Francesca

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Francesca

Francesca ha 30 anni e fa la maestra in un asilo di Bucarest. I suoi genitori sono separati da alcuni anni ed ora vive insieme alla madre, Ana. In una Romania abbagliata dal miraggio dell’Occidente e dei posti di lavoro all’estero, il sogno di Francesca è quello di emigrare in Italia. Arriva molto vicino al suo sogno, quando la sua amica, Maria le organizza un incontro con l’intermediario Pandele per un lavoro di assistente presso un anziano, a Sant’Angelo Lodigiano, vicino Milano. Francesca esita, ha poco tempo a disposizione ed i pareri di coloro che le stanno vicino sono contrastanti. Anche fra i suoi amici c’è perplessità. L’unica a spingerla ad emigrare è la madre che vuole per la figlia una vita migliore. Le esitazioni di Francesca sono legate anche al momento difficile che attraversa la relazione con il suo compagno, Mita. Questi appare distratto e sfuggente, anche se risoluto nella decisione di raggiungere la ragazza alla conclusione di un affare nel quale è coinvolto, per aiutarla a realizzare il progetto di aprire un asilo in Italia non appena avessero accumulato la somma necessaria. Ma gli eventi prenderanno una piega inaspettata e le scelte dei protagonisti saranno sempre più difficili… Il miglior amico della protagonista è gay, leggermente stereotipato, ma saprà dimostrare il suo affetto con un gesto molto generoso.

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trailer: Francesca

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Varie

“…FRANCESCA non è un film sull’emigrazione, piuttosto è un film sul suo presupposto: ovvero sulla crisi di identità tipica dei paesi ex comunisti che porta a cercare un “altrove”. Credo che il crollo di un sistema molto rigido come quello dittatoriale, con una scala di valori poco flessibile, comporti una conseguente perdita di punti di riferimento. Ed è questo il contesto in cui Francesca decide di partire, anche se potrebbe continuare a lavorare nel suo paese. E’ il bisogno di cercare il proprio “ubi consistam”, un ruolo, una collocazione, una nuova identità. Ma il destino vuole che per quanto tutti avvertano Francesca dei rischi di ogni tipo che potrebbe correre in Italia, il pericolo arriva proprio da dove meno lo aspetta.” (note di regia)

CRITICA

“I rumeni hanno spassose leggende metropolitane dell’epoca Ceausescu. Le nuove leggende parlano degli italiani: ‘In Italia ti drogano e ti rubano gli organi. Non sai che i nostri organi sono i migliori d’Europa?’. Ritroviamo con il suo nome vero la Monica Dean di ‘Nipt/Tuck’. Mentre sua madre scaccia gli scarafaggi con lo spiritismo (il DDT non basta), vuole emigrare per ‘migliorare la percezione del rumeno’. Primo impiego, badante a Lodi.” (Maria Rosa Mancuso, ‘Il Foglio’, 4 settembre 2009)

“Il film è lento è noioso, ma riesce a raccontare bene una coppia di rumeni che potrebbe essere una giovane coppia di qualsiasi paese dell’Est che sogna ancora il riscatto in Italia, pur sapendo – anche grazie alla televisione, oltre che il passaparola – che non è più la terra promessa. Eppure appare ancora vantaggiosa, per cercare un futuro migliore. E scoprire come ci vedono gli altri è utile. Per vergognarci di noi o smettere di essere cosi buonisti con i migranti che vengono in Italia non carichi di minori pregiudizi (impeccabile il dialogo, mentre viaggiano verso l’Italia, tra Francesca e una madre che racconta le malefatte della moglie del figlio).” (Luca Marcantonio, ‘Il Riformista’, 04 settembre 2009)

“Paunescu segue la ragazza piazzando spesso in interni una macchina da presa fissa senza mai invadere lo spazio ripreso. Il dramma dell’emigrazione contemporanea verso l’Italia diventa un non luogo a procedere viziato da una doppia crisi d’identità: da un lato quella del popolo rumeno che sta vivendo contraddizioni generazionali ed economiche; dall’altro quella degli italiani in perenne delirio d’invasione straniera.” (Davide Turrini, ‘Liberazione’, 04 settembre 2009)

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