Dalla rassegna stampa Cinema

Il vampiro Dalí

Da «Twilight» alla biografia del grande pittore «Sfido Pacino e Banderas» – In arrivo tre film sul maestro del surrealismo – Il primo con Robert Pattinson, nuovo idolo delle teenager

MILANO — Il pallore che scompare e lascia il posto a un incarnato meno anemico, i capelli scarmigliati che fanno tanto rubacuori spuntati e pettinati con il gel, un paio di baffi dal taglio bizzarro e, oplà: da vampiro a Dalí. A confrontarsi con Al Pacino e Banderas. «Per il film su Dalí ho dovuto fare molte ricerche ed è stata una grande sfida».
Il vampiro romantico che ha conquistato le teenager di tutto il mondo di nome fa Robert Pattinson. Per lui che si ispira a Jack Nicholson e che è stato ribattezzato il nuovo Jude Law, la prova del fuoco arriva ora. Perché un conto è fare il vampiro per le teenager, un altro mettersi i baffi di Dalí. Anche perché Pattinson si dovrà confrontare due star che, fortuna sua, arriveranno sul grande schermo dopo di lui: Al Pacino in Dalí & I: The Surreal Story e Antonio Banderas in Dalí che uscirà nel 2010.
Ambientato nella Madrid degli anni Venti Little Ashes racconta gli anni giovanili di tre artisti: Luis Buñuel (Matthew McNulty), Federico Garcia Lorca (Javier Beltran) e appunto Dalí. Pattinson ha raccontato in un’intervista le sue sensazioni: «Ho girato Little Ashes prima di Twilight, due mesi prima, ma è stato molto diverso da qualsiasi altro film. Tutte le persone legate alla produzione erano di lingua spagnola, e conoscevano Dalí, mentre io non parlo spagnolo, quindi l’unica cosa che potessi fare era leggere libri su di lui ogni giorno, e leggendoli ho iniziato a provare quasi affetto per lui. Anche se per qualche motivo è diventato un uomo molto bizzarro, credo di essermi riuscito a identificare con lui quand’era giovane; così ho iniziato a vedermi più simile a lui nel film».
Ha aggiunto: «È triste sapere come Dalí sia stato autentico, ma che ancora tutti lo vedano come una sorta di maschera. L’ha voluto lui, ma è così divertente vedere come egli fosse molto di più che il bizzarro clown che era alla fine della sua vita quando si preoccupava solo dei soldi. Era una persona incredibilmente complessa. Non sto dicendo che lo sono anch’io. Non lo sono affatto», ha scherzato. Pattinson ha anche parlato delle differenze tra il personaggio del vampiro Edward Cullen e il maestro del surrealismo: «Non è niente di simile ma si tratta sempre di icone perché credo che anche Edward sia un personaggio iconico. Per il film su Dalí ho dovuto fare molte ricerche ed è stata una grande sfida. Anche per Twilight ho svolto un po’ di ricerche e questi sono i primi due ruoli per i quali ho dovuto scavare a fondo. Sono molto diversi fra loro, ma cerco di dare a ognuno l’interesse che merita. Credo di aver imparato molto da questi due film, penso che si possa interpretare qualsiasi personaggio a patto di impegnarsi e rendere il ruolo più interessante possibile».
Ora Pattinson è super richiesto. Agli over 20 il suo nome non dice molto, ma a Hollywood hanno già annusato il business: dopo Twilight il giovin attore tornerà a vestire la maschera pallida, smunta e anemica di Edward Cullen nei due nuovi film tratti dalla saga letteraria di Stephenie Meyer — New Moon
e Eclipse — che saranno girati insieme da Chris Weitz. Ma nell’attesa Pattinson sarà nelle sale con
Little Ashes di Paul Morrison e sul set in compagnia di Rosario Dawson in Parts Per Billion dell’esordiente Brian Horiuchi, un dramma corale che presenta nel cast anche Olivia Thirlby e Dennis Hopper.
Due sorelle più grandi, la madre che lavorava per un’agenzia di modelli e il padre che importava auto d’epoca dagli Stati Uniti, Robert Thomas-Pattinson è nato a Londra il 13 maggio 1986. Ha il suo primo ruolo da protagonista nel 2004 nel film per la tv La saga dei Nibelunghi, quattro anni di gavetta e poi subito boom, il successo. In mezzo anche due apparizioni in due capitoli di Harry Potter.
Non solo attore. Pattinson, che suona piano e chitarra, ha scritto diverse canzoni, due delle quali sono entrate a far parte della colonna sonora ufficiale di Twilight.
Non ha paura di rimanere intrappolato nel personaggio anemico come è accaduto a Daniel Radcliffe con Harry Potter: «Credo sia impossibile essere etichettati con questo ruolo, è troppo specifico e io non invecchio, niente del genere… Quindi quando sarà finita sarà finita. Spero di non venir etichettato con questo personaggio, ma non credo che succederà».
Conosce già il prezzo del successo: «È strano non poter andare nei posti dove andavi sempre, perché tutto è così diverso, tutto sembra cambiato. All’improvviso la gente ti fissa e tu pensi: ok, non posso più fare cose stupide».
Somiglianze
Robert Pattinson in una scena del film su Salvador Dalí. Nel tondo l’artista Robert Pattinson e Kristen Stewart in una scena di «Twilight», in cui Pattinson è il vampiro Edward Cullen

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