Good As You

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Good As You

Prendete otto personaggi, 4 uomini e 4 donne, seguiti per due anni mentre si destreggiano tra nevrosi sentimentali, frustrazioni professionali, piccoli e grandi tradimenti. Aggiungete una buona dose di ironia e irriverenza e avrete tutti gli ingredienti necessari per una commedia brillante. Anzi, ce n’è uno in più: i protagonisti sono tutti gay. Chi più convinto, chi più indeciso, chi propenso invece a una spensierata e “democratica” bisessualità.
Otto personaggi (quattro uomini e quattro donne), tutti più o meno consapevolmente gay, sono destinati ad incrociare le loro strade la notte di Capodanno. Complici l’alcool e una certa atmosfera malinconica e romantica, aiutata da un improvviso black out durante il brindisi, gli otto si troveranno alle prese con un turbinio di confessioni inaspettate, segreti svelati, gelosie e colpi di testa che (ri)accenderanno travolgenti quanto improbabili passioni. L’arrivo dell’alba saluterà così il formarsi di quattro coppie tanto appassionate quanto pronte ad esplodere come una pentola a pressione. Nei mesi successivi, infatti, tradimenti, bugie e fughe stravolgeranno i rapporti tra i protagonisti, culminando in una surreale e trasgressiva festa a tema “le favole”. Qui i fantasmi di ognuno prenderanno a pretesto un buffo scambio di persona (e di maschera) per dar sfogo a tutte le diffidenze e paranoie fino ad allora tenute nascoste “sotto il tappeto“, provocando la rottura definitiva non solo delle coppie ma anche dell’amicizia che legava tra loro i vari personaggi. Ma forse resta loro un’ultima speranza che, così come quel fatidico capodanno in cui tutto ebbe inizio, il caso, il destino (o chi per lui) decida di nuovo di metterci lo zampino.

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Questo film al box office

Settimana Posizione Incassi week end Media per sala
dal 6/04/2012 al 8/04/2012 20  50.583  1.099

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27 commenti

  1. Caro istintosegreto per la verità non mi sono affatto offeso ( so benissimo che non hai intenti offensivi nei tuoi commenti ) e l’ho presa piuttosto sul ridere ma semplicemente non riconosco la verità della tua dissertazione sull’essere gay. Sembra che un maschio gay debba forzatamente essere effeminato e una lesbica una virago. Non è così e non è necessario rispolverare il rapporto Kinsey per suffragare questa mia asserzione e ricordare tutte le gradazioni della sessualità. E’ solo una piccola minoranza omosessuale che assume atteggiamenti o desidera apparire appartenente all’altro sesso. E’ certo la più visibile ed è proprio quella che ha finora indotto il mondo etero a considerare i gay come tu dici , effeminati o virago. E con questo non incolpo nessuno , ciascuno deve essere libero di esprimersi come gli aggrada finchè non lede la libertà altrui. Solamente non vorrei che addirittura noi gay fossimo i primi a rafforzare i pre-giudizi etero nei nostri confronti.
    Per questo ho citato scherzosamente (non te la prendere) Terenzio e “il punitore di se stesso”.

  2. istintosegreto

    Caro Pal39. Mi sei mancato durante questa tua lunga assenza dai commenti. L’aggettivo “sfranta” è un neologismo (lo sentii per la prima volta pochi anni fa a Torre del Lago) utilizzato dagli omosessuali di alcune parti d’Italia per definire un ragazzo effeminato. Probabilmente tra qualche anno sarà più diffuso, come il sostantivo “battuage” che tu hai utilizzato parlando dello SCONOSCIUTO DEL LAGO. Se la mia frase così com’era costruita ti è sembrata offensiva, posso riformularla: la maggior parte degli omosessuali maschi mostra atteggiamenti tipici del sesso femminile, allo stesso modo la maggior parte delle donne omosessuali prende in prestito atteggiamenti maschili. La sostanza non cambia e non c’è nulla da punire, negare, né tantomeno di cui vergognarsi. Non scomodiamo i commediografi di secoli passati. Ognuno deve sentirsi libero di atteggiarsi in modo da riflettere il proprio io interiore. Sono sicuro che un occhio non foderato di mortadella si accorge subito delle mie tendenze e non mi illudo, come invece fanno molti miei amici, di essere “invisibile”. Non ci tengo nemmeno. Non ho nulla di cui scusarmi. Non faccio male a nessuno. Sono proprio i gay, prigionieri di una cultura sessista e antiquata, che insistono nel negare ciò che è lampante, specialmente entrando in una discoteca gay (non solo le serate MUCCASSASSINA): vi è uno scambio di ruoli, cioè a dire le donne sono molto più uomini degli uomini e viceversa. Sembra un gioco di parole, ma è la realtà. E che male c’è? Male è volerla negare. Un giorno magari si smetterà perfino di parlare di atteggiamenti “maschili e femminili”. Dio voglia fare arrivare presto quel dì… ma per ora non è ancora arrivato ed è per questo che cinema e letteratura spesso si prendono gioco di noi utilizzando certi stereotipi. Fino a quando non si scade nell’insulto, perché non riderne?

  3. Tutti i gay quasi tutti “sfrante” (non ho mai sentito la parola ma penso di intuirne il significato) e le lesbiche quasi tutte scaricatori di porto 🙂 ? Credo che l’amico Istintosegreto si sia un pò fatto prendere la mano o il tasto e sia veramente caduto negli stereotipi di cui stava parlando. Perché i gay devono sempre essere così punitori di loro stessi (heautontimorumenos se vogliamo fare i colti) ?

  4. istintosegreto

    Il problema non sono i personaggi stereotipati. Parliamoci chiaro: i gay sono quasi sempre sfrante e la maggior parte delle lesbiche sono delle scaricatrici di porto. Non solo, ma di solito sono proprio le checche ad andare in televisione a strillare: “Ora basta coi preconcetti! Non tutti i gay sono effeminati!!”. Peccato che esibiscano cadenza e movenze alla Valeria Marini. Con gli stereotipi si può giocare. Si può scherzare. Il vero problema è la pièce che ha fornito l’idea: difficilmente poteva fornire una sceneggiatura decente. Rimandavo la visione della pellicola proprio perché anni fa ero stato a teatro ad annoiarmi a morte. Tre attori bravini (Mascino, Silvestrin e Balducci) sprecati con dialoghi banali, in mezzo a colleghi che valgono ben poco. La settima arte di fattura made in Italy continua a mirare al primo piano e sollevarsi a stento dal suolo. Forse mirando più in alto chissà… Per ora comunque i tempi de “Il vizietto” sono mooolto lontani. Certo, all’epoca c’erano Tognazzi e Serrault…
    Non posso esagerare col voto basso poiché in questo paese la gente affolla le sale per robaccia più volgare e inguardabile.

  5. vincent

    Non mi ricordo in vita mia, di aver riso, riflettuto, e di essermi commosso tanto!Un prodotto italiano fatto in un modo talmente eccelso, non è da tutti i giorni; le trovate non solo fresche, nuove, le definirei addirittura geniali.Diverso modo di inquadrare,di presentare i personaggi, non sembra una pellicola italiana per come è diversa e piena di energia, gli attori talmente ben scelti e talmente bravi che mi è sembrato di conoscerli da una vita; è girato con amore e si avverte, perchè è arrivato anche a me.Si è riuscito inoltre, a dare importanza ai minimi dettagli, come la suoneria con la risata della Carrà…GENIALE!!!La bellissima e originalissima animazione iniziale con i titoli di testa…da far invidia al “Club delle prime mogli”.A mio modesto parere Si creato uno nuovo modo di fare cinema ,è stato lasciato il segno sulla cellulosa e dentro il pubblico.Sono convinto che Carmen Miranda da lassù, non solo avrà riso a più non posso, ma avrà anche scosso le spalle e vi avrà fatto l’occhiolino come solo lei sapeva fare a ritmo di chica chica boom chic!!!Ancora complimenti sinceri per quanto ho visto!!!

  6. marcos88

    beh si il film non è affatto male…non capisco tutta questa acrimonia verso questa pellicola..i film di ozpetek sono finti come non si sa..ma forse ai gay piace lo zucchero filato del regista turco..e ben gli sta allora!!!viva good as you allora…

  7. massimo76

    ecco qui un pò di buone recsnioni trovate su good as you Recensioni
    Gradevole, leggera e per nulla volgare, la prima gay comedy italiana aggira l’ostacolo dello stereotipo perché lo accetta consapevolmente destrutturandolo e rendendolo maschera cosciente e vera (Sentieri Selvaggi)
    Film molto spiritoso e fortunatamente non volgare ” (Massimo Bertarelli,”Il cinematografo ” Rai uno)
    Lamberti mette in scena sette personaggi omosessuali senza lesinare critiche, gioie, disagi. Lo fa abbandonando vittimismi e orgogli compensatori, guardando da dentro, facendo a meno di occhi esterni giudicanti o stupefatti. Good as you riesce a sfilarsi dal “divertimento e basta” per accennare a capacità di relazione e accudimento. A nobili aspirazioni. Di libertà meravigliosa parla alla fine del film (D.Vaccarello “Unità”)
    Titoli di testa accattivanti, una prima mezz’ora dedicata alla presentazione dei personaggi per nulla convenzionale ed estremamente godibile,
    Un film da consigliare a tutti e con un finale che apre alla speranza… e in un momento come questo ce n’è davvero bisogno.(S.Frigerio Persinsala”)Good as you è una commedia brillante e molto intelligente, che ha il grande merito di trattare con molta attenzione e cura alcune sfaccettature del mondo omosessuale.(Cinema 4 stelle)
    L’argomento spinoso non ha impedito al regista Mariano Lamberti di confezionare una pellicola onesta e convincente dall’inizio alla fine. “Good as you” è un grido di libertà, che si svincola dai pregiudizi e dagli stereotipi sugli omosessuali attraverso le voci reali e amareggiate dei protagonisti.( Supererga.it)
    Il film ha dalla sua la forza di un’universalità che gli permette di parlare tanto al pubblico omosessuale che a quello etero.(Movieplayer)
    Frizzante e generoso dal punto di vista attoriale, il film di Mariano Lamberti ha in effetti qualcosa che pochi altri film incentrati sulla ‘varietà sessuale’ sembrano possedere, ovvero la libertà di non prendersi troppo sul serio.
    ( Elena Pedoto “Everyeye”)
    Good As You è una spensierata ondata di freschezza ideale per tutti, grandi e piccini (R.Schinardi Gay.it)

  8. Tempo perso vederlo. Francamente pieno di stereotipi e storie insulse. Per non parlare della mediocrità della recitazione. Una curiosità l’attrice L. Mascino che qui interpreta Francesca è la protagonista del telefilm ”Una mamma imperfetta” in onda su rai 2 (consiglio la puntata 1×17 a tema glbt)

  9. thediamondwink

    Imbarazzante, recitazione pazzescamente forzata e, soprattutto, pessima. Onestamente non riesco ad identificarmi in nessuno dei personaggi, ne riesco a credere possa esistere una realtà come quella raccontata. Sicuramente di ‘personaggi’ maniaci di protagonismo ne conosco molti, ma questi sono solo una pallida imitazione raccontati in una commediola da quattro soldi! Non meravigliamoci se ha floppato!

  10. La cosa che mi ha fatto ridere di più, confesso, è stata la crociata di Militia Christi (ma chi sono?) fatta per bandire il film dalle sale. Queste bigotte armate Brancaleone hanno sempre e incredibilmente il pepe nel culo… Per il resto di grandi risate durante il film non me le son fatte , anche se devo dire che non ho visto l’orrore e lo splendore di altri commentatori. I personaggi , del tutto sciroccati e pompati di luoghi comuni nell’insieme creano una atmosfera abbastanza surreale che in alcuni momenti fa sorridere senza però circondarti da particolari volgarità . Questa sgangherata grande famiglia vuol certo far l’occhiolino a Ozpetek ma rimanendo a mio parere a una lunga distanza. Voto 5,30.

  11. cypsel79

    film senza pretese, niente di che in termini prettamente artistici, ma non così male come le numerosissime stroncature indurrebbero a far credere. non vale la pena spenderci dei soldi, ma se scaricato gratis, è assolutamente guardabile, e addirittura godibile se visto per ridere, nello spirito di passare una serata senza tanti pensieri. infatti le situazioni che riescono a strappare la risata disimpegnata ci sono, il ritmo c’è; poi certo chi è di roma e frequenta il circolo mario mieli e muccassassina si diverte anche un’anticchia di più. cmq è da 6 scarso, ma do un’immeritatissimo 8 solo per alzare l’altrettanto immeritato, troppo impietoso 4 che c’è qui.

  12. Una commedia di basso livello che può far sorridere qua e là ma niente di più. Personaggi troppo stereotipati, nessuna trama. Non so se sia un male o un bene per la comunità lgbt un film di questo tipo, considerando che oggi non si riesce a guardare un film solo per ciò che è (un prodotto di intrattenimento) e considerando pure che un film su questi temi inevitabilmente oggi fa cultura e forse anche politica. (Ma magari non lo vedrà quasi nessuno!)

  13. ciao a tutti!…sapete dirmi dove posso trovare il film GOOD AS YOU ?…nn sono riuscita a vederla al cinema e ora non lo trovo da nessuna parte e voglio vederlo!!…aiutatemi 😉 ciao ciao grazie

  14. massimo76

    Ho visto il film e l’ho trovato sinceramente ben fatto, in primis ritmo e direzione degli attori. Non credo di essere stato il solo, ci sono state parecchie risate in sala, accompagnate a volte da applausi. Ma tutto questo sembra passare stranamente in secondo piano, come se l’essere divertente per una commedia sia un fatto scontato. Eppure ne abbiamo avuti di esempi recenti con cast e nomi ben più blasonati dove in sala regnava gelo.
    Per una volta che un film riesce ad essere divertente (senza usare la solita star da cabaret tv che ripropone al cinema il suo personaggio), si sorvola su questo fattore che dovrebbe essere imprescindibile e ci si affretta a denunciare l’inconsistenza.

  15. marcos88

    francamente non capisco i commenti sopra..il film è scritto e diretto benissimo..gli attori sono tutti bravissimi e azzecatissimi..io mi sono divertito un casino..e poi mostra i gays senza filtri ,non come fa il buon ozpetek che li edulcora e li fa somilgiare a degli angeli..questo è un film sui gay anche nero se vuoi,ma onesto..si mostrano gays finalemnte umani..che si amano ,si tradiscono,si lasciano,fanno filgi ..e che cavolo! per una volta che si prova a fare qualcosa di diverso!!!tenetevi pure ozpetek e le sue melensaggini..io mi tengo good as you..:)

  16. maturoroma

    Film fatto sicuramente in buona fede e con grande entusiasmo e professionalità tecnica. Purtroppo non è un bel film. Anzi non è proprio riuscito, pieno di stereotipi, senza ritmo, con molte gag poco riuscite. Una delusione. Il paragone strillato dalla pubblicità con ‘Le Fate Ignoranti’ lascia davvero basiti: quello almeno, che piaccia o no, era comunque un ‘film’. Questo non arriva ad esserlo.

  17. è solo un grosso spot per i locali e la movida festaiola della capitale. un calderone di superficialità fatto coi piedi. se avete intenzione di vederlo pagando comprate piuttosto un gelato che sono soldi meglio spesi

  18. Mi ha divertito, una commedia gay irreale a tratti, con alcune battute incredibili. Si deve entrare nel cinema consci che si sta andando a vedere un film che farà molto sorridere e poco pensare. I personaggi sono calcati all’inverosimile ma anche questo fa parte del repertorio della commedia. Grandissima la colonna sonora delle Kessler

  19. argo56

    Non mi sembra sentissimo il bisogno di fare film così uguali ai vari film di natale. Usa storia fatta di luoghi comuni e una sequela di barzellette per niente originali e poco divertenti. Se il pregio è di essere un punto di vista gay, me ne tiro fuori. E’ un pessimo film! Gay non può essere un merito.

    • Alessandro Bottaro

      Trovo che Good As You sia una commedia fresca e divertente che finalmente fa uscire il tema dell’omosessualità fuori da schemi tipo casi disperati da compatire e basta. Siamo gay e lesbiche con pregi e difetti. E con sana ironia sappiamo riderci sopra.

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trailer: Good As You

Varie

Recensioni:

Gradevole, leggera e per nulla volgare, la prima gay comedy italiana aggira l’ostacolo dello stereotipo perché lo accetta consapevolmente destrutturandolo e rendendolo maschera cosciente e vera (Sentieri Selvaggi)

Film molto spiritoso e fortunatamente non volgare ” (Massimo Bertarelli,”Il cinematografo ” Rai uno)

Lamberti mette in scena sette personaggi omosessuali senza lesinare critiche, gioie, disagi. Lo fa abbandonando vittimismi e orgogli compensatori, guardando da dentro, facendo a meno di occhi esterni giudicanti o stupefatti. Good as you riesce a sfilarsi dal “divertimento e basta” per accennare a capacità di relazione e accudimento. A nobili aspirazioni. Di libertà meravigliosa parla alla fine del film (D.Vaccarello “Unità”)

Titoli di testa accattivanti, una prima mezz’ora dedicata alla presentazione dei personaggi per nulla convenzionale ed estremamente godibile,

Un film da consigliare a tutti e con un finale che apre alla speranza… e in un momento come questo ce n’è davvero bisogno.(S.Frigerio Persinsala“)

Good as you è una commedia brillante e molto intelligente, che ha il grande merito di trattare con molta attenzione e cura alcune sfaccettature del mondo omosessuale.(Cinema 4 stelle)

L’argomento spinoso non ha impedito al regista Mariano Lamberti di confezionare una pellicola onesta e convincente dall’inizio alla fine. “Good as you” è un grido di libertà, che si svincola dai pregiudizi e dagli stereotipi sugli omosessuali attraverso le voci reali e amareggiate dei protagonisti.( Supererga.it)

Il film ha  dalla sua la forza di un’universalità che gli permette di parlare tanto al pubblico omosessuale che a quello etero.(Movieplayer)

Frizzante e generoso dal punto di vista attoriale, il film di Mariano Lamberti ha in effetti qualcosa che pochi altri film incentrati sulla ‘varietà sessuale’ sembrano possedere, ovvero la libertà di non prendersi troppo sul serio.

Elena Pedoto “Everyeye”)

Good As You è una spensierata ondata di freschezza ideale per tutti, grandi e piccini (R.Schinardi Gay.it)


Good As You possiamo tradurlo con Buono Come te, ovvero “uno come te” o “proprio come te”, e il suo senso non cambia: perché se una volta parole come “bisex” o “gay” per qualcuno erano sinonimi di “diverso”, oggi per fortuna non è più così. Ed è nello stile di una frizzante sit-com che Good As You vede in scena otto amici, quattro donne e quattro uomini, che sono buoni o cattivi (proprio come tutti), che a volte si amano e altre si detestano (proprio come tutti), e quindi si prendono e poi si lasciano (proprio come tutti).

Note di regia:

Good As You, che si ispira liberamente all’omonima commedia scritta da Roberto Biondi fenomeno teatrale degli scorsi anni, è una commedia sulla comunità gay raccontata finalmente senza drammi o pietismi. Uno spaccato allegro, autoironico e divertito (a volte provocatoriamente onesto) su vizi e virtù della comunità stessa che, come tutte le minoranze vissute nell’oblio o, nel caso omosessuale, nella vergogna, spesso cerca di arrivare al grande pubblico con un gancio vittimistico (come a dire: “guardate che dramma silenzioso è la nostra esistenza“) o idealizzante (i gay sono tutti buoni, anzi migliori degli altri, come se solo questo potesse “riscattarli dalla loro condizione”). L’intento di “Good as you” è stato invece quello di andare in una direzione
diametralmente opposta. Una scelta precisa, pur nella consapevolezza che un registro di questo tipo (non macchiettistico, né rassicurante) raramente si è visto nel nostro cinema. Good As You è il mondo gay presentato senza facili condiscendenze, senza finti pudori (ma neanche morbose curiosità), dove al giudizio si sostituisce un osservare empatico ma allo stesso tempo oggettivo. È uno sguardo non “sul” mondo gay ma “dal” mondo gay, un qualcosa di veramente inedito per il nostro paese, destinato a far parlare di sé e forse anche a far discutere. In ogni caso, destinato sicuramente ad appassionare.


News del 17 gen 2012:

Le gemelle Alice ed Ellen Kessler tornano in sala d’incisione a distanza di 30 anni con la canzone “The Lady In The Tutti Frutti Hat” celebre successo di Carmen Miranda diventata un’icona della comunità Gay. L’occasione è nata dalla collaborazione delle Kessler con la Master Five Cinematografica che le ha fortemente volute per il tema finale del film di Mariano Lamberti
“Good As You” prima gay comedy del cinema italiano. Distribuito da Iris film in primavera 2012, nel cast Enrico Silvestrin, Lorenzo Balducci, Daniela Virgilio, Micol Azzurro (protagonista del nuovo film di Virzì), Elisa Di Eusanio, l’ex tronista Luca Dorigo, Lucia Mascino e Diego Longobardi (storico direttore del Mucassassina e produttore del film con Davide Tovi).
“Good As You” è stato uno dei primi slogan del movimento omosessuale durante le marce di protesta alla fine degli anni ’60. Tratto dall’omonima commedia teatrale, il film di Lamberti racconta con semplicità e ironia l’intreccio e le storie di otto amici, tutti rigorosamente gay, alle prese con amori, imprevisti, sorprese, gioie e dolori mentre affrontano nevrosi sentimentali, frustrazioni lavorative, piccoli e grandi tradimenti.


CRITICA:

Ecco il tipo di film che ti mette davvero in imbarazzo. Non per i motivi che hanno spinto il movimento Militia Christi a chiedere agli esercenti di boicottarlo, né tantomeno per come è stato presentato alla stampa: «la prima commedia interamente gay», ma per la tipologia dei personaggi (già nella commedia omonima di Roberto Biondi) e il modo di rappresentarli. Non sappiamo a che punto possa favorire lo “sdoganamento” dell´omosessualità – ecco il punto – mettere in scena un microcosmo di decerebrati; tipi che, per levatura intellettuale, gergo, stereotipi – sembrano usciti dal più sciatto dei reality show. La pensosa alternativa posta di continuo dai poveri dialoghi è se sia meglio scegliere la coppia, oppure semplicemente “divertirsi”. Tra una notte di Capodanno al buio e una festa mascherata, Lamberti ci sciorina tutta l´ambiguità dell´abusato acronimo g(ood) a(s) y(ou); ma di allegria, in realtà, ne trasmette pochina. (R.Nepoti, La Repubblica – voto 2/6)

Se questo di Lamberti è il primo film gay, quelli di Ozpetek che sono? Alcuni amici si trovano a Capodanno con appuntamenti al buio, bisticci, ripicche, carnevalate, tristezze: la faticosa normalità gay. Grande abbuffata di stereotipi, con l’effeminato che seduce il maschione, l’omosessuale sensibile, il malato, la lesbica maschia, prevedibile red carpet folk che forse non aiuta la causa anti omofobia. Bravi attori come Balducci, ma siamo ancora alla festa per il compleanno del caro amico Harold. (M.Porro, Corsera – voto 5/10)

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