Dalla rassegna stampa Società

IL VESTITO FUCSIA E LE BATTAGLIE PER I DIRITTI GAY

IL VESTITO FUCSIA E LE BATTAGLIE PER I DIRITTI GAY

Meglio sporco di pipì che vestito di rosa”. La frase shock scritta da una mamma alle maestre di un asilo di Chivasso per lamentarsi del fatto che, in assenza di altro, avevano messo al figlio un vestito fucsia “da femmina”, creandogli “conflitto sull’identità di genere”, mi ha fatto tornare in mente il celebre detto bolognese “L’è mêi un fiôl lêder che un fiôl busôn”. Frase che comparve sullo striscione che apriva il corteo per la “conquista” del Cassero di Porta Saragozza da parte del movimento gay e in una canzone pacifista degli Skiantos.

Erano gli anni Ottanta, e sono tornati di attualità con la decisione del sindaco Merola di assegnare il Nettuno d’oro a Franco Grillini, protagonista di tante battaglie per i diritti dei gay. Grillini in quella occasione ha ricordato un curioso episodio avvenuto anni fa in una sezione del Pci dopo un suo intervento quando un anziano militante iniziò dicendo “sono d’accordo con il compagno busone”. Era il segno di un cambiamento traumatico per la vecchia guardia, ma irreversibile. Quello che oggi ci porta a dire che siamo orgogliosi del nostro preziosissimo concittadino busone.

Aldo Balzanelli


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