Mio figlio

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Mio figlio

Si tratta di una miniserie in due parti che porta finalmente all’attenzione del grande pubblico della rete ammiraglia RAI la delicata questione del rapporto tra un padre ed un figlio omosessuale, entrambi poliziotti. Si pone come un prodotto di forte impatto per il pubblico di quella fascia oraria che ha finalmente la possibilità di confrontarsi con una figura di un giovane gay visibile ed impegnato in un rilevante ruolo istituzionale. Il padre nella fiction è interpretato da un attore molto popolare e conosciuto in passato per ruoli da macho di ben altro tenore: Lando Buzzanca. Interpreta il ruolo di Federico Vivaldi, commissario di polizia pragmatico e pieno d’ironia. L’attore, orgoglioso di partecipare a questo progetto, ha dichiarato: “Il cinema ha spesso affrontato questo tema, ma mai dal punto di vista di un padre. Se riuscissimo a fare vedere questa fiction a milioni di italiani avremmo fatto un servizio civile”. (Arcigay.it)

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12 commenti

  1. The King

    E’ stato un film bellissimo, che sottolinea il vero amore tra due raagzzi… sarebbe bello se ci fosse un seguito.. da quello che so era in produzione spero che lo mandino in onda…. se qualcuna sa qualcosa mi faccia sapere… bacio the king

  2. Piaciuto moltissimo da tutti i punti di vista: regia, attori e qualità della recitazione, credibilità della storia e dei sentimenti coinvolti. Bella la prospettiva del genitore (sia madre che padre), fantastico Buzzanca che si deterge così da anni di una comicità che non mi ha mai fatto ridere e si dimostra attore vero. Mi ha commosso anche il finale, lieto ma non melenso. Bellissima la citazione di Mascagni “se vedo che non ci sei (in Paradiso), non ci entro neanche. Questo è quello che provo per mia moglie”.

  3. lindobg

    Bellissimo film, tremendamente vero e attuale, serio e travolgente. Parola di un maresciallo dei CC. Purtroppo qualcuno tenta di rendere drammatico ciò che invece deve e ripeto, deve essere normale e accettato. Salve a tutti.

  4. Il film ha avuto “funzione sociale” importantissima nelle famiglie italiane. Un film come questo, e con ascolti così alti, a volte è più efficace di un gay pride che se tutto va bene passa appena qualche secondo sul tg3. Bravo Buzzanca! …a proposito, qualcuno conosce un indirizzo email di Buzzanca x esprimergli solidarietà contro i vergognosi attacchi di alcuni giornali? Ciao!!

  5. agrippa

    Il solito errore, presente in decine e decine di film.
    A Trieste c’è un arcivescovo. Lo si vede alla scena della premiazione del figlio di Vivaldi. Ma l’arcivescovo “è vestito da cardinale”!! I vescovi e gli arcivescovi sono vestiti di violaceo (zucchetto, fascia alla vita, ecc.), mentre i cardinali, detti anche porporati, sono vestiti di rosso, come il figurante che interpretava la parte del prelato. Aggiungoi che i cardinali sono in tutto il mondo circa 170, mentre i vescovi sono migliaia e migliaia – in ogni diocesi c’è a capo un vescovo, o un arcivescovo.
    Estremamente improbabile che alla cerimonia triestina fosse presente il patriarca di Venezia, che è un cardinale: in genere, è il vescovo della città a presenziare a queste cerimonie pubbliche.
    Vediamo la prossima volta….

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Federico Vivaldi (Lando Buzzanca), commissario di polizia pragmatico e pieno d’ironia, presta servizio a Trieste. Ha un’ex-moglie, Laura (Caterina Vertova), con la quale ha conservato un rapporto profondo nonostante la donna abbia un nuovo compagno. Ha anche un figlio, Stefano (Giovanni Scifoni): un bel ragazzo di venticinque anni che studia giurisprudenza, ma soprattutto, lavora in polizia, come suo padre.
Pur essendo addetto al controllo dei clandestini presso un centro di accoglienza della costa, Stefano incontra spesso Federico sul lavoro e, tutte le sere, si vedono a casa.
Lungo una scogliera, di notte, durante un ambiguo party, una ragazza viene assassinata.
Stefano è presente a quella festa con due suoi amici, ma quando il padre inizia le indagini, il ragazzo omette di raccontare della sua presenza sul luogo del delitto per paura che il padre scopra la sua omosessualità.
L’unica che conosce il suo segreto è la madre Laura. Quando, nel corso dell’indagine Stefano è costretto a rivelare la verità, che viene divulgata anche nell’ambiente di lavoro, Federico ha una crisi di coscienza ritenendosi responsabile di quello che lui sente come un grande fallimento.

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