Psycho

Psycho
Esprimi il tuo giudizio
Aggiungi ai preferiti
  • Tendenza LGBT T
  • Media voti utenti
    • (10 voti)
  • Critica
Varie

Cast

Psycho

Una criminale in fuga Marion Crane (Anne Heche), si rifugia in un motel gestito da Norman Bates (Vince Vaughn), un uomo turbato le cui vittime incontrano un orribile destino nelle mani di sua “madre”. Marion diventa subito la prossima vittima e la sua scomparsa induce la sorella, (Julianne Moore), e un investigatore privato (William h.Macy) ad indagare. Al Bates motel, scoprono presto il legame morboso che lega Norman alla sua misteriosa “madre”. La nuova versione del regista Gus Van Sant rievoca il terrore del capolavoro mozzafiato di Alfred Hitchcok.

Visualizza contenuti correlati

Condividi

2 commenti

  1. Io dico se una cosa nasce bene, perche’ riprodurla male? Psycho e’ di Hitchcock e nonostante sia degli anni 60′ possiede una potenza d’ immagine che non risulta mai datata. Siamo onesti, le interpretazioni non sono malaccio, ma la regia? Assurda, piu’ che evitabile, insomma non era proprio un film indispensabile. Ritengo un insulto per le persone transgender e transessuali che questo film venga inserito in tale filone. Norman Bates era uno schizofrenico con disturbo di personalita’ (era affetto da sdoppiamento) che cazzo c’entra con il percorso sull’ identita’ di genere. Boh.

  2. zonavenerdi

    Bella versione del film di Hichcock. Come guardare quel classico a colori. Personaggi davvero nella parte. Complimenti sia alla protagonista/vittima Anne Heche, che a Julienne Moore, Virgo Mortensen e al “psicopatico” Vince Vaughn.
    Penso che sulla trama non vada detto niente perchè rispecchia per intero quella del film originale. L’unica critica che posso fare è sulla classificazione di questo film. C’è “T” (una t), in quanto l’albergatore si traveste da sua madre; ma in realtà quello è un disturbo di personalità, non una scelta di genere. Si, forse ci sta questa classificazione; ma stretta …

Commenta


Varie

E’ il fine settimana. La giovane Marion Crane chiede al suo datore di lavoro di uscire un po’ prima perché non si sente bene. Viene accontentata ma nello stesso tempo le viene affidata una forte somma di denaro, 400mila dollari, perché la versi in banca lunedì mattina all’apertura degli sportelli. Marion prende la somma, saluta tutti, poi a casa il disperato tentativo di cambiare vita ha in lei la prevalenza. D’impulso decide di rubare il malloppo. Con i soldi nella borsetta, e negli occhi la speranza di nuove prospettive, Marion si affretta a lasciare la città. Con atteggiamenti un po’ incerti e non proprio spontanei, compra un’auto usata pagandola 4000 dollari, e poi si allontana. Arriva la notte, Marion è su una strada deserta, e il posto più vicino dove dirigersi è un motel defilato e fuori mano, dove la accoglie il proprietario Norman Bates, giovane tranquillo e di bell’aspetto. Intanto in ufficio si è appreso che i soldi non sono stati versati, e Lila, non avendo più notizie della sorella Marion, decide che è ora di andarla a cercare. La situazione al motel è tutt’altro che rassicurante. Quando pensa di potersi concedere una doccia, Marion sente una presenza estranea in stanza: qualcuno la assale, la colpisce ripetutamente con un coltello, fino a lasciarla priva di vita nel bagno. Dopo alcune ricerche, Milton Arbogast, investigatore privato, arriva al motel e comincia ad incalzare Norman con domande circostanziate. Soprattutto risulta strana una casa vecchia e diroccata, vicina al motel, che Norman dice essere vuota e dalla quale invece arrivano curiosi rumori. Ma anche Arbogast viene eliminato, prima che possa proseguire le indagini. Tuttavia i sospetti intorno a Norman cominciano a farsi stringenti. Anche Sam Loomis, amante di Marion, partecipa alle ricerche. Lungamente compressa, la corazza difensiva di Norman alla fine cede. E’ lui il colpevole: uccideva, indossando i vestiti della madre, che viveva con lui e a cui era morbosamente legato.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.