Dalla rassegna stampa Cronaca

«Io, massacrato perché sono gay»

«Io, massacrato perché sono gay»
Il racconto del ventunenne: sono terrorizzato, da quand’è successo non esco

Erano in cinque, romani, da loro calci e pugni anche quando ero già in terra»

Rinaldo Frignani

«Mi hanno avvicinato, erano in cinque, sembravano romani. Mi hanno circondato e uno di loro a bruciapelo mi ha chiesto “sei gay?”. Ho risposto di no, istintivamente. Avevo paura che mi picchiassero. Ho detto di no perché credevo che mi avrebbero lasciato andare. Alla fine lo hanno fatto lo stesso, mi hanno massacrato di botte lasciandomi sanguinante sul marciapiede. Trovo assurdo che persone come queste possano avere un figlio e io no». Ha 21 anni ed è ancora terrorizzata, al punto da essersi chiusa in casa, l’ultima vittima di un’aggressione omofoba. Si tratta di un commesso che lavora in un negozio di abbigliamento di viale Marconi finito in ospedale per contusioni alla testa, al volto, alle braccia e a una gamba dopo essere stato malmenato, preso a calci e pugni anche quando si trovava già a terra, da un gruppo di bulli. Non è comunque in pericolo di vita anche se la paura è stata tanta. L’aggressione è avvenuta nella tarda serata di domenica scorsa sempre a viale Marconi da dove la vittima si stava spostando da sola per prendere i mezzi pubblici e tornare a casa alla periferia est della Capitale dove convive con un’amica. «Sembravano romani – racconta ancora il ventenne -, non erano molto giovani ma avevano fra i 25 e i 30 anni. Mi hanno buttato a terra e mi hanno continuato a picchiare, poi sono scappati ma non so se in macchina o in motorino. Io li ho visti andare via a piedi». Il giovane non ha ancora presentato denuncia alle forze dell’ordine ma potrebbe farlo nei prossimi giorni. Intanto i suoi amici, visto che il commesso non aveva voluto esporsi in prima persona, si sono rivolti al gay Center per segnalare l’accaduto e gli operatori del centralino anti violenza e anti discriminazione hanno poi contattato il ventenne, medicato e dimesso dal pronto soccorso con alcuni giorni di prognosi. Lui ha confermato tutto. Gli accertamenti investigativi sarebbero comunque già scattati anche in attesa della denuncia della vittima e sebbene la sua prognosi sia inferiore a 21 giorni. Non si esclude che il pestaggio possa essere stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. Secondo Fabrizio Marrazzo, responsabile del gay Center e della gay Help Line 800713713, «serve subito una legge nazionale contro l’omofobia. Riceviamo in media 50 segnalazioni al giorno, l’estate è un periodo nel quale aumentano le denunce di aggressioni, mentre d’inverno dobbiamo fare i conti con quello che succede nelle scuole che è drammatico. Alla sindaca Virginia Raggi – dice ancora Marrazzo – chiediamo un incontro urgente per studiare un piano concreto contro l’omofobia che deve partire dalla Capitale. Alla gay Help Line arrivano 20 mila segnalazioni l’anno e per questo motivo lanciamo un appello anche al premier Giuseppe Conte e al sottosegretario alle Pari Opportunità Vincenzo Spadafora».

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