Dalla rassegna stampa Cinema

Boogie Nights

Avviso agli spettatori d’ambo i sessi. Ci potreste restar male quando nell’ultima inquadratura il protagonista di Boogie Nights esibisce la ragione per cui femmine e produttori gli sono corsi dietro tutto il film…

Avviso agli spettatori d’ambo i sessi. Ci potreste restar male quando nell’ultima inquadratura il protagonista di Boogie Nights esibisce la ragione per cui femmine e produttori gli sono corsi dietro tutto il film. Ma non fatevi abbagliare e soprattutto non istituite paragoni a vostro discapito: quel membro virile di mostruose proporzioni è solo una finzione, rientra nel dominio degli effetti speciali. Si tratta comunque dell’apriti sesamo che permette allo sguattero Eddie di trasformarsi in Dirk Diggler, un idolo dell’ancor folta clientela delle «luci rosse» a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta. Insieme al trionfo e alla decandenza del protagonista, quando il crescere d’età e la cocaina non gli concedono ormai di essere sempre pronto alla bisogna, il film di Paul Thomas Anderson racconta infatti l’ultima stagione d’oro del porno-cinema su grande schermo, un rito collettivo destinato a svilirsi nel commercio delle videocassette a privato uso masturbatorio. E’ una trovata aver fatto di un produttore hard un don Chisciotte del film artistico nemico della pornografia volgare. Mentre gli affari vanno male, Jack Horner (una robusta e ispirata personificazione, che ha valso a Burt Reynolds la nomination) si attesta ostinatamente sullo specifico pellicolare e giura che non si abbasserà al video: passo al quale gli eventi successivi ahimé lo costringeranno. Il senso amaro del film è che nonostante i vizi e le droghe, le grettezze e le brutture,l’ambiente del sottocinema di vent’anni fa era più umano di quello odierno. Fondata o meno l’ipotesi, l’autore (che si professa gran conoscitore della porno-filmografia) si impegna nel rappresentare quell’ambiente scomparso tenendo d’occhio “La dolce vita” e “Nashville”. Fra i tanti modelli del film figura anche un’esplicita citazione da Tarantino nella scena in cui Eddie per disperazione si lascia trascinare a compiere una rapina con risvolto paradossale. A volte la tentazione descrittiva prevale sul ritmo, mentre i personaggini da tener d’occhio diventano troppi. Però i ritratti principali sono adeguati e ben serviti dal protagonista Mark Wahlber, da Julianne Moore che si batte per l’affidamento del figlioletto dalla posizione giuridicamente scomoda di attrice disinibita, da Heather Graham ragazza sui pattini e da tutto resto dell’affiatata compagnia….

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