Dalla rassegna stampa Cinema

Il mio Vangelo secondo Matera

Intervista con Paolo Di Paolo di Marco Belpoliti

Nel luglio del 1959 Paolo Di Paolo, classe 1925, allora giovane fotografo de Il Mondo e di tante altre testate, aveva accompagnato con la sua macchina Pasolini per un reportage lungo i litorali italiani. Non era stata facile la compagnia dello scrittore: in auto lunghissimi silenzi. Poi, dopo un paio di mete, ciascuno aveva proseguito per conto suo. Di Paolo preoccupato aveva mandato a Successo di Arturo Tofanelli le prime immagini, ma il direttore lo aveva rassicurato: “Ho già letto il testo di Pasolini, bellissimo; lui insegue i suoi fantasmi del passato, tu fotografi l’Italia di oggi”. Si erano poi rivisti per altri servizi a Roma, a Monte dei Cocci, e davanti alla tomba di Gramsci nel 1960; nel 1962 con Anna Magnani, di cui Di Paolo era amico. Tuttavia la deferenza per lo scrittore gli era rimasta. Oggi Paolo Di Paolo è finalmente uscito dal cono d’ombra grazie a un libro che raccoglie le sue bellissime fotografie, Mondo perduto. Fotografie 1954- 1968 (Marsilio Editore), curato da Giovanna Calvenzi, cui seguirà una mostra in marzo presso il museo Maxxi di Roma. Contiene, tra le altre cose di quell’Italia del passato, immagini del Vangelo secondo Matteo.
«Pasolini mi ha telefonato», racconta il fotografo, «per dirmi se volevo andare sul set del suo film. Ci sono andato subito, mi interessava molto ritrarlo. Conoscevo Matera. A metà degli anni Cinquanta, tra il 1955 e il 1956, c’ero stato. Avevo scattato fotografie delle chiese rupestri, che si andavano scoprendo lì intorno ». Dov’era il set? «Quel giorno da Matera s’era spostato sul confine tra Basilicata e Puglia, in un castello normanno, credo a Gioia del Colle. Stava girando delle scene della danza dei veli, quella di Salomè. C’erano le comparse, molte comparse in costume, e poi le attrici che recitavano nel ballo. La cosa che mi aveva colpito era l’atteggiamento che la troupe manteneva con lui. Sono stato su tanti set, e sempre dominava uno spirito caciarone, rumoroso: battute e lazzi. Lì invece c’era come una compostezza da parte di tutti. Le comparse erano rispettose, educate. Pasolini, come si sa, non aveva una gran voce; la sua era una vocina, flebile, perciò usava il megafono, ma anche in quel modo lo si sentiva poco quando dava gli ordini di regia. Come regista risultava perciò ben poco oppressivo. Dirigeva con garbo, e tutti lo stavano ad ascoltare».
Su quel set, a Matera e altrove, il regista aveva portato i suoi amici, e la madre Susanna: Mario Socrate, Marcello Morante, Elsa Morante, che figura nei titoli come assistente alla regia, Francesco Leonetti, Rodolfo J. Wilcock, Natalia Ginzburg, Alfonso Gatto, Giorgio Agamben, poi attori presi dalla vita, come usava fare. Lì compare per la prima volta Ninetto Davoli, che interpreta un pastore. Riguardo la madre, Di Paolo racconta di quando l’aveva ritratta con il figlio nella loro casa romana di Monteverde: « Un bell’appartamento al piano terra, e con il giardino. La madre era una persona speciale cui Pasolini era molto legato. Si capiva subito che tra loro c’era un’intesa, una intimità; era un idillio. Lei lo osservava compiaciuta».
Di Paolo ha diverse foto di loro due insieme. In uno scatto si vede Susanna dietro di lui; osserva Pier Paolo seduto al tavolo mentre legge; entrambi chinano la testa. Prima di arrivare ai Sassi di Matera, in cui girerà nel 1964 le scene del suo Vangelo rimaste celebri, il regista aveva fatto un sopralluogo in Palestina, ma aveva presto rinunciato: la modernità aveva alterato i luoghi descritti dai Vangeli; solo case, condomini, kibbutz, niente del passato anche qui. Per questo aveva scelto la Basilicata, la Puglia e anche la Calabria, allora territori non raggiunti dall’incipiente boom economico, rimasti per molti aspetti remoti e arcaici, un mondo primitivo e insieme medievale,

Le fotografie di queste pagine sono state scattate da Paolo Di Paolo, che allora lavorava per la rivista Il Mondo, nel 1964.
Il fotografo aveva raggiunto Pier Paolo Pasolini, impegnato nella lavorazione del film Il Vangelo secondo Matteo,
che fu girato a Matera e nei dintorni della città lucana per la sua somiglianza con la Gerusalemme dell’epoca di Gesù. Queste foto e molte altre ancora inedite di Di Paolo, oggi 93enne, verranno esposte in occasione della mostra promossa da Gucci “Paolo Di Paolo – Mondo Perduto”, in programma presso il Museo Maxxi di Roma il prossimo marzo

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