The Parade - La sfilata

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The Parade - La sfilata

Facendo della trasgressione un principio comico, questa farsa turbolenta sui sex toys e su cliché e stereotipi si è rivelata un successo inaspettato in Serbia e in altri paesi della ex Jugoslavia. In “Parada” un’operazione salva-vita eseguita sul terrier pitbull di un gangster unisce due mondi molto diversi: il machismo vecchio stampo incontra l’ossessione tipicamente gay per l’interior design, l’omofobia incontra un arcobaleno di generi sessuali ed alcuni ex nemici, come serbi, musulmani bosniaci, kosovari-albanesi e veterani della guerra croata, che si trovano costretti a formare un tenue legame con un gruppo di attivisti gay. Questo gruppo eterogeneo viene inviato in una missione impossibile e suicida, probabilmente per proteggere da un eventuale assalto un nuovo tentativo di organizzare un Gay Pride, a causa della paura generata dai nazionalisti e dalle organizzazioni neonaziste: l’obiettivo è rendere l’evento un successo. Questo film di Srdjan Dragojevic getta uno sguardo sulle strategie di sopravvivenza messe in atto dai gay in Serbia e in una società che ancora oggi, anni dopo la guerra dei Balcani, è ancora frammentata e spaccata in due. Come ci si aspetterebbe da ogni commedia degna di questo nome, non importa quanto tumultuosa sia la trama, nella vita reale la tragedia è sempre in bilico sullo sfondo, a pochi passi. (Berlinale, trad. G. Borghesi)

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4 commenti

  1. Scarlatto90

    D’accordo con Supersky, la media sembra bassina. L’ho trovato anche io molto interessante. Leggero ma dalle tematiche forti, comico e tragico allo stesso tempo. Forse, nella nostra sfortuna siamo ancora fortunati.

  2. supersky

    Ma perchè ha 6.1 di media questo film? Ben fatto, ben recitato, storia divertente e inquietante nello stesso tempo, drammatica in certi punti, personaggi ben costruiti, e un gran bello spaccato della vita di paesi così vicini ma anche così lontani. Uno dei migliori film a tema visti di recente al cinema.

  3. marediguai

    Alla Berlinale ha spopolato grazie anche al tocco “esotico-balcanico” e allo stesso tempo “gay impegnato” come piace molto ai tedeschi. Sicuramente gradevole, gioca su battute ambigue e contrasti culturali che purtroppo nei sottotitoli inglesi si perdono un po’. Fa pensare il fatto che anche se non con questa “crudezza” la realtà italiana non è comunque così lontana dalle arretratezze che i protagonisti devono affrontare nella storia del film – purtroppo.

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A homophobic, middle-aged, Serbian gangster ends up sacrificing himself to protect Gay freedom in his country. RADMILO (35) and MIRKO (30) are young and successful gay couple, and they would be a happy couple anywhere else except in – Serbia. They try to live discreetly but still, every day they are abused by the homophobic majority. Plus, Mirko is a gay rights activist, and his dream is to organize the first successful PRIDE event in Belgrade. This is almost a “mission impossible”; in 2001, an attempt to hold PRIDE in Belgrade ended up in bloodshed. One decade later, the situation is not much better – nationalist and neo-Nazi organizations prepare another massacre in case of holding the gay parade, while the police refuse to provide protection for the participants. A strange couple arrives in Radmilo’s and Mirko’s life – LEMON (45) an ex criminal and war veteran, the owner of a small security company and his fiance – PEARL (30) a beauty parlor owner. Radmilo, a successful veterinarian, performs a life-saving operation Lemon’s pit-bull terrier, the victim of a drive-by shooting that served as a warning to the dog’s master. Mirko runs an agency that organizes sophisticated weddings and now he has the ultimate nightmare clients – Pearl and Lemon. The encounter between these two worlds ends in disaster – yet another humiliation for Radmilo and Mirko. Mirko had enough – not long ago he received Immigrant Visa from Canada and wants to leave the country forever. Radmilo is ready for a desperate measures to keep his partner and their relationship – He offers a deal to Lemon, asking that Lemon’s agency provide protection for the Belgrade Pride. In return, Mirko will organize the wedding party for Pearl and Lemon. Lemon reluctantly accepts, but his staff refuses to protect homosexuals. Put in a tight spot, Lemon thinks of his “dear” enemies from the ex-Yu wars. LEMON and RADMILO embark on a recruiting trip all over ex-Yugoslavia. They manage to sign up for their mission: NIKO (45) a Croat war veteran, HALIL (40), a Bosnian Muslim, and AZEM (45), an Albanian from Kosovo. But the handful of “samurai” are yet to face their greatest challenge… THE PARADE, in a tragicomic way, tells the story about ongoing battle between two worlds in contemporary post-war Serbian society – the traditional, oppressive, homophobic majority and a liberal, modern and open-minded minority. (Srdjan Dragojevic)

CRITICA:

“…Campione d’incassi negli stati dell’ex Yugoslavia (Serbia, Croazia, Montenegro, Bosnia e Macedonia), “The Parade – La Sfilata” riesce a far convivere lodevolmente un registro da farsa tzigana alla Kusturica con un tono più serio di drammatico realismo raccontando di Limun (Nicola Kojo), un omofobo boss della mala di ridotto cabotaggio che è costretto dalla sua fidanzata ultrakitsch ad aiutare una coppia omosessuale nell’organizzazione del secondo sanguinoso Gay Pride serbo del 2010 (più di duecento feriti nonostante i 5000 poliziotti per un migliaio di partecipanti). Così, nonostante l’iniziale riluttanza, Limun si mette in viaggio su una campissima Mini rosa confetto insieme al pacifico veterinario gay Radmilo (Milos Samolov) alla ricerca di ex nemici della Guerra dei Balcani, croati, kosovari e bosniaci, disponibili a proteggere i manifestanti.
Humour irresistibile, situazioni stralunate ma anche un edificante messaggio di integrazione culturale e rispetto reciproco in una terra martoriata dall’odio e dalla violenza, così vicina a noi ma di cui sappiamo sempre poco…” (R. Schinardi, Gay.it)

“…Per quanto basato in larga misura sul contrasto tra “il duro” e “la checca”, The Parade – La sfilata di Srdjan Dragojevic è anche e molto più di questo. Definito “tragicommedia sociale” dal suo regista, il film racconta di soldati su fronti opposti in conflitti alimentati dal più furioso odio etnico, che dimenticano acrimonia e violenza per diventare amici per la pelle. Racconta di amicizie persino più improbabili, e di pure, autentiche, coraggiose storie d’amore. Ma racconta anche di un sogno spezzato, di una città con un cuore cattivo, e di un abominio apparentemente impossibile da sradicare. E’ principalmente un film divertente, The Parade, molto divertente. Ma lo è in modo amaro, intelligente e mai banale, e questo ci fa perdonare quelle ingenuità nella sceneggiatura e quegli eccessi nella messa in scena che in fondo fanno parte del suo spirito. E il suo spirito è quello di ridere di un capo della polizia che dice “se concediamo i diritti umani ai gay, poi li vorranno pure gli zingari e gli albanesi”, o di un combattente croato con un grave caso di diarrea. E fin qui, tutto bene. Ma ridere delle svastiche, degli sputi, dei manganelli e dell’odio di centinaia di naziskin contro un manipolo di persone che vogliono solo essere sé stesse alla luce del sole, senza infastidire nessuno, e non hanno speranze di farlo, è più difficile, e ci vuole davvero coraggio. Il coraggio dei Magnifici Sette.” (A. Starace, Movieplayer.it)

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