The History Boys

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The History Boys

Otto studenti del rinomato istituto Sheffield, nei primi anni ’80, devono guadagnarsi il massimo dei voti per poter accedere alle prestigiose università di Oxford o Cambridge. Il problema è che sono intelligenti ma troppo vivaci, grossolani e poco raffinati. Così arriva il professore di Storia Irwin (Stephen Campbell Moore), gay, cinico, che si pone l’obiettivo di migliorare le loro maniere e il loro stile oltre che di insegnare loro la storia e come cambiarla. Dopo poco sembra che il loro interesse verso il professore di materie generiche, amante della poesia così come della storia, Hector (Richard Groffiths), inizi a diminuire. Hector è un eccentrico grassoltello cinquantenne, anch’esso gay, che tiene molto a come l’insegnamento possa essere applicato alla realtà della vita. Inizia così una “guerra” tra due concezioni della storia, dell’insegnamento e della vita a cui partecipano anche gli studenti. La regia sembra parteggiare comunque per Hector, un carattere assai più docile, un malinconico sognatore, e alla fine anche i ragazzi dimostreranno maggiore devozione nei suoi confronti. Quasi sfacciata la storia dello studente ebreo gay Posner (Samuel Barnett), una specie di Irwin da giovane, che si innamora alla follia del capoclasse Dakin (il bellissimo Dominic Cooper) che invece cerca di catturare Fiona (Georgia Taylor) la bella segretaria del Preside, ma nello stesso tempo cerca di irretire Irwin proponendosi come possibile amante di un giorno. Ci riuscirà?

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8 commenti

  1. Film bizzarro, divertente, istruttivo, altamente scorretto, poetico, irreale ed adorabile. Si sente l’impronta teatrale nella divisione in “sketch”, cosa che non ho trovato affatto negativa, come la leggerezza spensierata con cui si affrontano temi profondissimi e complessi come le tecniche di insegnamento, il rapporto tra insegnanti e allievi, il valore del sapere, il senso della cultura.
    In assoluto il mio film a tematica gay preferito (anche se in fondo la tematica gay è una parte forse minoritaria della trama, benché tutti i personaggi di cui si tratta la sfera sessuo-affettiva sono gay o bisex) Con questo credo di poter smentire almeno in parte malinconico 43, visto che sono giovane assai.

  2. Film ben fatto, affronta vari temi, senza scadere nella banalità.. L’omosessualità è molto presente e trattata senza luoghi comuni. Belle le citazioni culturali, bravi gli attori..

  3. imperatormax

    non per essere scontato ma il film è uno di pochi film realmente validi dove il tema principale è l’educazionee il ruolo fondante nella vita di ogniuno del”docente” di colui che dà gli strumenti ai giovani per crescere e affrontare la vita che non sono la mera nozionistica superficiale imperante della e nella nostra cultura moderna….
    il film è di una poetica sia narrativa sia scritturale e registica non da pochi, riesce con delicatezza sincerità, mai scontato tratta approfondisce e spiega temi importanti attraverso un linguaggio di diversi livelli dove, proprio quello della trama è il meno importante.
    é un film da consigliare:
    – a molti insegnanti, alunni e benpensati come materiale di studio e aggirnamento su cosa è e vuol dire cultura – a tutti gli altyri per godersi una pregevolissima e qualitativamente elevata opera artistica.

  4. Tradisce riferimenti cinematografici ben più riusciti sui rapporti insegnanti-studenti e una matrice teatrale da cui non si stacca (disquisizioni inutili e interminabili sulla storia). Contenutisticamente risulta offensivo per il trattamento della questione omosessuale: Hector, che palpeggia allegramente gli studenti come se nulla fosse, perché tanto è buono e simpatico; Irwin, che nasconde a se stesso prima ancora che agli altri il proprio essere; Posner che canta patetico canzoncine sdolcinate al bel tenebroso e alla fine si accontenta – grato – di un suo abbraccio; e Dakin (bellissimo???)che pur non avendo “tendenze” (il doppiaggio italiano) accetta una “follia” a fine anno proponendosi per una fellatio a cura del professore… gentile concessione… ma siamo pazzi?

  5. Lucamilano

    Film molto bello e con una trama molto toccante in alcuni pezzi del film,di grande spesso morale senza pero’ bigottismi e ipocrisia….ho apprezzato molto il tono divertente e tagliente in alcune scene tipicamente inglesi…..un film che consiglio a tutti e che spero di trovare in DVD……

  6. Alfredo

    E’ un film di nicchia. Non mi stupirei di leggere commenti insulsi a riguardo come su altri bei film presenti nel sito.
    Hector è un insegnante insolito, forse perchè si sente in dovere di insegnare davvero qualcosa, che la cultura non è una banale successione di eventi ma va contestualizzata e fatta propria.
    E poi tutto è cultura. Solo per chi ama il cinema con la A maiuscola, quindi per pochi omosessuali italiani.

  7. malinconico 43

    Stupenda storia su docenti e alunni gay con tutte le varianti psicologiche dei protagonisti.Difficile da piacerre ai giovani di oggi sia per i sottintesi colti (riferimenti ad artisti e poeti omosessuali) ma anche perchè educati (si fa per dire) alle storie americane televisive da Queer as folk. Vedere per credere, oltre che sentire: quella Bewitched (già di Frank Sinatra) è l’essenza dello smarrimento dell’eros non corrisposto.

  8. malinconico 43

    Stupenda storia su docenti e alunni gay con tutte le varianti psicologiche dei protagonisti.Difficile da piacerre ai giovani di oggi sia per i sottintesi colti (riferimenti ad artisti e poeti omosessuali) ma anche perchè educati (si fa per dire) alle storie americane televisive da Queer as folk. Vedere per credere, oltre che sentire: quella Bewitched (già di Frank Sinatra) è l’essenza dello smarrimento dell’eros non corrisposto.

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Varie

“Anni ’80. Una classe di giovani diplomati britannici si prepara per l’ammissione a Oxford e Cambridge. L’amore per la poesia e il desiderio d’imparare rivaleggiano, però, con le pulsioni e i desideri dell’età. Al variare dei metodi dei professori, le materie culturali si alternano con le prime lezioni di vita. Da un testo teatrale di Alan Bennett, una commedia sugli anni del liceo a metà strada fra “Addio Mr.Chips”, “Harry Potter” senza stregonerie e “American Pie” (in versione ripulita), con variazioni gay. Spesso divertente; non troppo sottomesso ai luoghi comuni del filone; recitato da attori in regime di complicità. Sommessa, la regia è al servizio dei dialoghi e della recitazione.” (La Repubblica)

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