Dalla rassegna stampa Cinema

Italia e omogenitorialità: cosa è priorità e cosa no - Patrik 1,5

Italia e omogenitorialità: cosa è priorità e cosa no – Patrik 1,5

Meglio una qualunque composizione “padre-madre”, insomma, che nessuna in generale; non sarebbe ora di riconoscere che su alcuni argomenti ci possa essere qualcosa di più importante dell’adesione stretta alla normativa?

“Patrik 1,5” è una commedia drammatica di produzione svedese del 2008 scritto da Ella Lemaghen da un soggetto di Michael Druker, diretto dalla stessa Lemaghen. Il film vede come protagonista la coppia omosessuale formata da Sven e Goran, decisi ad adottare un bambino; al posto di un bimbo di un anno e mezzo, per un errore di battitura, a casa loro arriva un 15enne problematico sballottato per tutta la vita tra riformatori e famiglie affidatarie: tra i tre nascerà uno strano legame d’affetto.

Che l’omogenitorialità sia uno degli argomenti di discussione più calorosi di questo ventesimo secolo (assieme a diversi altri, ovviamente, alcuni dei quali anche di più urgente importanza) è indubbio.

Tra manifestazioni a sostegno di omosessualità, transessualità e pansessualità e chi sottolinea i pericoli sociali, psicologici ed emotivi della tanto vituperata “ideologia gender”, il fatto che una coppia omosessuale possa o meno adottare dei bambini è un’eventualità con cui il nostro mondo deve ormai fare i conti. Non a caso, infatti, diversi comuni italiani hanno visto i propri consigli interpellare le amministrazioni sull’introduzione nei loro regolamenti di misure apposite per appoggiare o disconoscere l’omogenitorialità: Torino e Roma sono ovviamente i due esempi più recenti e importanti (e anche specifici, in quanto la registrazione di bambini nati da coppie omosessuali, qui, è stata decisione specifica dei sindaci pentastellati), ma la questione è stata dibattuta anche nell’ultimo consiglio comunale della nostra Cuneo.

L’interpellanza dedicata all’omogenitorialità è stata portata in consiglio comunale da Nello Fierro (Cuneo per i Beni Comuni) e discussa nella prima convocazione di lunedì 29 maggio e nonostante alcuni interventi a sostegno è stata sostanzialmente respinta: il comune di Cuneo non potrà quindi registrare figli di coppie omosessuali perché, come indicato dal sindaco Federico Borgna, “pur d’accordo con l’intento dell’interpellanza non possiamo amministrare violando la legge.”

Sì perché il centro della discussione è proprio la legge italiana, che non ammette l’eventualità in questione.

Anche di legge, in parte, tratta “Patrik 1,5”, il film di questa settimana. E di burocrazia, che in tutta la faccenda gioca (purtroppo) un ruolo tutt’altro che marginale: è un errore “amministrativo”, per così dire, a consegnare a casa della coppia protagonista il 15enne Patrik invece di un bambino ben più piccolo, nonostante la legge svedese ammetta la possibilità per gli omosessuali di adottare un bambino.

Il film, però, è una commedia e sui buoni sentimenti fonda il proprio senso di esistere; la pellicola racconta una cosa che ovvia dovrebbe già essere – a questo punto dell’evoluzione sociale umana – , cioè che non è il sesso dei genitori a determinare la qualità della famiglia stessa.

Meglio una qualunque composizione “padre-madre”, insomma, che nessuna in generale; non sarebbe ora di riconoscere che su alcuni argomenti ci possa essere qualcosa di più importante dell’adesione stretta alla normativa?

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