un film semplicemente ridicolo, con il povero Lorca che declama in inglese con accento spagnolo, Dalì ridotto a una patetica macchietta e una messinscena banale e inutile. Si salva solo il finale…

  5. Davvero un bel film. Mi è piaciuta molto l’interpretazione di Pattinson come quella di Javier Beltran.
    Storia bellissima e toccante, mi dispiace per il finale anche se è così che andarono le cose, quindi non ci si può far niente.

  6. Francesca

    Bel film, bella scenografia, fotografia. Bravo Pattinson, anche se troppo giovane per essere credibile nei panni di Dalì nella seconda parte del film. Peccato per gli accenti, terribili, che rovinano un po’ il film. Sarebbe stato meglio girarlo in spagnolo con sottotitoli in inglese!

  7. non mi ha molto entusiasmato per la qualità della recitazione, interpretazione ed espressività piuttosto banale direi…
    Qualche scena resta comunque molto bella, sia per le atmosfere che le inquadrature…

  8. tokiolina-94-

    fantastico speciaòmente per gli attori anzi per l’attore robert pattinson veramente completo in ogni scena spero che la sua carriera artistica continui specialmente che giri l’intera saga dei libri di stephany meyer quali twilight new moon eclipse e breaking dawn auguri per il futurooooooooo buon 2009 ps robert ich liebe dich!!!!!!!!!!!

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trailer: Little Ashes

https://youtube.com/watch?v=HBAsxDaoZ1Y%26color1%3D0xb1b1b1%26color2%3D0xcfcfcf%26feature%3Dplayer_embedded%26fs%3D1

Varie

Il titolo del film è lo stesso di un dipinto di Dalì (Cenicitas).

Piccole Ceneri racconta l’amicizia tra Dalì e Garcia Lorca, romanzando sulla presunta relazione tra i due: come noto, Lorca era omosessuale ed era innamorato di Dalì – generalmente i biografi negano che i due abbiano avuto un legame più approfondito oltre all’amicizia, ed è proprio questo aspetto che il film indaga.

La sceneggiatrice Philippa Goslett si è basata su alcuni scritti di Lorca per creare l’assunto del film, che la storia d’amore cioè c’è stata. Una tesi proposta anche dal biografo irlandese Ian Gibson nel suo libro Lorca-Dalì: l’amore che non potè essere. E’ comunque opinione diffusa che Dalì fosse attratto e terrorizzato dalla possibilità omosessuale, così come lo era delle donne, tanto che fece della sua musa Gala un oggetto d’ossessione oltre che compagna di vita.

“…Madrid, 1922. Alla «Residencia de Estudiantes», residenza studentesca creata sul modello «Oxbridge» per i rampolli della borghesia spagnola, il nuovo arrivato attira subito l’attenzione. Diciott’anni, timido e aggraziato, Salvador se ne va in giro avvolto in un lungo mantello e con un ampio cappello di feltro calcato sui capelli corvini. Il piccolo Dalí piace soprattutto all’«anziano» della Residencia, un tipo elegante e magnetico di sei anni più grande che ha trasformato la sua stanza nel salotto più «in» della città e adora leggere in pubblico le proprie poesie. Si chiama Federico García Lorca. L’incontro è folgorante.
Sono anni magici di imprese e affanni, nel 1924 André Breton pubblica in Francia il Manifesto Surrealista, l’energia distruttiva dada si converte in «automatismo psichico puro» libero dal controllo della ragione. Federico e Salvador vedono il mondo con gli stessi occhi, «due spiriti gemelli», scriverà García Lorca nel 1935, un anno prima di essere fucilato dai franchisti a Víznar. Testimone privilegiato di una simbiosi perfetta e invidiata, Luis Buñuel, che nel 1928 gira con Dalí il primo film surrealista della storia, «Un cane andaluso». L’andaluso Lorca si ritiene irrimediabilmente offeso. L’intimità tra Federico e Salvador cresce. I due si ritrovano appena possono, insieme in vacanza a Figueres, insieme sulla spiaggia di Cadaqués, nelle «ore oscure e dorate» dell’Ode di Lorca, la luce delle Piccole ceneri di Dalí. Ma come le linee dei suoi quadri che cercano nel reale l’ordine di una «mente igienica», i sentimenti di Salvador seguono una traiettoria obliqua. Attratto e terrorizzato dall’altro sesso, conquista la donna del poeta francese Paul Éluard, Gala, facendone la sua musa, oggetto d’ossessione e compagna di vita. «Asessuato, fu sverginato da Gala», commenta l’impietoso Buñuel…” (Maria Serena Natale – Corriere della Sera)

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