Transamerica

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Transamerica

Protagonista è Bree, una transessuale di Los Angeles a un passo dalla reassegnazione chirurgica del sesso. Un giorno riceve una telefonata da Toby, un giovane alla ricerca di suo padre. E’ in carcere a New York e Bree decide di andare a trovarlo e capire se si tratta di suo figlio. Il film è stato premiato all’ultima Berlinale e al Tribeca Film Festival

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16 commenti

  1. Nick88

    Eccellente la prova recitativa della coraggiosissima Huffman che letteralmente scompare dietro il trucco e le movenze del suo personaggio e a cui è stato letteralmente scippato un meritatissimo Oscar a favore di una sciapa Whiterspoon favorita da un ruolo importante, ma affrontato senza carisma (molto meglio Joaquin Phoenix). Geniale l’intuizione del regista di scegliere una donna per interpretare la parte di un uomo nel percorso di transizione verso il sesso femminile. Benissimo anche Kevin Zegers e i personaggi di contorno (anche se leggermente sopra le righe la famiglia della protagonista). Il finale aggira il pericolo-glicemia e partecipa dell’autenticità e sincerità che si respira per tutta la durata della pellicola. Infine una menzione anche alla colonna sonora e al tema principale, Travelin’ throu, cantata dalla Barbie del country, Dolly Parton.

  2. Nick88

    Un piccolo grande film, questa opera prima e unica, finora, del regista Duncan Tucker con una Felicity Huffman in grande spolvero che, dismessi i panni della casalinga disperata, veste quelli di una transessuale prossima all’intervento di riattribuzione dei genitali. Proprio quando tutto sembra pronto, ecco il classico inconveniente che rischia di far saltare i piani della nostra eroina. Un inconveniente che risponde al nome di Toby e che dice di essere suo figlio. Un commovente racconto di formazione, un road-movie di due solitudini che si incontrano e che impareranno a conoscersi, a capirsi e sì, anche ad amarsi.

  3. Ho visto questo film anni fa e l’ho trovato davvero ben girato e recitato. Affronta il tema della transessualità con molta correttezza, con delicatezza quello dell’abuso sui minori, con realismo quello di un adolescente sbandato senza casa, con sincerità quello della genitorialità inaspettata. I rapporti di timore/desiderio di conoscenza da parte di lei e l’instabilità dell’equilibrio tra mito e risentimento dentro il ragazzo sono magistralmente mostrati. Per finire con una sincera, libera accettazione di quello che l’altro è indipendentemente da quello che si sarebbe voluto.

  4. ManuzManu

    Veramente un film stupendo.
    Consigliato vivamente.
    L’attrice interpreta benissimo il ruolo di un transessuale pronto al suo intervento, a quell’atto che lo libererà da tutti i pregiudizi. Poi arriva quella notizia che la sconvolge, quella di un figlio quasi dimenticato. Dal rapporto con questo figlio la transessuale impara ad amarsi e ad amare, impara a vivere con qualcuno che lo accetta. Riscopre la sua famiglia e la sua famiglia riscopre lei. Il finale è semplice e genuino, senza montature. Uno dei pochi film americani che lasciano trasparire il vero mondo Transgender. Senz’ombra di dubbio un capolavoro!

  5. reader81

    E’ davvero un ottimo film e la sua perfezione e quindi il fatto che sia riuscito è nel non cercare di essere perfetto.
    I 2 protagonisti e tutto il cast sono stati in parte, e molto bravi.
    Mi dispiace che qui in Italia sia stato nelle sale pochissimo, e solo dopo la candidatura all’Oscar delle Huffman i media ne hanno dato risalto.

  6. istintosegreto

    Interessante percorso di una trans che scopre di essere padre poco prima dell’intervento che la renderebbe donna a tutti gli effetti.
    Intelligente il modo in cui padre e figlio entrano in contatto e si affezionano lentamente.
    Ottima prova di attori e splendida fotografia per una commedia “on the road” da non perdere.

  7. Veronica

    La Huffman mi ha lasciata senza parole…è una donna che recita come un uomo che si sofrza di sembrare una donna! E Kevin Zegers…E’ un film quasi perfetto, dove si ride e ci si commuove.

  8. Rainbow87

    Uno dei film più belli, o forse il più bello, a tematica transessuale.
    Huffman è grandiosa: le sue contraddizioni, l’emozione nel scoprire di avere un figlio ma contemporaneamente la voglia di allontanarlo per poter continuare a vivere normalmente, le sue paure… Tutto interpretato in modo eccezionale.
    Un film travolgente, a tratti divertenti ma entusiasmante.
    Una bella storia, CONSIGLIATO.

  9. Brava Huffman a recitare lo stereotipo della transessuale di 20-30 anni fa. Oggi le trans difficilmente vestono, si comportano, vivono come Transamerica ci fa pensare (e il film si svolge nel presente).
    Un filmetto che trova la sua fortuna perché uscito in un anno in cui in USA la tematica GLBT ha avuto il suo momento di gloria (ma “mountain” almeno è davvero un bel film!)…
    In USA il film è stato apprezzato poco dalla community transgender. Sono d’accordo con loro. 1000 volte meglio “La moglie del soldato” o il vero capolavoro (uscito lo stesso anno ma in Italia ben poco visto e visibile solo sottotitolato in dvd) Beautiful Boxer

  10. Che bel film!
    Una storia intensa, commovente, credibile e soprattutto raccontata con naturalezza e semplicità.
    Uno di quei film che ti mette in pace con il cinema ormai troppo effettistico o surreale o urlato.
    Un road-movie che oltre a farti partecipare alla storia dei protagonisti, ti mostra la piccola america, quella che sta tra new york e los angeles, forse la + vera, certamente la + tremenda!

  11. cassandra

    Stupendo, non c’è che dire… peccato i media ne abbiano parlato poco, ottimo specchio, o se non altro il regista supportato da un ottima attrice ha messo in pellicola una storia realistica e schietta.

  12. Lei è semplicemente straordinaria, si fa fatica a capire che è un’attrice donna, sembra veramente un transessuale. bella la storia, intelligente, divertente, assolutamente credibile come il finale (attore di film porno, non certo grande divo di hollywood. se così fosse stato avrebbe assunto il tono di una favoletta, molto poco realista). vera l’immagine di una provincia americana perbenista fuori e perversa dentro, bella l’assoluta naturalezza, normalità, senza strane morbosità, con cui viene rappresentata la protagonista nella sua transizione verso un genere più consono alla sua natura. Veramente un bel film che, ovviamente, l’america più bacchettona e conformista non poteva certo premiare, preferendo una witherspoon molto più convenzionale e molto meno scomoda.

  13. Splendida recitazione della Huffman ,il Golden Globe lo trovo meritatissimo.
    La regia riesce a trattegiare e far sentire “vivi” i protagonisti; da vedere!
    ^^

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trailer: Transamerica

http://www.ifilm.com/efp

Varie

Bree è un transessuale che vive nella periferia di Los Angeles. Fa due lavori e cerca di risparmiare per pagarsi l’ultimo intervento, quello che la renderà definitivamente una donna. Un giorno riceve una telefonata da New York. All’altro capo del filo c’è un giovane delinquente, Toby, alla ricerca del padre mai conosciuto. Bree si rende immediatamente conto di essere la persona che il ragazzo sta cercando, nato da un rapporto occasionale avuto tanti anni prima, quando era un uomo. Ciò nonostante, non vuole prendersi la responsabilità di un figlio. Ne parla con il suo terapista che lo consiglia di cercare il ragazzo e di guardare in faccia il suo passato prima di affrontare l’operazione decisiva. Così Bree prende il primo aereo per New York e va a tirare fuori di galera suo figlio. Il ragazzo pensa che la strana donna che si trova davanti sia una missionaria cristiana impegnata nel recupero di quanti si sono allontanati dalla via di Gesù. Bree non fa nulla per chiarire l’equivoco, ma si spaventa del fatto che il ragazzo abbia la ferma intenzione di ritrovare il padre. Inizia così il loro viaggio lungo l’America alla volta di los Angeles, alla ricerca di loro stessi e del loro rapporto

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