Dalla rassegna stampa Musica

«OGNI VOLTA CHE È NATALE»

«OGNI VOLTA CHE È NATALE»
Brano inedito per il ritorno di Raffaella Carrà

Ritorno in grande stile per Raffaella Carrà che dopo 5 anni esce con un nuovo cd «Ogni volta che è Natale» dove l’artista si è divertita a riarrangiare brani classici come «Feliz Navidad» «Merry Christmas» «Jingle Bell Rock». Un cd pieno di colori e allegria. C’è solo un brano inedito, «Chi l’ha detto», del quale c’è anche un video: «Ho chiesto io di avere anche una famiglia omosessuale, perché è nel tempo, è nelle cose» ha spiegato la Carrà che tornerà in tv il 7 dicembre nello speciale dello Zecchino d’Oro, condotto da Carlo Conti.


da Repubblica.it

Raffaella Carrà vi fa gli auguri: “Una canzone per tutte le famiglie, anche quelle omosessuali”

Un disco, ‘Ogni volta che è Natale’, contenente gli standard natalizi più famosi (ma anche ‘Hallelujah’ di Cohen) e un inedito, ‘Chi l’ha detto’, con un video in cui compare una famiglia gay. Un inno alla tolleranza: “Il mio augurio è che si butti nel cestino il verbo ‘litigare’. E spesso sono le donne a farne le spese…”

di LUIGI BOLOGNINI

Quanti cantanti avrebbero il coraggio di fare polemica con la casa discografica nella conferenza stampa di presentazione di un disco? Forse nessuno. E infatti non è una cantante, o meglio è anche una cantante, Raffaella Carrà, che nella vita ha fatto di tutto. E che ora torna a cantare 22 anni dopo Carramba che rumba!. E torna con Ogni volta che è Natale, disco che è esattamente quel che sembra dal titolo, una raccolta di classici delle feste (White Christmas, Jingle Bells Rock), come da decenni si fa nel mondo anglosassone e come sta diventando usanza anche qui. Però ci sono anche canzoni particolari come la popolare spagnola Marimorena o Hallelujah di Leonard Cohen.

È quasi Natale, Raffaella Carrà torna con un disco: “Ci ho pensato molto, volevo smetterla”

E la polemica? Beh anzitutto perché Feliz Navidad di Josè Feliciano non è in versione reggaeton come avrebbe voluto: “Non è giusto che sia l’unica a non aver fatto un reggaeton, è un ritmo che ho dentro, avevo anche chiamato un rapper americano per l’introduzione. Niente, la Sony ha voluto che restasse com’è”. Mentre non c’è del tutto un’altra canzone, titolo sconosciuto: “Una canzone filippina che duettavo con una ragazzina di 12 anni di Manila, Angelica. Era stata tradotta, ma ero anche riuscita a cantare il ritornello in filippino, e non sto a dire che fatica è. niente, sparita”. Aggiungiamoci che la Raffa nazionale ammette tranquillamente che non aveva la minima intenzione di cantarlo, questo disco: “La Sony ha insistito, dicendomi che tutti hanno un album di Natale, e mi ha spedito 60/70 canzoni di repertorio. A quel punto, ascoltandole, ho pensato che il materiale c’era e ho detto di sì. Il risultato è bellissimo e sono davvero contenta. Questo disco, se lo ascolto, sono proprio io: ci sono mille colori, sentimenti, cose tenere e da ballare”.

Riarrangiate da Valeriano Chiaravalle, Happy Xmas (War is Over) di John Lennon diventa un valzer, White Christmas uno swing alla Sinatra, Hallelujah di Leonard Cohen splende con un’orchestra classica e due giovani cantanti liriche. C’è anche un inedito, Chi l’ha detto, scritta da Daniele Magro, il primo singolo, che mescola riferimenti alle feste, alla precarietà di questi tempi e ai rapporti umani, “con un po’ di ironia, come quando dico ‘Il Natale è bello per chi ci crederà’. E nel videoclip, dove i sogni di alcune persone si avverano, ho voluto inserire anche una famiglia gay, ma in modo dolcissimo”. Ovvero, tra i sogni di Natale che si avverano per alcune persone c’è anche quello di un ragazzo che si ritrova di colpo un fidanzato.

D’altronde è noto che la Carrà è un’icona gay da tempi insospettabili. Quasi mezzo secolo. “Ero impegnata nella prima Canzonissima, 1970, e iniziai a ricevere lettere di ragazzi disperati per le incomprensioni con la famiglia, pronti a uccidersi. Io non capivo, e qualcuno mi spiegò. E poi ero circondata di costumisti e truccatori gay. Sono persone per cui provo tenerezza, anche se sono diventata un loro idolo mio malgrado. Mi invitano di continuo a feste e appuntamenti gay. Allora l’anno scorso sono andata al Pride di Madrid così ho preso tutti i gay spagnoli in un colpo solo”. E Madrid apre il discorso della Spagna, paese dove è un idolo quanto in Italia, con la differenza che lì ottiene anche riconoscimenti ufficiali: “Il primo me lo diede re Juan Carlos anni fa. Andai alla Zarzuela e chi incontrai? Andreotti. Mi guardò e mi chiese cosa ci facessi lì. Lo tranquillizzai: ‘Non si preoccupi, onorevole, non intendo rubarle il governo’. Mentre lo scorso anno l’ambasciatore spagnolo mi ha premiato all’Auditorium della Musica di Roma nominandomi Dama dell’Ordine al merito civile di Spagna. Lì qualcuno ha cominciato a dire che anche l’Italia deve darmi qualche onoreficenza. Per me è uguale anche se non mi danno il Cavalierato del lavoro, non voglio raccomandazioni: se non si sono accorti che merito dopo tanti anni di tv, è uguale. Il premio più importante è che la gente mi voglia bene anche se non mi vede in tv”. Almeno a quest’ultima pecca si rimedierà a breve: la Carrà sarà ospite prossimamente a Che tempo che fa di Fazio e allo speciale natalizio dello Zecchino d’Oro del 5 dicembre con Carlo Conti, dove canterà Happy Xmas (War is Over) col Piccolo coro dell’Antoniano, come nel disco.

Sarà proprio per questa assenza dagli schermi (ultima presenza, giudice a The Voice of Italy nel 2016) che la Raffa ha una gran voglia di parlare di tutto. Anche delle violenze contro le donne, di cui si è appena celebrata la giornata di sensibilizzazione: “Il mio augurio per Natale è che si buttasse nel cestino il verbo litigare: la lite va a finire nella violenza e a pagare nella maggioranza dei casi siamo noi donne. La mia speranza è che gli uomini siano più comprensivi e che le donne contino fino a dieci, che siano così brave da non litigare perché – sottolinea – quando litigano lui ha il sopravvento. E quando una storia si chiude ci deve essere il rifiuto totale di andare all’ultimo appuntamento. È quello il più pericoloso”. Parola di una donna che – ammette – ha avuto la fortuna di trovare uomini che hanno creduto in me, da Boncompagni in poi. Non era un rapporto paritario, ma ho avuto gli uomini giusti e poi me la sono giocata alla grande, Sono stata e sono una donna libera e spero di aver dato a tutte le donne il coraggio di esserlo. Il pubblico femminile mi segue perché sente che ci sono. Sono dalla loro parte. E quando posso lo dimostro sempre anche in privato”.

E anche alle donne è rivolto l’ultimo appello per vendere il disco: “Le pareti del mio studio sono piene di dischi d’oro e di platino per tutte le canzoni che ho venduto. Ma c’è ancora una macchia bianca, c’è posto giusto per un altro disco d’oro. Aiutatemi a colmarlo”. D’oro come i capelli dell’inossidabile caschetto biondo ideato mezzo secolo fa dal parrucchiere Vergottini. Non si diventa un’icona per caso.


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