Dalla rassegna stampa Cinema

Mamma mia che errore! Ridateci la nostalgia

Mamma mia che errore! Ridateci la nostalgia

ROBERTO NEPOTI

Se un film ha successo capita spesso che se ne faccia un sequel, raccontando vicende seguenti a quelle che già si conoscono; più di rado se ne ricava un prequel, narrando quelle precedenti. Caso più unico che raro, Mamma mia! Ci risiamo è contemporaneamente un seguito e un prequel del grande successo di pubblico di dieci anni fa, visto e rivisto al cinema e in dvd da milioni di spettatori. In montaggio alternato, assistiamo a due linee narrative diverse: da una parte Sophie (Amanda Seyfried), la figlia della defunta Donna, si adopra per organizzare l’inaugurazione del suo hotel nell’isoletta greca di Kalokairi; dall’altra una giovane ed esuberante ragazza (Lily James, non dotatissima per il musical) fa la turista, vivendo parentesi sentimentali con tre giovanotti prima di approdare alla stessa isola.
I due tracciati risultano intimamente legati; e qui evitiamo il minimo accenno di spoiler, anche se dopo mezz’ora chiunque avrà capito in che modo lo siano. Basterà dire che sull’idilliaca Kalokairi sta per arrivare una folla di gente: oltre alle due migliori amiche di Donna — Rosie e Tanya — i tre padri putativi di Sophie, la sua nonna indegna ed egoista, il suo fidanzato. Quanto ai vip attesi per dare visibilità all’evento, il meteo rema contro: una tempesta improvvisa (che sullo schermo dura tre minuti) rovina la festa, mandando a catafascio arredi e vivande. Nulla, però, riuscirà a evitare che tutto finisca bene. Se l’affezione non li obnubila, difficilmente anche i fan più incondizionati troveranno soddisfacente la seconda parte del loro musical del cuore. Rispetto all’originale Mamma mia!, ambientato in scenari di cartapesta e ammiccante finché si vuole, ma dotato di una notevole energia comunicativa, qui si sente lo sforzo, il tentativo faticoso di trovare la quadra per far contenti gli ammiratori.
Dentro c’è di tutto, di più: come in una ricetta piena di ingredienti e calorie, ma alla fine un po’ insipida. Sfuma il motivo della nostalgia, fondamentale nel prototipo; mentre i numeri musicali (troppi), avendo quello già sfruttato le canzoni più note degli Abba, devono contentarsi di brani meno efficaci ( When I kissed the teacher, Andante Andante), o di un “numero” incongruo come Fernando, per la coppia Cher-Andy Garcia (che pare uscito dallo spot dell’amaro). Però il peggio tocca alle star della puntata precedente (sulle cui età non si contano le incongruenze cronologiche).
Se Meryl Streep soggiorna sullo schermo pochi minuti, a confronto con i rispettivi alter-ego giovani Brosnan, Firth e Skarsgård ci fanno la figura di bellocci invecchiati, finiti un po’ per caso nella lista degli invitati.

VOTO: 2,5/5

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