Dall'11 al 14 Giugno a Padova la rassegna di cinema LGBT in occasione del Padova Pride 2018.

(pagina a cura di Gabriele Stocchino)

In occasione del Padova Pride 2018, e con il patrocinio del consolato americano, dall’11 fino al 14 Giugno, la città di Padova ospiterà un’interessante rassegna cinematografica che metterà in centro i temi dell’orientamento sessuale, dell’identità di genere, e delle identità della comunità LGBTI+.

La rassegna è completamente gratuita.

Per ogni giorno prevede un classico del cinema LGBTI+ (da Paris is burning al famosissimo Philadelphia) alle 16.00 e a seguire uno più recente (come Milk e La battaglia dei sessi) alle 18.00 al Porto Astra in Sala Fronte del Porto, (via Santa Maria Assunta 20, zona Guizza)

L’obiettivo della rassegna è quello di avvicinare la cittadinanza alle tematiche LGBTI+ tramite il cinema con film per tutti e tutte. La cultura può essere mezzo si scoperta e di analisi, e sopratutto può creare coesione sociale ed empatica da parte anche di persone che si considerano al di fuori della comunità LGBTI+.

L’iniziativa è finanziata con il contributo dell’Università di Padova sui fondi previsti per le iniziative culturali degli studenti, come previsto dall’art. 4, comma 5 dello Statuto.
Ringraziamo il Consolato Americano per contributo datoci a sostegno dell’iniziativa.

IL PROGRAMMA E I FILM

Lunedì 11 Giugno – Paris is burning > Milk
Martedì 12 Giugno – Lo schermo velato > Freeheld – Amore, giustizia, uguaglianza
Mercoledì 13 Giugno – Philadelphia > La battaglia dei sessi
Giovedì 14 Giugno – La gatta sul letto che scotta > Stonewall

Probabilmente questo è uno di quei film che può essere compreso in modi completamente diversi a seconda che chi lo guarda sia etero o gay. A noi pare chiarissima la storia d’amore omosessuale (forse non consumato, visto i tempi in cuio avviene la vicenda) che il protagonista, Brick (un ammaliante Paul Newman) deve avere avuto con l’amico Skipper che addirittura si uccide quando pensa che Brick lo abbia abbandonato. Appare quindi poco credibile e posticcio, probabilmente obbligatorio per il mercato di quegli anni, un finale che vede consumarsi un matrimonio fino allora solo di

Philadelphia
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Philadelphia anni 90: Andrew, un giovane e brillantissimo avvocato gay, viene licenziato dal prestigioso studio legale in cui lavorava, per inadempienza professionale, in realtà perché malato di Aids. Dopo molte difficoltà, l’avvocato trova un collega di colore, Joe, disposto s difendere i suoi diritti in tribunale. Non è un film sull’Aids e su chi ne è colpito, ma sulla percezione dell’Aids da parte di chi non ce l’ha ed è invece affetto dal virus del pregiudizio. Un limpido e tesissimo film di formazione. Il film vanta una colonna sonora memorabile, contenente la canzone “Streets of Philadelphia” con cui Bruce Springsteen ha vinto L’Oscar, e altri indimenticabili brani interpretati da Peter Gabriel, Neil Young, Sade e la grande Maria

Milk
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Scritto da Dustin Lance Black, il film ripercorre gli ultimi 8 anni della vita di Harvey Milk (Penn), primo militante del movimento gay ad essere eletto consigliere comunale della città di San Francisco, assassinato nel 1978 dal rivale politico Dan White (Brolin) che gli sparò all’interno del municipio, colpendo a morte anche il sindaco George Moscone. Hirsh interpreta Cleve Jones, un attivista del movimento gay che lotta per i diritti civili al fianco di Milk, che sarà tra i fondatori del progetto AIDS Memorial Quilt. Franco interpreta Scott Smith, compagno di vita di Milk e suo manager. Milk abita a New York quando compie 40 anni. Convinto di dover dare un senso diverso alla sua vita, decide di trasferirsi col suo compagno Scott Smith (James Franco) a San Francisco, dove insieme aprono un piccolo negozio di fotografia, il Castro Camera, nel cuore di un quartiere popolare che sarebbe presto diventato un punto di riferimento per tutti gli omosessuali d’America….

Paris Is Burning
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Il film ci racconta le notti delle “Drag Queen” nei locali di New york. Le drag sono intervistate e osservate mentre si vestono e si preparano per gli spettacoli e le gare di ballo. Il regista ci mostra il dietro le quinte di un mondo che ci risulta subito famigliare, con le ambizioni, i desideri, le tenerezze e le stravaganze di questi personaggi affascinanti e umanissimi. Uno sguardo alla sottocultura dei gay di Harlem, dove gay neri e ispanici si dividono in varie “house” che competono per i trofei dei “drag balls”. E’ il ritratto intimo di una comunità urbana che trasforma le lusinghe dell’alta moda, della ricchezza e del benessere in affermazione dell’amore, dell’accettazione, della sicurezza, dell’autostima e della gioia. Il film ha ricevuto il premio come miglior documentario in quasi tutti i festival dove fu

Lo schermo velato
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Prendendo lo spunto dal libro omonimo di Vito Russo, il film ripercorre, con interviste e spezzoni, i modi in cui l’omosessualità è stata raccontata dal cinema: con grande libertà negli anni del muto; con evidenti censure ai tempi del codice Hays; con sofferta partecipazione in tempi più recenti, quando l’omosessualità ha conquistato il suo diritto alla visibilità. Il film ha soprattutto il merito di smascherare i messaggi consci, inconsci o addirittura subliminali, il sottotesto, la mimesi e le decodificazioni che si celavano, per l’appunto velati, negli interstizi delle immagini, o ad esse contigui. I concetti di sessualità di maschile e femminile, di ‘normalità’ mutavano e si articolavano al passo con l’industria

La battaglia dei sessi
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L’esibizione tennistica del 1973 tra l’ex campione Bobby Riggs (un sempre ottimo Steve Carrell) e la campionessa Billie Jean King (una Emma Stone che si consacra ai vertici della recitazione femminile), prima donna a venire onorata col titolo di miglior sportivo dell’anno da Sport Illustrated, è stato l’incontro di tennis più visto negli USA, allo stesso livello di un Super Bowl, con oltre 90 milioni di spettatori e più di 100 milioni d’incasso.
Il film della coppia sposata Jonathan Dayton e Valerie Faris (Little Miss Sunshine) ci racconta non solo questo straordinario evento ma anche tutto quello che sta dietro alle vite dei due protagonisti, che si dividono equamente l’ampia durata dell’opera. Con Billie Jean King seguiamo le difficoltà che deve affrontare una donna nel mondo maschilista dello sport, la durezza nel dover confrontarsi con l’omofobia dilagante, anche della concorrente Gladys Heldman (Sarah Silverman), la solitudine…

Freeheld (2015)
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Film basato su una storia vera, già raccontata dal documentario con l’omonimo titolo vincitore dell’Oscar nel 2008.
Laurel Hester (interpretata da Julianne Moore, premio Oscar 2015) è una impavida poliziotta che combatte gli spacciatori di droga nel New Jersey con la sua partner Dane Wells (Michael Shannon). Sebbene molto intime, Laurel non ha mai confidato a Dane, che nutre per lei una intensa amicizia, il suo orientamento sessuale. La loro amicizia viene messa alla prova quando Laurel s’innamora di una giovane meccanica, apertamente lesbica, Stacie Andree (interpretata dalla dichiarata Ellen Page). Stacie, una persona sicura di se stessa, vorrebbe che Laurel si dichiarasse pubblicamente. Innamoratissime decidono di comperare casa ed andare a vivere insieme. Laurel si sente finalmente realizzata e felice della sua nuova vita. Quando le viene diagnosticata una malattia terminale, affronta coraggiosamente il coming out mentre si reca al Commissariato di Contea…

Stonewall (2015)
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Il film ricostruisce la storia della prima rivolta della comunità LGBT contro i soprusi della polizia che interveniva spesso con violenza in tutti i luoghi dove gli omosessuali s’incontravano come il locale “Stonewall Inn” nel Greenwich Village di New York. Questa rivolta viene assunta come la prima manifestazione per la difesa dei diritti dei gay, segnando l’inizio del movimento LGBT negli USA. Il fatto che fosse una manifestazione violenta, ha detto il regista Emmerich, non deve scandalizzare, perchè quasi tutti i movimenti di protesta sono nati con azioni violente. Il regista, che ha iniziato il progetto per il film nel 2013, ha detto di aver incontrato grosse difficoltà nella realizzazione di questo film, nonostante sia uno dei registi hollywoodiani più quotati, capace di raccogliere centinaia di milioni per ogni suo film, vedi “2012” e “The Day After Tomorrow”. I produttori, ha spiegato, vogliono film con pochi protagonisti,…


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