Dalla rassegna stampa Cinema

Golden Globe, Italia a mani vuote

da Corriere della Sera

«Un applauso agli abiti neri: danno coraggio a ogni donna che denuncia»

di Giovanna Grassi

Los Angeles «Il nero, con tutte le sue sfumature, donerà a tutte». Jane Fonda, incredibili ottant’anni compiuti il 21 dicembre, è raffreddata, e mentre scriviamo, a poche ore dai Golden Globe, non ha ancora deciso se ci andrà e cosa indosserà: «Ma non è il colore di un vestito che conta, bensì il coraggio di parlare, denunciare, mai mistificare».

Nell’anno di #metoo, in cui attrici (e attori) hanno deciso di sfilare in nero sul red carpet in segno di solidarietà e denuncia contro gli abusi nell’industria, venuti fuori come una valanga dopo le inchieste sul potentissimo produttore Harvey Weinstein, in molti hanno ricordato la Jane Fonda del 1972. «Anch’io — ricorda – ero vestita di nero quando ritirai il mio Oscar per Una squillo per l’Ispettore Klute ». Un tailleur Yves Saint Laurent, sobrio come erano sobri i tempi, spiegò allora. Jane Fonda era stata da pochi mesi in Vietnam.«Ricordo quando mi chiamavano Hanoi Jane e ogni mio viaggio era messo sotto scrutinio anche per i miei vestiti — dice Fonda, che poi si scusò per essere apparsa troppo ostile nei confronti delle truppe americane — ma io sono abituata e non smetterò di scendere in piazza, l’ho appena fatto nella marcia per i diritti delle donne».

«Hollywood — racconta la vincitrice di ben 6 Globe (e 2 Oscar) — che lo si voglia o lo si neghi è comunità nel bene e nel male: il nero indossato anche dalle leve della nuova Hollywood, molto brave e preparate, è un simbolo per ogni donna e anche una lezione di stile e coraggio. Il mio applauso a ogni black dress in questi tempi così difficili, ma in cui le donne hanno avuto il coraggio di denunciare».

«Nel mio blog — dice Fonda, che con Lily Tomlin con cui recita nel delizioso Grace and Frankie e Saru Jayaraman (una delle attiviste che stanotte hanno accompagnato le attrici sul palco) si batte contro le molestie nel settore della ristorazione — esprimo ogni giorno tutta la mia solidarietà alle vittime di soprusi, che non si limitano alla sfera sessuale, ma a prevaricazioni ed emarginazioni, perché da sempre Hollywood è in mano agli uomini. Molte attrici fanno parte della mia community che mischia l’impegno per chi vive in difficoltà con argomenti più frivoli».

«Ma la moda non è solo frivolezza», riflette Fonda, che pure resta convinta della gioia «dello starsene a casa e guardare la passerella in poltrona dando i punteggi con le amiche agli abiti dei presenti». «La moda — dice – rispecchia il tempo in cui viviamo e sarà davvero un bene che tutti, uomini, donne e ragazzi, ricordino “il nero” di quest’anno».

«Dall’arco dei miei lunghi e davvero vissuti 80 anni, anche se mi considero a volte una fanciulla — dichiara ridendo — posso dire che la mia maglietta nera con il pugno alzato è sempre e ancora la più richiesta sul mio sito e la cosa davvero mi gratifica e ridà un senso a tante mie battaglie. Con questo tappeto rosso e nero, in attesa a marzo di quello degli Oscar, è cominciata una nuova era per le donne. Mi auguro che tante colleghe continuino a scegliere il nero anche per le marce in tutto il mondo per l’ambiente e per quelle anti smog in California. Non è una scelta rivoluzionaria: riguarda l’umanità del futuro e, quindi, tutti noi»

da Corriere.it

Golden Globe, Italia a mani vuote

Migliori attori McDormand e Oldman

Nessun premio per il film di Guadagnino. Trionfa «Tre manifesti a Ebbing, Missouri», Del Toro miglior regista. Oprah Winfrey emoziona col suo discorso su donne e neri

di Laura Zangarini

Il comico e conduttore Seth Meyers ha dato il via, alle 2 di notte ora italiana, alla cerimonia dei Golden Globe, i premi assegnati ogni anno dalla Hollywood Foreign Press Association, l’associazione della stampa estera di Hollywood, ai migliori film, alle migliori serie tv e ai lori protagonisti. «Buongiorno signore e signori — quelli che restano. Erano anni che i maschi bianchi non erano così nervosi a Hollywood» ha esordito Meyers. La maggior parte delle star candidate al premio hanno indossato abiti neri per protesta contro lo scandalo che ha coinvolto il potente produttore Usa Harvey Weinstein, accusato di molestie, violenza sessuale o stupro da parte di oltre 100 donne. A seguito delle rivelazioni sul suo comportamento predatorio, altre celebrità come Kevin Spacey, Jeffrey Tambor o Dustin Hoffman sono state a loro volta accusate di comportamenti sessuali abusivi.

8:05 p.m. (5:05 ora italiana)
La fiera storia di vendetta di «Tre manifesti a Ebbing, Missouri» vince il Golden Globe Award come Miglior film drammatico. Diretto da Martin McDonagh, il film ha raccolto molti apprezzamenti oltre al Golden come Miglior attrice a McDormand e quello come Miglior attore non protagonista a Sam Rockwell.

8:00 p.m. (5:00 ora italiana)
Frances McDormand riceve il premio come Miglior attrice in un film drammatico per il suo ruolo in «Tre manifesti a Ebbing, Missouri». McDormand interpreta una madre che cerca giustizia per sua figlia, che è stata violentata e uccisa, e sfida la polizia della piccola città dove vive, perché ritiene che non stia facendo abbastanza per risolvere il caso.

7:50 p.m. (4:50 ora italiana)
Gary Oldman vince il Golden Globe come Miglior attore in un film drammatico per il suo ritratto di Winston Churchill in «L’ora più buia» di Joe Wright, che si concentra sugli sforzi dello statista britannico per convincere i suoi compatrioti a combattere i nazisti di Hitler durante la Seconda guerra mondiale. L’attore ha ringraziato la troupe e il cast del film «le migliori persone del settore», la sua partner sul set Kristin Scott Thomas («Grazie Kristin per la tua bellissima Clementine», la moglie del premier britannico ndr), la moglie Gisele Schmidt («mi diceva: vado a letto con Winston Churchill e il mattino dopo mi sveglio con Gary Oldman») e Winston Churchill. «Con le parole si può cambiare il mondo — ha dichiarato l’attore — e quanto abbiamo bisogno oggi di cambiare il mondo»..

7:40 p.m. (4:40 ora italiana)
L’esordio alla regia di Greta Gerwig «Lady Bird» vince il Golden Globe come Miglior film commedia o musicale.

7:35 p.m. (4:35 ora italiana)
Saoirse Ronan vince il Golden Globe come Miglior attrice in un film commedia o musicale per «Lady Bird», in cui interpreta un’adolescente a Sacramento, in California, dalle ambizioni scolastiche al rapporto teso con la madre.

7:30 p.m. (4:30 ora italiana)
«Big Little Lies» vince il premio Golden Globe come Miglior miniserie o film tv. Un trionfo per la miniserie che ha premiato anche Laura Dern come Migliore attrice non protagonista in una serie, miniserie o film tv e Alexander Skarsgard nell’equivalente categoria maschile.

7:20 p.m. (4:20 ora italiana)
Guillermo del Toro vince il Golden Globe Award come Miglior regista per la sua fiaba nera ambientata durante la Guerra Fredda «The Shape of Water». Protagonista del film è Sally Hawkins, che interpreta una donna delle pulizie muta che si innamora di una creatura anfibia tenuta rinchiusa in un laboratorio governativo. Nel discorso di accettazione del premio, il 53enne regista messicano ha affermato che «è da quando sono bambino che creo storie abitate da mostri: sono lo specchio delle nostre imperfezioni. Queste favole hanno salvato la mia vita» e ha ringraziato tutto il cast senza il quale «non sarei qui oggi».

7:10 p.m. (4:10 ora italiana)
Oprah Winfrey ha accettato il Cecil B. DeMille Award, il Premio alla carriera ai Golden Globes. L’attrice e imprenditrice ha ricevuto una lunga standing ovation e ha raccontato le sue emozioni quando, da giovane, vide Sidney Poitier vincere l’Oscar come Miglior attore protagonista nel 1964, sperando di avere un impatto altrettanto positivo sulle giovani donna che da casa stavano seguendo la cerimonia. Winfrey, che ha esordito dicendo: «Per troppo tempo le donne non sono state ascoltate o credute quando hanno osato raccontare la loro verità sul potere di certi uomini. Ma questo tempo è finito», ha affrontato lo scandalo sulle molestie sessuali che ha colpito Hollywood e non solo rivolgendosi così al pubblico in sala e a quello televisivo: «Dire la verità è lo strumento più potente che possediamo».

7:00 p.m. (4:00 ora italiana)
Aziz Ansari vince il Golden Globe Award come Migliore attore in una serie – comedy o musical per la sua interpretazione in «Master of None». Ansari è tra i co-creatori della serie Netflix che si concentra sul suo personaggio, Dev, mentre naviga attraverso le relazioni e la sua carriera televisiva. La seconda stagione dello show si è espansa per raccontare i retroscena di alcuni amici di Dev, incluso un episodio incentrato sulla vita dei normali newyorkesi e un altro che ha esplorato la storia di un personaggio lesbo interpretato da Lena Waithe. Ansari ha accettato il premio dicendo che non pensava di vincere perché molti siti lo avevano dato per perdente.

6:55 p.m. (3:55 ora italiana)
«The Marvelous Mrs. Maisel» vince il Golden Globe Award come Miglior serie – comedy o musical. Per la fiction targata Amazon è il secondo premio della serata

6:45 p.m. (3:45 ora italiana)
Ewan McGregor vince come Migliore attore in una miniserie o film tv per il suo ruolo in «Fargo», in cui interpreta uno dei due fratelli protagonisti tra i quali c’è una specie di faida. Per l’attore, alla sua quarta nomination, si tratta della prima vittoria ai Golden Globe.

6:40 p.m. (3:40 ora italiana)
«Oltre la Notte» vince il Golden Globe come Miglior film straniero. La pellicola è interpretata da Diane Kruger, che indossa i panni di una donna costretta a far fronte alla morte del suo marito turco e del loro giovane figlio in un attacco terroristico. È diretto da Fatih Akin, regista nato in Germania ma di origini turche.

6:35 p.m. (3:35 ora italiana)
Martin McDonagh vince il premio per la Migliore sceneggiaturT per il film «Tre manifesti a Ebbing, Missouri». McDonagh ha fatto gli auguri alla madre, che compie gli anni oggi, lunedì 8 gennaio, aggiungendo, sempre rivolto a lei, una battuta divertente: «Anche se so che avresti preferito che a vincere fosse “Lady Bird”».

6:30 p.m. (3:30 ora italiana)
Allison Janney ha vinto come Miglior attrice non protagonista per il suo ruolo in «I, Tonya». Janney ha vinto per la sua interpretazione dell’opprimente madre della pattinatrice Tonya Harding. L’attrice ha ringraziato la co-protagonista Margot Robbie e ha ringraziato di cuore Harding, presente in sala per la cerimonia di premiazione.

6:10 p.m. (3:10 ora italiana)
«Coco» vince il Golden Globe Award come Miglior film d’animazione. La collaborazione tra Disney e Pixar è considerata uno dei principali candidati all’Oscar. Racconta la storia di un ragazzo messicano che sogna di diventare un musicista, nonostante l’opposizione della sua famiglia, e si ritrova a passare magicamente il ponte tra il mondo dei vivi e quello delle anime. «Coco» è stato apprezzato per il modo rispettosamente autentico con cui presenta la cultura del «Día de Muertos», il «Giorno dei Morti» in Messico.

6:05 p.m. (3:05 ora italiana)
James Franco vince il Golden Globe Award come Miglior attore in un film commedia o musicale. L’attore è autore di «The Disaster Artist», dove interpreta Tommy Wiseau, regista e interprete del film più brutto mai realizzato.

6:00 p.m. (3:00 ora italiana)
«This is Me» vince il Golden Globe come Migliore canzone. Il brano è stato creato per il film «The Greatest Showman» interpretato da Hugh Jackman ed è opera del duo premio Oscar Benj Pasek e Justin Paul, che ha vinto il massimo riconoscimento cinematografico per la canzone «City of Stars» in «La La Land». «This is Me»ha battuto canzoni create da star come Mary J. Blige e Mariah Carey, che era sul palco della cerimonia prima che venisse dato l’annuncio del vincitore. La pop-star, nominata per la sua canzone «The Star», ha contribuito ad annunciare il vincitore della migliore colonna sonora originale, riconoscimento attribuito ad Alexandre Desplat per «The Shape of Water» di Guillermo del Toro.

5:50 p.m. (2:50 ora italiana)
La serie distopica «The Handmaid’s Tale» vince come Miglior serie – drama ai Golden Globe. Per la serie è la seconda vittoria nella serata.

5:40 p.m. (2:40 ora italiana)
Sterling K. Brown è il vincitore del Golden Globe come Migliore attore in una serie – drama per il suo ruolo in «This is Us». Brown interpreta un padre di famiglia che si riprende da un esaurimento nervoso e dalle complicate dinamiche della famiglia che lo ha adottato da bambino.

5:35 p.m. (2:35 ora italiana)
La protagonista di «The Handmaid’s Tale» Elisabeth Moss ha vinto il Golden Globe come Migliore attrice in una serie – drama. L’attrice interpreta una delle poche donne fertili rimaste in un mondo governato da un regime totalitario in cui il genere femminile è considerato una proprietà. La fiction è basata sull’omonimo romanzo bestseller di Margaret Atwood. Moss ha dedicato il suo premio alla Atwood, dichiarando che le donne ora «scrivono da sole le proprie storie».

5:30 p.m. (2:30 ora italiana)
Rachel Brosnahan ha ricevuto il Golden Globe come Migliore attrice in una serie – comedy o musical per il suo ruolo in «The Marvelous Mrs. Maisel», dove interpreta una mamma degli anni ‘50 che decide di intraprendere una carriera da cabarettista. Lo show è anche candidato come Miglior serie – comedy o musical. L’attrice ha vinto il premio alla sua prima nomination.

5:20 p.m. (2:20 ora italiana)
Sam Rockwell vince il Golden Globe Award per il Miglior attore non protagonista per il suo ruolo nel film «Tre manifesti a Ebbing, Missouri», in cui interpreta un rabbioso agente di polizia. L’attore ha ringraziato il regista Martin McDonagh e la coprotagonista della pellicola, la collega Frances McDormand che ha definito una «forza della natura» e che lo ha reso «un attore migliore».

5:15 p.m. (2:15 ora italiana)
Nicole Kidman vince il Golden Globe Award come Migliore attrice in una miniserie o film tv per il suo ruolo nella serie Hbo «Big Little Lies», dove interpreta un avvocato che ha abbandonato una carriera di successo per essere una mamma a tempo pieno in una ricca città costiera del nord della California. Anche se la sua vita è assai meno idilliaca di come sembra. L’attrice australiana ha fatto riferimento al suo personaggio nel suo discorso di accettazione, invitando l’audience a non abbassare la guardia su abusi e disparità di genere. La diva ha anche ringraziato i co-protagonisti di «Big Little Lies», condividendo l’onore del premio con le colleghe Laura Dern, Shailene Woodley e Reese Witherspoon.


da Repubblica.it
I Golden Globe in nero per le donne. Miglior film ‘Tre manifesti’, miglior commedia ‘Lady Bird’

di CHIARA UGOLINI

Un’ondata nera sul tappeto rosso come gesto di protesta nei confronti delle molestie a Hollywood. Sul fronte serie trionfo di ‘Big Little Lies’ e ‘The Handmaids’ Tale’. Guillermo Del Toro miglior regista. Emozionante discorso di Oprah Winfrey su donne e neri. Delusione per il film di Guadagnino

La settantacinquesima edizione dei Golden Globe, i premi della stampa estera a Hollywood da sempre considerati indicatori forti per l’Oscar, sarà ricordata per l’ondata nera sul tappeto rosso e per i tanti emozionanti discorsi dal palco, da Oprah Winfrey a Laura Dern che hanno avuto al centro il tema della violenza e della necessità di ribellarsi al silenzio. E in qualche modo anche le storie vincitrici, sia per piccolo che grande schermo, sono state tutte nell’ottica della femminilità. Un po’ a sorpresa sul favorito La forma dell’acqua di Del Toro, che ha comunque portato a casa il premio per la miglior regia, ha prevalso il film drammatico Tre manifesti a Ebbing, Missouri con una grandissima Frances McDormand scelta come miglior attrice drammatica. Miglior commedia un film tutto al femminile come Ladybird, diretto dalla regista Greta Gerwig con la giovane Saoirse Ronan protagonista e vincente. Delusione per l’Italia che aveva cinque candidature (tre per il film di Luca Guadagnino Chiamami col tuo nome) e non ha riportato nulla.

Ma più che dai film vincitori la serata è stata caratterizzata soprattutto dalle emozioni e dalla commozione che il tema femminile ha suscitato nella platea a partire dal tappeto rosso con cui è iniziata la cerimonia. Come annunciato qualche giorno fa, le star hanno scelto di sfilare con abiti neri come gesto di protesta dopo che è esploso lo scandalo sulle molestie iniziato con due inchieste contro Harvey Weinstein e poi diffusosi nei confronti di tanti altri uomini di spettacolo (da Kevin Spacey a Paul Haggis, in ordine di tempo). Ma la serata è anche un’occasione per parlare di iniquità salariale come ha ricordato Debra Messing, che ha messo in luce come spesso le attrici vengano pagate meno dei loro colleghi uomini per ruoli di altrettanta importanza. Inoltre è stata la prima uscita pubblica del movimento TIME’S UP, progetto, sostenuto tra le altre da Cate Blanchett, Ashley Judd, Natalie Portman e Meryl Streep, Brie Larson, Reese Witherspoon, che prevede un fondo per il sostegno legale a donne e uomini molestati sessualmente sul lavoro e che è stato più volte nominato. Tra i momenti più emozionanti della serata il discorso di Laura Dern rivolto alle nuove generazioni, le standing ovation per Kirk Douglas, tra i primi a scegliere di far lavorare uno sceneggiatore come Dalton Trumpo messo all’indice nella lista nera di McCarthy e per Oprah Winfrey che ha ricevuto il Cecil B. Demille alla carriera.

Seth Meyers, Kevin Spacey e Harvey Weinstein, il monologo di apertura. Non poteva che essere così, il comico Seth Meyers lo aveva annunciato “il tema delle molestie ci sarà ma sarà comunque una festa”, quindi violenze e abusi sono stati spunti di battute fin dall’apertura: “Buonasera signore e signori, o meglio quello che resta degli uomini. Buon anno a tutti: nel 2018 la cannabis è stata liberalizzata e le molestie sessuali finalmente no. Inoltre questa sarà la prima volta in tre mesi che non avrete paura di sentire pronunciare il vostro nome. Willem Dafoe? Non ci agitiamo è stato solo nominato”. Una battuta, ma giusto di passaggio per il presidente Donald Trump, mentre Meyers si è concentrato su Harvey Weinstein (“magari tra vent’anni faremo una celebrazione in memoriam in negativo”) o Kevin Spacey (“Plummer è libero? Potrebbe fare il presidente in House of Cards e magari avrebbe un accento del sud migliore del suo”) facendo riferimento al fatto che Christopher Plummer ha sostituito Kevin Spacey nel film di Ridley Scott Tutti i soldi del mondo.

Oprah Winfrey per le donne e i neri: quel tempo è finito. Ricevendo il riconoscimento alla carriera Oprah Winfrey, introdotta da Reese Witherspoon, ha emozionato la platea con un lungo discorso. L’attrice ha iniziato ricordando se stessa bambina “quando nel 1964, seduta su un pavimento di lineoleum vedevo Anne Bancroft pronunciare quelle cinque parole che hanno cambiato la storia: “L’Oscar va a Sidney Poitier”. Arrivò sul palco l’uomo più elegante che avessi mai visto, era la prima volta che vedevo un uomo nero venire festeggiato. Potete immaginare cosa significa per una bambina vederlo in tv da un sofa economico mentre la mamma entrava distrutta da aver pulito le case degli altri. Oggi è un grande privilegio essere la prima donna nera a ricevere questo premio e non dimentico il fatto che ci saranno altre ragazzine che stanno guardando la tv in questo momento”. Poi la presentatrice e attrice si è concentrata sull’altro tema che le stava a cuore: “Sono stata ispirata da tutte le donne che si sono state decise di parlare delle storie personali, noi siamo abituate a raccontare storie di altri ma questa volta abbiamo raccontato la nostra. Voglio esprimere la mia gratitudine per chi, come mia madre, ha sopportato anni di abusi perché aveva figli da crescere, conti da pagare, sogni da realizzare. Oggi il tempo è finito e a tutte le ragazze voglio dire ‘sta arrivando un nuovo giorno’ e questa nuova alba arriverà grazie a tantissime donne che questa sera sono qui e fenomenali uomini che combattono perché nessuna in futuro dica più me too”.

Frances McDormand: “Tante donne qui non perché si mangia gratis”. Frances McDormand ha vinto il Golden Globe per il suo ruolo di madre coraggio, che lotta perché si trovino i colpevoli dell’omicidio della figlia, come miglior attrice drammatica nel film Tre manifesti a Ebbing Missouri. Frances McDormand con il suo solito stile asciutto, dal palco ha detto: “Ho qualche cosetta da dire ma sarò breve perché tutti abbiamo bisogno di bere e per le colleghe attrici, c’è tequila al bar. Sapete che tengo per me le mie idee politiche ma è stato fantastico essere qui stasera e partecipare a questo spostamente teutonico. Le donne che hanno scelto di essere qui stasera non è certo perché si mangià gratis”.

Sam Rockwell poliziotto violento da premio. Il film di McDonagh si è aggiudicato anche altri due riconoscimenti: Sam Rockwell ha vinto il Golden Globe come miglior attore non protagonista per il suo ruolo di agente violento che vivacchia nella stazione di polizia della cittadina del Sud dove sette mesi prima è stata stuprata e uccisa un’adolescente. Quando la madre decide di affittare tre cartelloni pubblicitari per accusare la polizia di pigrizia tutti gli equilibri vengono rotti. Rockwell ha ringraziato il regista e la protagonista che ha definito “una forza della natura”. Il film ha vinto anche il Golden Globe come miglior sceneggiatura e sul palco è salito o sceneggiatore e regista irlandese che ha fatto gli auguri a sua madre “che domani fa gli anni e ama queste cose, anche se credo lei preferisse vincesse Lady Bird”. Ed è stata poi accontentata.

Guillermo Del Toro miglior regista con i suoi mostri. Il miglior regista è stato giudicato il messicano Guillermo Del Toro per il suo La forma dell’acqua, storia dell’incontro tra una donna delle pulizie muta e un uomo pesce, divinità per il popolo amazzonico e mostro da sfruttare per il governo americano della Guerra fredda. Il regista ha raccontato come “fin dall’infanzia sono stato salvato dai mostri perché sono lo specchio delle nostre imperfezioni. Per 25 anni ho creato piccole storie fatti di luci, ombre e colori e in tre casi questi strani pupazzetti mi hanno veramente salvato la vita. Una di queste volte è La forma dell’acqua, queste storie non sono semplici elementi nelle nostre filmografie, fanno parte della nostra vita”. E se nelle cinque nomination non c’era neanche una regista, la storia di Del Toro è anche la celebrazione di una storia di marginalità femminile, quella interpretata da Sally Hawkins.

Miglior commedia è Lady Bird e migliore attrice è Saoirse Ronan. Ancora un film al femminile è Lady bird di Greta Gerwig che racconta il difficile rapporto tra una giovane che cerca di realizzare i suoi sogni e i suoi genitori, in particolare la madre. È stata scelta come miglior commedia e dal palco la regista, Greta Gerwig, ha ringraziato “Sacramento, la città che mi ha dato le radici e le ali e mi ha portato a essere qui ora”. Ma non solo anche la sua protaognista, la ventitrenne Saorise Ronan, si è aggiudicata il Golden Globe come miglior attrice in una commedia avendo la meglio su attrici di esperienza come Helen Mirren, che correva per il film di Paolo Virzì Ella e John, e Judi Dench. La giovane attrice ha ricordato la mamma “che mi sta seguendo dal telefono di qualcuno su face time”.

Nicole Kidman e Laura Dern premiate per la serie tv ‘Big Little Lies’: Le mamme sono tornate spesso nei discorsi di ringraziamento di questa sera. “La mia mamma è stata una femminista e grazie a lei sono qui oggi – Nicole Kidman è stata la prima ad essere premiata e dal palco ha voluto salutare prima di tutto le figlie, ancora sveglie, la mamma e la sorella e poi le colleghe Reese Witherspoon, Laura Dern, Shailene Woodley e Zoë Kravitz con cui ha diviso l’avventura della miniserie tv Big Little Lies, che racconta il piccolo mondo di mamme di Monterey che si trovano a condividere dolore, bugie e segreti e insieme dovranno affrontare le violenze di un uomo. “Siamo qui per rappresentare il cuore di quello che raccontiamo, ovvero gli abusi, e sono sicura che le cose cambieranno da ora in poi”. L’attrice ha poi rivolto al marito, il cantante Keith Urban, una dichiarazione d’amore: “Quando i miei occhi incontrano i tuoi si sciolgono e questo lo chiamo amore”. Anche Laura Dern, candidata come miglior attrice non protagonista, ha vinto per Big Little Lies, per il suo ruolo di Renata “una donna scandalosa, terrorizzata perché la sua bambina ha subito una violenza e ha paura di alzare la voce – ha detto l’attrice – a tutte noi è sempre stato detto di “non fare pasticci” e invece è venuto il momento di dobbiamo migliorare la vita dei nostri figli e insegnare loro che si può alzare la voce per denunciare violenze e abusi senza paura delle conseguenze”. Un trionfo per Big Little Lies che ha vinto anche come miglior miniserie drammatica e che, contrariamente a quanto previsto in origine, avrà una seconda stagione.

Serie tv al femminile: Rachel e Elisabeth. Rachel Brosnahan ha vinto come attrice in una serie TV musical o commedia per The Marvelous Mrs. Maisel, la serie ha vinto anche come miglior serie tv commedia o musical. Sul palco la creatrice della serie Amy Sherman-Palladino ha detto: “Grazie ai membri della Hollywood Foreign Press per averci invitato al gran ballo e grazie al cast per aver trasformato il set ogni giorno nella New York del 1958”. Elisabeth Moss ha raddoppiato (dopo l’Emmy dello scorso settembre) vincendo il Golden Globe come migliore attrice in una serie tv drammatica per The Handmaid’s Tale. Nel suo discorso di ringraziamento, come Nicole Kidman, ha ricordato sua madre “che ha avuto il coraggio di parlare contro l’ingiustizia e per la libertà. Viviamo negli spazi bianchi ai margini delle pagine, ma adesso siamo noi a scrivere la nostra storia, smetteremo di vivere tra le righe”. E ha dedicato il premio a Margaret Atwood dal cui romanzo è nata la serie tv. The Handmaid’s Tale si è anche aggiudicato il premio come miglior serie drammatica. Tutto il cast è salito sul palco per ricevere il premio.

L’altra metà della luna: Sterling, Ewan e Alexander. Sul fronte maschile Sterling K. Brown ha vinto il Golden Globe per la serie tv This is us in cui interpreta il fratello adottivo nero Randall e ha ringraziato lo sceneggiatore della serie “per aver pensato un personaggio che non poteva che essere nero”. Mentre Alexander Skarsgård ha vinto per il suo ruolo di marito violento in Big Little Lies, sul palco ha ricordato “l’onore di lavorare con un gruppo di donne talentuose: la scrittrice, la produttrice, le attrici straordinarie in particolare grazie a Nicole per aver reso questa la più bella esperienza della mia carriera”. Ewan McGregor si è aggiudicato il premio come miglior attore in Fargo per il doppio ruolo dei fratelli Emmit e Ray Stussy, divisi da una faida familiare che finiscono in qualcosa molto più grande di loro. McGregor ritirando il premio ha ricordato la moglie “che sta con me da 22 anni e i miei quattro ragazzi”. Aziz Ansari ha vinto come miglior attore in una serie tv a commedia o musical per Master of None, quella in cui ha lavorato anche la nostra Alessandra Mastronardi. Tra i ringraziamenti dell’attore di origine indiana “l’Italia per il buon cibo mangiato nella seconda stagione”.

Il miglior attore drammatico è Gary Oldman come Churchill. “Umilmente sorpreso di essere stato chiamato qui – ha detto Gary Oldman ritirando il Golden Globe come miglior attore drammatico per L’ora più buia in cui interpreta il Cancelliere – Come diceva Winston Churchill, i miei gusti sono semplici: voglio solo il meglio e io sono stato circondato dal meglio”. E ha cominciato a ringraziare il cast del film a partire da Kristin Scott Thomas fino ad arrivare ai truccatori: “Siete stati pazienti, gentili e divertenti” ha detto. Poi ha voluto ringraziare la moglie che lo ha sopportato “in questo anno di pazzia, diceva vado a letto con Winston Churchill però mi sveglio con Gary Oldman”. Infine si è detto “fiero del film che mostra come le parole e le azioni possono cambiare il mondo. E sappiamo quanto ne abbiamo bisogno oggi”.

A tutta musica. Il compositore Alexander Desplat ha vinto il Golden Globe per la miglior colonna sonora del film di Guillermo Del Toro La forma dell’acqua e ha ringraziato il regista messicano per l’ispirazione che gli dà con le sue storie. La migliore canzone invece è stata giudicata This is me dal musical The greatest showman, i compositori Benj Pasek, Justin Paul (vincitori lo scorso anno dell’Oscar per La La Land) hanno ritirato il premio ricordando la magnifica performance del brano di Keala Settle, che nel film interpreta la donna barbuta, il brano è un vero inno alla diversità e una rivendicazione della libertà di essere chi si è.

Miglior cartoon è Coco. Il Golden Globe per il miglior film d’animazione è andato all’ulitmo gioiello Pixar – Disney Coco. Sul palco sono saliti la produttrice Darla K. Anderson e i due registi Adrian Molina e Lee Unkrich che ringraziando per il premio ha ricordato che “il film non potrebbe esistere senza le persone del Messico e le tradizioni del Giorno dei morti”. Il film infatti è la storia del dodicenne messicano Miguel che sogna di fare il musicista andando contro la volontà della sua famiglia e che si ritrova nel mondo dell’aldilà e incontra i suoi avi.

James Franco miglior attore per la commedia ‘The Disaster Artist’. James Franco si è aggiudicato il Golden Globe come miglior attore in una commedia di cui è anche regista: The Disaster Artist che racconta la storia vera dell’attore Tommy Wiseau che il regista ha chiamato sul palco: “La prima persona che voglio ringraziare – ha detto – è l’uomo in persona, Tommy, che 19 anni fa era bloccato nel traffico per colpa dei Golden Globe e si chiedeva perché non mi hanno mai invitato? Forse colpa dei capelli troppo lunghi. Oggi voglio condividere questo premio con lui. Il nostro film racconta cosa si può fare per tirare tuori il meglio dal peggio”. Infine Franco ha ringraziato suo fratello Dave Franco che nel film intepreta l’amico di Tommy, l’attore Greg Sestero.
FotoI Golden Globe in nero per le donne. Miglior film ‘Tre manifesti’, miglior commedia ‘Lady Bird’
La mamma della pattinatrice. Allison Janet è stata premiata come miglior attrice non protagonista per la commedia I Tonya, dove interpreta il ruolo della madre di Tonya Harding, la controversa pattinatrice sul ghiaccio, la prima atleta americana ad eccellere ai campionati nazionali statunitensi. “Tonya Harding è qui stasera e la ringrazio per aver permesso di raccontare la sua storia in tutte le sfaccettature” ha detto l’attrice. Il riferimento è al fatto che si scoprì che Tonya Harding aveva pagato un uomo per aggredire una rivale.

Il miglior film straniero è ‘In the Fade’ con Diane Kruger. Ispirato agli attentati neonazisti realmente accaduti in Germania tra il 2000 e il 2007, il film di Fatih Akin In the fade (che arriverà nelle sale italiane a marzo con il titolo Oltre la notte) ha vinto come miglior film straniero. Sul palco con il regista italoturco l’attrice Diane Kruger che interpreta Katja, una tedesca che si innamora di un piccolo spacciatore turco, e che anni dopo (quando i due si sono disintossicati e hanno un figlio) vengono coinvolti in un attacco neonazista, unica sopravvissuta della famiglia Katja trasforma il suo dolore in violenza. Ancora una volta una storia tutta al femminile che aveva già regalato all’attrice tedesca il premio per la miglior interpretazione femminile a Cannes lo scorso anno.

Il prossimo appuntamento della stagione dei premi sono le candidature agli Oscar che verranno annunciate il 23 gennaio. La premiazione si terrà la notte del 4 marzo.

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