Dalla rassegna stampa Cronaca

"Io, gay e nero cacciato dal bar li ho denunciati"

“Io, gay e nero cacciato dal bar li ho denunciati”

Si è presentato ai carabinieri di Crescenzago “Non so se il motivo fosse il mio colore o il sesso”

È entrato in un bar di via Padova, in compagnia di un amico, per fare la prima colazione. Il barista, subito dopo averlo visto, lo ha gelato: « Vattene via, non voglio servirti ». Protagonista della vicenda è un trentaseienne italiano di origini brasiliane che, nella denuncia poi presentata ai carabinieri della stazione Crescenzago, si definisce «un maschio di colore che indossa abiti femminili».

Nella denuncia, depositata ieri, l’uomo ammette di non avere compreso la ragione per cui il barista si sia rifiutato di servirlo. «Non posso affermare se il motivo del suo comportamento fosse riconducibile a motivi razziali o in riferimento al mio sesso » . Quello su cui invece il 36enne non ha dubbi è sul fatto che il barista, dopo avergli intimato di lasciare il locale, ha aggiunto: « Chiama chi vuoi, anche i carabinieri, basta che te ne vai».

All’episodio, avvenuto alle 7 del mattino, hanno assistito alcuni anziani frequentatori del bar, che non avrebbero preso posizione in difesa del cliente cacciato, né avrebbero spalleggiato il barista determinato ad allontanarlo dal locale. L’uomo, dichiaratamente omosessuale, racconta: «Mi ero fermato nel bar al termine di una notte in discoteca, ma non ero certo ubriaco né su di giri. Semplicemente, volevo fare colazione. Non vedo nessun motivo razionale per cui mi possa essere stato negato l’accesso al locale, tanto più che io e il mio amico sin da subito ci siamo comportati con cortesia » . La vittima tiene anche a rimarcare « l’estrema professionalità e sensibilità dei carabinieri, nel raccogliere la denuncia e nel volere approfondire l’esatta dinamica dei fatti».

Michele Albiani, responsabile Diritti del Pd milanese, commenta: « Se la dinamica dell’episodio sarà confermata, e sono certo che lo sarà, ci troviamo di fronte a un episodio di discriminazione grave e inaccettabile per la nostra città e per il nostro Paese. Siamo sicuri che le forze dell’ordine e la magistratura puniranno chi si è comportato in questo modo indegno».

La denuncia arriva nel giorno in cui i militanti del Popolo della Famiglia, movimento fondato dal blogger Mario Adinolfi, hanno manifestao in corso Buenos Aires contro la decisione di Atm e Comune di rendere permanente la decorazione con bandiera arcobaleno sui muri della stazione della metropolitana Porta Venezia, zona di locali gay friendly. Gli attivisti anti- gay, una decina in tutto, sono stati contestati da alcuni giovani passanti. Non invece dalle associazioni per i diritti delle persone omosessuali, che hanno bollato l’iniziativa come « inutile e indegna di attenzione ». Per evitare possibili disordini, nel luogo del presidio è intervenuta la polizia.

La denuncia

Il trentaseienne si è rivolto ai carabinieri. «Non capisco perché sia successo, volevo solo fare colazione»

Franco Vanni

21/10/2018

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