This Film Is Not Yet Rated

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This Film Is Not Yet Rated

Queso documentario vuole aprire una breccia nel sistema di classificazione delle opere cinematografiche attualmente in vigore negli USA, MPAA, e i suoi profondi effetti sulla cultura americana. Il film si chiede se i film Hollywoodiani e quelli indipendenti siano trattati allo stesso modo; se i contenuti dei film a tematica gay siano soggetti a giudizi molto più severi che non quelli etero; se ha un senso che i contenuti di violenze estreme siano classificati R (restricted) mentre le scene di sesso debbono venire tagliate in fase di montaggio per non subire la distruttiva X dei film porno; se sia giusto che per i film Hollywoodiani si ricevano indicazioni per trasformare un NC-17 in un semplice R, mentre per i film indipendenti non c’è nessun tipo disconto; e infine se mantenere la commissione e il processo di giudizio segreti risponda a esigenze democratiche di trasparenza o invece solo a garantire una irresponsabilità sulle decisioni prese. Il film è stato tenuto nel più stretto riserbo durante tutta la lavorazione per facilitare il lavoro di indagine sulla commissione e i suoi componenti. Il regista ha tentato di scoprire le identità dei giurati, che sono oggi il segreto meglio custodito da Hollywood, riuscendo anche a intervistarne qualcuno. Molte sono le interviste ai registi di film che hanno dovuto subire gravi censure in questi ultimi anni: John Waters (“A Dirty Shame”), Kevin Smith (“Clerks”), Matt Stone (“South Park”), Kimberly Peirce (“Boys Don’t Cry”), Atom Egoyan (“Where the Truth Lies”), Darren Aronofsky (“Requiem for a Dream”), Mary Harron (“American Psycho”) ecc. Questo film ha dovuto anch’esso, naturalmente, passare il visto della commissione censura, e il regista avrebbe voluto vedere le facce dei giurati quando si vedevano sullo schermo, che comunque si sono vendicati assegnando al film la classificazione NC-17, una delle peggiori.

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Dal 1968, la Motion Picture Association of America provvede a classificare i film prima della loro uscita nelle sale, con l’intendo di stabilire, a seconda del grado di violenza o del tenore delle scene di sesso contenute, a quale pubblico possano rivolgersi. Sconcertato da questa forma di censura, Kirby Dick nel suo documentario indaga i criteri aleatori su cui si basano le decisioni del comitato. Attraverso le sue ricerche, il regista arriva a denunciare un’America falsamente puritana, che somministra ai propri ragazzi scene violente comunemente accettate piuttosto che gesti di tenerezza, spesso considerati troppo sovversivi. (Locarno)
Leggi la cronologia MPAA scritta dagli autori del documentario.

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Cosa si nasconde dietro l’MPAA, la commissione che negli Stati Uniti si occupa di “rating”, di assegnare, cioè, i vari livelli di censura ai film in uscita? In questo documentario il regista Kirby Dick cerca di sciogliere le maglie del principale ente di censura cinematografica americana, chiedendosi, ad esempio, perchè, in fatto di censura, le grandi produzioni mainstream non sono trattate come quelle indipendenti, perchè in un film le scene di sesso gay non vengono giudicate con gli stessi parametri di quelli etero o, ancora, se sia un profondo spirito democratico a volere l’anomimato per i membri della commissione e dei parametri di giudizio o si tratti, invece, della necessità di garantire una impenetrabile assenza di responsabilità nelle decisioni prese.
Durante tutta la fase di lavorazione il This film is not yet rated è stato tenuto sotto il più stretto riserbo, proprio per agevolare il lavoro del regista e dei suoi collaboratori, che alla fine sono anche riusciti a scoprire il nome dei membri della commissione di censura (riuscendo ad intervistarne qualcuno), uno dei segreti meglio custoditi di Hollywood. Molte le interviste ai registi le cui opere hanno subito forti censure ai contenuti, pena il divieto nel passaggio a circuiti mainstream o la visione ai minori: John Waters e il suo A Dirty Shame, Kimberly Peirce per Boys Don’t Cry, Mary Harron con American Psycho, solo per citarne alcuni.
Un’inchiesta inedita, seria e approfondita su uno dei più potenti meccanismi di controllo della cultura di massa. (Gender Bender 2007)

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