Dalla rassegna stampa Cinema

Le peripezie sentimentali di Gassmann e Bentivoglio

di Maurizio Porro

Il messaggino civile, tollerante sulle unioni omosessuali di Croce e delizia è lodevole specie in tempi bui e il regista Simone Godano impacchetta la materia esplosiva (Gassmann e Bentivoglio sono la coppia meno credibile della storia) in confezione da commedia sociale con maxi salto di classe come in Ferie d’agosto: c’è la famiglia pescivendola in sandaloni, nipote di Sordi e Anna Longhi; c’è quella snob allargata delle «vacanze intelligenti», che s’occupa d’arte e coltiva sadiche nevrosi nel cuore della figlia (Jasmine Trinca).

Sarebbe sociologia da souvenir d’Italie se i due pater familias non fossero innamorati pazzi: il buzzurro neo vedovo (Gassmann), dalla dizione confusa, con figlio biondino e omofobo (Filippo Scicchitano) contrario alle gayezze del dandy pluri padre Bentivoglio, che sembra un barone di Charlus per turisti proustiani.

L’unione, tra imbarazzi, happy hours e partite di calcio («Forza il Lazio!») scivola in varie peripezie (ahimè non manca la scena in cui cantano tutti in auto e pure il piangendo sotto la pioggia) e richiama in servizio nevrosi d’infanzia. Ma alla fine vince il sentimento, i figli s’arrendono e il pubblico ride perché sa che la realtà è altra. A cavalcioni tra commedia rosa e il rosa serio del cuore, il film è una decalcomania italiana usa e getta (come Puoi baciare lo sposo), ma tenta di aggiornarsi ai tempi grazie agli slalom della sceneggiatura e alla prontezza di riflessi di un cast malizioso dove, per una volta, i giovani sono reazionari. Voto: 6,5/10

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