Dalla rassegna stampa Cronaca

«Ex ministro gay mi molestò da ragazzino»

«Ex ministro gay mi molestò da ragazzino»

«Ho subito, come vittima innocente, le “attenzioni” di una persona, benefattrice della mia famiglia e della comunità, ma che era anche un represso e cattolicissimo omosessuale che, con le sue azioni, ha certamente condizionato il resto della mia vita». La denuncia arriva da Giovanni Corbanese (in foto), ex presidente Ascom del mandamento di Conegliano e autore del libro “Stato Civile: Libero. Libero di amare chi voglio”. Corbanese, che la prossima settimana presenterà un video dal titolo «Apri l’armadio» per invitare tutti i ragazzi omosessuali a «vivere la propria vita in modo aperto, sincero, onesto», precisa che a molestarlo all’età di 14 anni fu «un ex ministro», ma non si spinge più in là. Come riporta Francesco Dal Mas su La Tribuna a pagina 45, Corbanese ha scritto in una lettera a Stefano Soldan, sindaco di Pieve di Soligo, paese in cui abitava, spiegando di voler fare uscire dall’armadio «uno dei molti scheletri, tenuti per anni volutamente nascosti».

«Ho passato gli anni migliori della mia vita a nascondermi da ciò che ero, ma oggi voglio affrontare gli scogli apertamente, non solo per me stesso, ma anche per tutti quei ragazzi e ragazze, uomini e donne che non meritano di passare quello che io ho dovuto passare. Quando ho scritto il libro non ho mai pensato per un istante di raccontare il mio vissuto con i personaggi della politica nei palazzi romani, nelle feste con prelati e monsignori, perché ho sempre ritenuto dovesse rimanere per me, una cosa privata, senza aver mai cercato nessun beneficio. Ma oggi, vista l’ipocrisia e la falsità che primeggiano ai più alti livelli, non mi è più possibile tacere». Corbanese rompe dunque il silenzio e chiede al sindaco: «il consenso, il rispetto, il ricordo e l’ammirazione per un personaggio politico, resterebbe immutato se si venisse a sapere che era omosessuale? Il sindaco leghista di un paese vicino avrebbe intitolato ugualmente una scuola a questo politico se avesse saputo che era omosessuale? Era un omosessuale. Non delinquente, corrotto, ladro, assassino: solo un omosessuale».


da Tribuna Treviso

«Molestato da un ministro omosessuale», il caso a Conegliano

Giovanni Corbanese, ex presidente Ascom Conegliano, in un libro racconta un segreto tenuto nascosto per 45 anni

di Francesco Dal Mas

CONEGLIANO. A chi si riferisce Giovanni Corbanese, l’ex presidente Ascom del mandamento di Conegliano, che a pagina 36 del suo libro “Stato Civile: Libero. Libero di amare chi voglio” scrive: «Per assurdo a molti personaggi illustri, dalla doppia vita, vengono intitolate strade, piazze e così via, mentre altri omosessuali vengono solo discriminati»? L’autore lo chiarirà, «ma senza far nomi», nell’incontro pubblico del 23 novembre, all’Hotel Cima di Conegliano, ore 20.30, per la presentazione del video “Apri l’armadio”. «Farò uscire dall’armadio – anticipa – uno dei molti scheletri, tenuti per anni volutamente nascosti» ha scritto in una lettera a Stefano Soldan, sindaco di Pieve di Soligo, paese in cui abitava.

Quarantacinque anni dopo, Corbanese trova il coraggio di parlare delle molestie ricevute quando ne aveva 14. «Ho subito, come vittima innocente, le “attenzioni” di una persona, benefattrice della mia famiglia e della comunità, ma che era anche un represso e cattolicissimo omosessuale che, con le sue azioni, ha certamente condizionato il resto della mia vita». «Un ex ministro», precisa Corbanese, che di più non vuole aggiungere sull’identità del personaggio. «Ho passato gli anni migliori della mia vita a nascondermi da ciò che ero, ma oggi voglio affrontare gli scogli apertamente, non solo per me stesso, ma anche per tutti quei ragazzi e ragazze, uomini e donne che non meritano di passare quello che io ho dovuto passare» aggiunge. «Quando ho scritto il libro non ho mai pensato per un istante di raccontare il mio vissuto con i personaggi della politica nei palazzi romani, nelle feste con prelati e monsignori, perché ho sempre ritenuto dovesse rimanere per me, una cosa privata, senza aver mai cercato nessun beneficio. Ma oggi, vista l’ipocrisia e la falsità che primeggiano ai più alti livelli, non mi è più possibile tacere».

Rompe, dunque, il silenzio, Corbanese, e chiede al sindaco: «Il consenso, il rispetto, il ricordo e l’ammirazione per un personaggio politico, resterebbe immutato se si venisse a sapere che era omosessuale? Il sindaco leghista di un paese vicino avrebbe intitolato ugualmente una scuola a questo politico se avesse saputo che era omosessuale? Era un omosessuale. Non delinquente, corrotto, ladro, assassino: solo un omosessuale».

A Pieve di Soligo Corbanese ha trascorso la maggior parte della sua vita, «nonostante una situazione familiare povera ma dignitosa». Dagli anni dell’asilo con suor Giovannina alla scuola elementare con il maestro Capoia, fino alle scuole medie. Racconta di nutrire “gioiosi ricordi” degli anni passati al patronato con tanti amici, dove era ancora possibile vivere esperienze di amicizie, «giocando e divertendosi in modo semplice e naturale»; non da meno è stata l’esperienza di chierichetto con Don Alfeo e Don Enrico, quella del calcio con la Pievigina, prima al Careni e poi al nuovo stadio comunale e, fin da giovanissimo, i primi approcci lavorativi, dalla tipografia, alla zincheria, alle fabbriche di mobili. Dopo il militare Corbanese ha gestito il ristorante pizzeria “La Contessa” in via Sartori. «I miei anni a Pieve di Soligo sono stati importanti per la mia carriera lavorativa, per il mio impegno politico e sindacale, ma sono stati anche anni intrisi di cattiveria, discriminazione e omofobia da parte di molte persone, tra i quali alcuni amministratori» confessa nella lettera al sindaco. «Per anni, seppur sempre camminando a testa alta, come mi ha insegnato mia madre, ho subito e represso dentro di me tutto questo. Affermazioni come “emarginato”, che ancora oggi non riesco a dimenticare».. Poi, nell’estate del 2015, la decisione di “uscire dall’armadio”, per riacquistare una vita persa, «vissuta nella menzogna, segnata da intolleranza e stupidità, vigliaccheria e superbia».

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