The Happy Prince

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The Happy Prince

Debutto alla regia dell’attore Rupert Everett, uno dei primi attori a fare coming out (del quale poi si pentì, perché venne emarginato da Hollywood) e uno dei primi attori gay a coprire un ruolo gay nell’antesignano “Another Country – La scelta” (1984), bellissimo film che lo rese celebre. “The Happy Prince” racconta gli ultimi anni della vita di Oscar Wilde, interpretato da Rupert stesso, che è anche lo sceneggiatore unico. Nel 2012 Rupert ha interpretato Oscar Wilde nell’opera “The Judas Tree” di David Hare, un testo che ripercorre gli stessi ultimi anni di Wilde. Di questo suo primo film Everett ha detto: “Credo che Oscar Wilde sia stato, insieme a Verlaine, uno dei più grandi vagabondi di tutti i tempi. Non l’Oscar Wilde amico della regina, invitato ai grandi party, creatore di aforismi fulminanti, ma l’uomo che vive in strada, in miseria, costretto a lasciare tutto quel che aveva conquistato. E’ la storia di un uomo di successo, colto brillante ed eccentrico, conteso dai salotti, celebre anche oltre i confini nazionali che finisce come un reietto per il solo fatto di essere gay, sbattuto ai margini della società. Uniche amiche, quattro prostitute sdentate. Voglio raccontare la storia di questo uomo affascinante, per me quasi un santo, la storia del suo esilio quando esce di prigione e comincia a girare il mondo e va anche a Napoli. Girato tra Inghilterra, Francia e Italia, avrà i dialoghi nelle tre lingue. Ci ho messo 12 anni a progettare questo lavoro, il mio Oscar Wilde sarà come un vagabondo, un uomo che alla fine si riduce in miseria, diventa sdentato, un personaggio non letterario ma che assomiglia più ad una rockstar». Il film è una co-produzione a cui partecipa anche l’Italia con Palomar. Spiega sempre Everett: “L’Italia è il paese dove Wilde ha soggiornato. Napoli è una componente vitale del progetto. Qui il poeta fuggì col suo amante, Lord Douglas [interpretato da Colin Morgan]. Per questo film ho vissuto e compiuto ricerche in quella straordinaria città per due anni. Ritrarre Napoli, un luogo così fotogenico, alla fine del XIX secolo, è stato fondamentale”. Sulla figura di Oscar Wilde, Everett dice ancora: “Disegnava i propri abiti, le calze di seta, brevettò le sue scarpe di cuoio. Portava i capelli lunghi, divisi nel mezzo. Camminava con un giglio nella mano e un garofano verde all’occhiello. Tutto questo avveniva in piena era vittoriana. Era davvero un sovversivo. A me ricorda una rockstar di oggi nella sua collusione, dalla fama all’infamia, dal lusso alla fogna. Era tremendamente umano e al tempo stesso un grande snob affascinato da ragazzi di strada e uomini che si prostituivano. Un clown. La sua tragedia fu il processo in tribunale. Dove si presentò il padre del suo amante, che lo accusò in maniera pesante, Oscar lo citò in giudizio per diffamazione. La prigione, il duro lavoro, l’esilio senza soldi. La gente gli sputava per strada, se entrava in un ristorante lo costringevano a uscire. Sua moglie e i suoi figli non lo videro più. E alla fine scappò con Bosie, ovvero Lord Alfred Douglas, in una villa infestata dai ratti a Posillipo, dove il love affair giunse a una brutta fine. Bosie l’abbandonò, lui visse gli ultimi due anni della sua vita vagando per l’Europa, in abiti sporchi e senza denaro. Gli amici ricchi e famosi lo evitavano, i suoi nuovi compagni divennero l’assenzio, la cocaina e i piccoli criminali. Morì all’Hotel d’Alsazia di Parigi in un giorno di novembre del 1900. La sua figura mi ricorda una sorta di Cristo. Come Gesù, è risorto e la sua tomba oggi è una delle più visitate al cimitero Père-Lachaise. Il suo mausoleo è stato così tante volte baciato da donne che il rossetto l’ha eroso, e ora Oscar riposa sotto una parete di vetro” Alla fine delle tante interviste rilasciate da Everett su questo film ha sempre pronosticato che: ” Sono stati girati tanti film sugli omosessuali. Io penso che il più bello sarà il mio”.

synopsis

The untold story of the last days in the tragic times of Oscar Wilde, a person who observes his own failure with ironic distance and regards the difficulties that beset his life with detachment and humor.

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