Dalla rassegna stampa Cinema

Lovers riparte da Everett

Lovers riparte da Everett

Stasera l’anteprima di «The happy prince , ultimo ritratto di Oscar Wilde»

Si chiude con un’altra primizia «Thelma» del norvegese Joachim Trier

Fabrizio Dividi

Lovers riparte. Lo fa di slancio, e con la militanza di sempre. Ci tengono a sottolinearlo la direttrice, Irene Dionisio e il presidente Giovanni Minerba dedicando esplicitamente il festival a Marielle Franco e Xavier Jugelé. La prima, attivista per i diritti umani di Rio de Janeiro, freddata con 13 colpi di pistola il 15 marzo scorso. Il secondo, agente membro dell’associazione Lgbt ucciso in un attentato a Parigi esattamente un anno fa. E lo fa anche a partire da un logo colorato e giocoso che, fa notare la presidente del Museo del Cinema Laura Milani «inneggia ai diritti con festosa leggerezza». Nel suo vernissage, stasera al Massimo (alle 21), Lovers accoglie una vera star. Rupert Everett, alla sua regia della vita, sarà presente in sala con l’anteprima di The Happy Prince – L’ultimo ritratto di Oscar Wilde . Nella versione dell’autore britannico, anche interprete, Wilde ripensa con malinconia alle passioni che l’hanno travolto. Ma con il rimorso per aver gettato moglie (Emily Watson) e figli nello scandalo pubblico a causa della sua omosessualità. Insomma, probabilmente il film perfetto per aprire il festival fondato nel 1981 da Ottavio Mai e Giovanni Minerba (quest’anno dal 20 al 24 aprile).

Un altro asso, questa volta della musica italiana, inaugurerà invece ufficialmente le «Visioni Lgbtqi» nella serata di venerdì 20. Francesco Gabbani, che con Occidentali’s Karma ha ottenuto 5 Dischi di Platino, eseguirà in sala un mini set acustico del suo video. La chiusura del Lovers sarà invece dedicata a un’altra anteprima nazionale. Quella del norvegese Thelma , già selezionato al Toronto Film Festival e diretto da Joachim Trier, che interverrà in collegamento dalla Norvegia. Durante la Closing Night, oltre alla consueta premiazione delle sezioni in concorso, si assisterà alla conversazione fra Valeria Golino, madrina del festival, e Pino Strabioli. Ospite musicale la cantautrice Nina Zilli che a Sanremo ha dedicato la sua canzone alle donne che hanno subito violenza.

E in mezzo? Tanto cinema internazionale ovviamente; con rassegne da tenere d’occhio (Cinque pezzi facili in pole position per il suo curatore Minerba); ma soprattutto con i concorsi e, in numeri, con gli 81 film complessivi provenienti da 24 nazioni, di cui 6 anteprime mondiali, 4 europee e 52 nazionali.

Irene Dionisio evidenzia infine le molte iniziative collaterali. Come le intersezioni con realtà culturali che hanno collaborato con il festival; da Fish & Chips a Seeyousound fino, ovviamente, al Coordinamento Torino Pride. E, novità di questa edizione, l’importante momento Industry organizzato con Film Commission TP in cui operatori internazionali del settore parteciperanno a una giornata dedicata alla produzione e distribuzione dei prodotti audiovisivi di settore: una scelta non scontata che denota progettualità e investimento per il futuro.


da La Repubblica – Torino

Rupert Everett anticipa stasera Lovers Festival

ANDREA LAVALLE

L’attore inglese protagonista al Massimo La rassegna dal 20 al 24 aprile con ottantuno film Il presidente Minerba: “Raccontiamo l’amore vero”
«Rupert Everett, Valeria Golino, Francesco Gabbani, Nina Zilli, Pif, Concita De Gregorio, Lucia Mascino, un sacco di ospiti e, soprattutto, tantissimi bei film».
Sono queste, per la direttrice Irene Dionisio, alcune delle ragioni per partecipare alla trentatreesima edizione del Lovers Film Festival, il più antico in Europa sui temi Lgbtqi, che ha scelto di dedicare alla attivista e consigliera comunale di Rio de Janeiro Marielle Franco, uccisa lo scorso 15 marzo: «Con questo festival cerchiamo di portare avanti un discorso sul cinema e la vita, senza sconti, credendo che la cultura sia un mezzo di elevazione estetica e spirituale». Il presidente Giovanni Minerba, fondatore della rassegna con Ottavio Mai nel 1986, ha invece voluto ricordare l’agente e membro dell’associazione Lgbt della polizia francese Xavier Jugelé — a cui è ispirato il corto “Xavier” di Jo Coda — morto nell’attentato dello scorso anno agli Champs Élysées di Parigi, di cui il 20 aprile, giorno d’inizio del festival, ricorre l’anniversario.
Ad anticipare la rassegna, in programma dal 20 al 24 aprile al Cinema Massimo con 81 film e 4 sezioni competitive, questa sera arriverà in città Rupert Everett, per presentare in anteprima nazionale il suo “The happy prince-L’ultimo ritratto di Oscar Wilde”, di cui è interprete e regista. Un inedito ritratto del lato più intimo di un genio che visse e morì per amore. E sarà proprio l’amore il filo conduttore della manifestazione, «quello con la A maiuscola, quello che coincide sempre con le cose importanti della vita», racconta Minerba, curatore quest’anno della nuova sezione, “Cinque pezzi facili”, ispirata all’omonimo spazio creato da Gabriele Salvatore al Torino Film Festival.
Protagonisti della serata di apertura, condotta da Pino Strabioli, saranno Pif, impegnato in un “Dialogo sulla diversità”, e il cantautore toscano Francesco Gabbani.
Introdotto dalle musiche dell’arpista piemontese Cecilia, il vincitore di Sanremo 2017 eseguirà un mini set acustico prima della proiezione di “Postcards from London” di Steve McLean, che inaugurerà la rassegna cinematografica.
Musica anche per la chiusura del 24 aprile, con la serata, ancora una volta condotta da Pino Strabioli, che vedrà come ospite la cantautrice piacentina Nina Zilli, protagonista a Sanremo 2018 con una canzone dedicata alle donne che hanno subito violenza, assieme a Valeria Golino, madrina d’eccezione della manifestazione. Nel corso della serata sarà proiettato in anteprima nazionale “Thelma”, del regista norvegese Joachim Trier, storia di una timida ventenne che si trasferisce a Oslo per studiare e si accorge, dopo essersi innamorata di una ragazza, di avere poteri soprannaturali.
Quattro le sezioni in cui si sfideranno i film in concorso.
“All the Lovers”, dedicato ai lungometraggi con una giuria d’eccezione composta da Concita De Gregorio, Pif e Immanuel Casto, “Real Lovers” per i documentari, “Future Lovers” per i cortometraggi, e, novità di quest’anno, “Irregular Lovers”, il concorso iconoclasta internazionale con particolare attenzione all’innovazione del linguaggio narrativo e visivo.
Altra novità dell’edizione 2018, il focus dedicato al tema dei diritti, con Monica Cirinnà come madrina, per cui sono state scelte quattro parole chiave e individuato per ognuna un film.
Infine, grande attesa per il regista e autore Robin Campillo, ultimo vincitore del Gran Prix a Cannes, omaggiato con una rassegna di film, che domenica 22 aprile terrà una masterclass sulla scrittura e realizzazione del suo “120 battiti per minuto” al Cinema Massimo.

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