Boogie Nights

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Un film che piacerà molto al pubblico gay, anche se le scene riguardanti l’omosessualità sono poche (ma colpiscono nel segno). Dietro al personaggio principale possiamo comunque vedere la storia di molte marchette gay, che si prostituiscono per necessità (qualche volta per esibizionismo) e spesso finiscono male. Nel film viene indagato lo sfruttamento di questi giovani nell’ambiente del cinema pornografico. Toccanti le brevi scene dedicate ad un tecnico omosessuale (velato) che si innamora del protagonista. Significativa anche la scena del pestaggio del protagonista in quanto ritenuto omosessuale da un gruppo organizzato di giovani omofobi. Siamo nell’America degli anni ’70, diversa ma non troppo, da quella di oggi.

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A Los Angeles, nel 1977, Jack Horner, regista di film pornografici, non si rassegna ad essere considerato un mediocre, è convinto di valere molto e vuole che il suo cinema migliori sempre di qualità, per ottenere una maggiore considerazione da critici e pubblico. Una sera, in un locale, avvicina Eddie Adams, un giovane che fa il cameriere e, dopo qualche preambolo, lo convince a presentarsi al suo studio per effettuare alcuni provini. Jack si è accorto che Eddie è ben dotato di ciò che soprattutto interessa nelle sue storie. Eddie si mostra del tutto naturale davanti alla macchina da presa, riesce a girare una scena d’amore dopo l’altra, e Jack è molto contento di lui. Preso il nome d’arte di Dirk Diggler, il ragazzo gira un film dopo l’altro, diventando in breve molto famoso. Le cose sembrano andare bene per qualche tempo finché, all’inizio degli anni Ottanta, comincia a verificarsi una crisi sempre più accentuata di quel tipo di film. E’ il momento in cui si fa largo il sistema delle videocassette, che va a sostituire il prodotto in pellicola. Tra Jack, Dirk e la protagonista femminile Amber i rapporti peggiorano, le liti sono sempre più frequenti. L’ambiente si deteriora e Little Bill, uno della troupe, non regge alla situazione e si uccide. Abbandonato a sé stesso, Dirk diventa una specie di vagabondo. Quando si rende conto di non potere sopravvivere da solo, torna da Jack, che nel frattempo ha ripreso a produrre film, ora su nastro magnetico. Mentre si prepara, davanti allo specchio, Dirk si autoincensa, complimentandosi con sé stesso per la propria, ancora intatta “carica interpretativa”.

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