Dalla rassegna stampa Cinema

Rupert Everett torna all'infanzia con il suo film su Oscar Wilde

Rupert Everett torna all’infanzia con il suo film su Oscar Wilde

«Il Principe felice era la favola che mia madre mi raccontava per farmi addormentare», ha raccontato l’attore che ha scelto il Festival del cinema di Berlino per il suo debutto alla regia
Standing ovation all’ingresso in sala e lunghissimo applauso alla fine. Il debutto alla regia di Rupert Everett, che ha presentato il suo film The Happy Prince alla Berlinale, nella sezione Special, è stato accolto nel modo migliore dal pubblico dell’anteprima.

In sala, con lui, che non solo ha diretto ma anche scritto e interpretato il personaggio principale – lo scrittore Oscar Wilde – c’erano i produttori del film, l’attrice Emily Watson (che nel film è Constance, la moglie di Wilde) e Edwin Thomas, nella parte di Robbie Ross, amico fedelissimo e innamorato incompreso dello scrittore.

Al festival non c’era, invece, Colin Firth, che, nel film ha la parte di Reggie Turner, scrittore e anche lui amico di Wilde.

Rupert Everett in queste settimane sta girando in Italia Il nome della rosa (con John Turturro), prima serie Tv tratta dal romanzo di Umberto Eco. Ma non poteva mancare a questa prima berlinese (il film, però, era già passato al Sundance lo scorso gennaio).

Non solo perché si tratta, appunto, della sua prima regia (essere dietro la macchina da presa, ha detto, gli avrebbe anche consentito di correggere tutti i suoi errori nell’interpretazione: «Metà delle scene che ho girato non funzionavano ma, per fortuna, sono riuscito a sistemarle al montaggio»).

Ma anche, ha raccontato lui stesso, per via di un legame personale con la favola del Principe felice, scritta da Wilde e pubblicata per la prima volta nel 1888. «Era la favola che mia madre mi leggeva prima di andare a dormire. Me la ricordo seduta vicina la letto e vestita come Jackie Kennedy. Per lei si trattava di una scelta coraggiosa. Per il resto mia madre era una donna molto convenzionale».

Everett ha anche raccontato le difficoltà affrontate per trovare i soldi necessari.

«A un certo punto ho deciso di interpretare Oscar Wilde a teatro (lo spettacolo, The Judas Kiss, è andato in scena un paio di anni fa, ndr) per vedere se potevo convincere qualcuno a finanziare il film».

The Happy Prince racconta gli ultimi anni di Oscar Wilde, dopo l’uscita dal carcere al quale era stato condannato per sodomia e nel quale aveva passato due anni (ai lavori forzati). Ovvero il suo esilio prima in Francia e poi a Napoli con il suo amante Alfred Douglas, fino alla morte a Parigi nel 1900.

Rupert Everett ha definito la vicenda Oscar Wilde l’inizio del movimento LGBT. «Siamo partiti da un tempo in cui l’omosessualità era condannata e i gay venivano uccisi alla realtà che vediamo oggi. Un lungo viaggio. Purtroppo, però, riguarda solo una parte del mondo. Ci sono molti Paesi in cui gli omosessuali vengono ancora perseguitati».

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