Dalla rassegna stampa Cinema

Lo sguardo «glocal» del Festival del Cinema di frontiera

Dal 23 al 28 luglio la kermesse di Marzamemi

Nello Correale: «I diritti civili in primo piano sullo schermo e sotto il fico». «Salvo», «Il caso Kerenes» e «The Parade» in piazzetta

Maria Lombardo

Marzamemi. Identità «glocal», luogo la piazzetta di Marzamemi, frazione di Pachino, profondo Sud, orizzonte oltre il Mediterraneo: uno spazio di incontri tra tendenze, tematiche e titoli che scottano. Del Festival del cinema di frontiera, 13ª edizione, ci parla Nello Correale che ne è ideatore e direttore artistico, affiancato da Sebastiano Gesù.
Dopo l’interruzione, per motivi economici, della passata edizione che poi si è svolta fuori stagione, in forma anomala, parziale e itinerante, la kermesse estiva (23-28 luglio) riabbraccia i suoi affezionati nell’accogliente piazza Regina Margherita.
Il film precedentemente annunciato come apertura (The Parade di Srdjan Dragojevic) è stato spostato in avanti e l’apertura è affidata a Salvodi Piazza e Grassadonia, al momento nelle sale dopo i premi ottenuti a Cannes. «Mi sembra che sia la giornata più giusta per un festival glocal che guarda alla Sicilia ma spinge lo sguardo lontano». E’ una sfida proporre in piazzetta un film la cui colonna sonora è fatta di silenzi.
L’obiettivo è coniugare l’interesse forte per il cinema con la passione per questo luogo unico. Correale si aspetta che Marzamemi funzioni come Locarno, Pesaro, Bologna («Il cinema ritrovato» dove si è scommesso sul cinema muto in piazza).
Gli altri titoli sono Il caso Kerenes di Calin Natzer (Romania) Orso d’oro a Berlino ma non visto nelle sale.
Il figlio dell’altra e No. I giorni dell’arcobaleno in calendario nelle altre serate in piazza hanno avuto una certa fortuna distributiva ma Correale li ha messi in calendario ugualmente per via delle «finezza tematiche come lo ius solidi cui si parla tanto».
«The Paradeanteprima assoluta di venerdì 26 è stato presentato in qualche cineclub ma non ha avuto distribuzione: tratta l’argomento delicato dell’omofobia ed è stato girato durante il Gaypride di Sarajevo con i toni della commedia parodistica, senza cadere nella retorica». Il regista sarà presente e «mi sono inventato – dice Correale – 5 minuti di montato di un filmato che ho fatto realizzare al Gaypride di Palermo». Parteciperà Paolo Patanè di Arcigay nell’ambito degli incontri «Chiacchiere sotto il fico». A «Chiacchiere sotto il fico» prenderanno parte anche Giovanna Sonnino e Lucia Sardo presentando il libro «Chiarmastramma», la famiglia Di Grado, Alberto Sironi e Roberto Andò. «Una chiave che non vorrei perdere quest’anno – precisa Correale – è la ricerca della possibilità di un cinema civile oggi».
«Ci sono 3 cose cui tengo molto – sottolinea il direttore artistico – e sono l’omaggio a Roberto Andò e quello a Franco Scaldati: siamo i primi a farlo ed è doverosissimo, la Sicilia con Scaldati ha perduto una parte fondamentale di ciò che rappresentano cinema e teatro». Sarà presentato il documentario poetico di Scimeca «Il cavaliere Sole» assieme ad altri filmati inediti. Su «Montalbano» inedito si terrà una masterclass tra il cinefilo e il popolare. Camilleri in collegamento e Sironi accompagnato da una parte del cast siciliano.
Obiezione direttore: pochi inediti. «Non esistono più inediti per un festival, prima i film arrivano in rete, poi in sala. Questo è il primo anno in cui tutti i film sono in digitale». Per un pubblico nuovo?
«E’ il pubblico che c’è sempre stato in quella parte della Sicilia ma insieme tanti cinefili che arrivano da lontano».
Il problema dei costi? Dalla Regione zero euro, la Provincia non esiste più, il Comune di Pachino sostiene il festival con 25 mila euro e 20 mila arrivano dai privati. «E’ il budget minimo indispensabile. Lavoriamo con il volontariato e in 6 giorni di proiezioni avremo almeno una ventina di ospiti ad accompagnare i film». L’apertura il 23 con Rita Botto e la Banda di Avola.
«Speriamo di ottenere dai nostri sostenitori altri servizi. Il radicamento sul territorio (Marzamemi e Pachino) è la base di partenza. Il festival non è un lascito culturale ma espressione di questo luogo, di questa location straordinaria». La forza viene dal consorzio di commercianti locali e di cittadini. Aria nuova e nuovo portale www. Cinefrontiera. It.

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