Dalla rassegna stampa Cronaca

Il bacio gay alle Terme? Roba di altri tempi

Il bacio gay alle Terme? Roba di altri tempi

Da Enrico Oliari

Con un bacio, gay o etero che sia, si può dire molto. E’ uno scambio di affetto, l’espressione di un legame delicato e profondo fra due persone che si amano, che sentono in un determinato momento il bisogno di trasmettersi intimità e passione.
Intimità, appunto. Ovvero riservare al bacio un ambiente armonico, se vogliamo privato, che garantisca esclusività allo scopo comunicativo che ha, cioè di scambiarsi un gesto di amore.
E’ per questo motivo che il bacio, il “pomiciare” com’è stato scritto, dato in ambienti pubblici perde la sua carica e il suo calore, specie se si considera che alle Terme di Merano basta andare pochi metri più in là di una piscina frequentata da bambini per trovare un ambiente più intimo, che è il complesso saunistico. Questo al di là che il bacio sia gay o etero: le effusioni scambiate in ambienti pubblici rientrano nella libertà degli individui, ma tutt’intorno ci sono anche le libertà di altri di ritenere quantomeno volgare che tale gesto sia fatto in pubblico. Chi ha la necessità irrefrenabile di baciarsi in una piscina frequentata da bambini, lo farebbe in banca, in una scuola, o sul proprio posto di lavoro?
C’è quindi una sorta di violenza su se stessi e sugli altri nel “pomiciare” in una piscina pubblica frequentata da bambini, ma se vogliamo vedere al caso dei due militanti gay, c’è un messaggio politico e di lotta che a dire il vero appare un po’ a scoppio ritardato, dal momento che in Trentino Alto Adige l’emancipazione, per chi la vuole, è una realtà consolidata e che in Italia sono state approvate le Unioni Civili.
Negli anni Settanta la lotta gay era quella di legarsi con le catene ai lampioni per affermare la propria esistenza, poi vi è stata l’era dei gay pride colorati per essere considerati nella propria diversità, ed oggi la lotta si è spostata prima nei tribunali fino alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo, quindi al Parlamento, dove è stata finalmente (e con colpevole ritardo) licenziata una buona legge.
Il bacio gay nella piscina frenata da bambini e famiglie è quindi un gesto pubblicistico inadatto per il luogo e anacronistico per la militanza: la sfida di oggi è quella della “normalizzazione” delle coppie omoaffettive, cosa difficile da ottenere nel momento in cui la marcia è ancora sul motore della provocazione e delle diversità.

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