Dalla rassegna stampa Teatro

Bisio Horror Show

L’attore sarà il narratore nello show più trasgressivo nato nel 1973

L’attore sarà il narratore nello show più trasgressivo nato nel 1973. Oggi torna nella versione inglese che cambia interprete in ogni paese della tournée. In Italia dal 24

SARA CHIAPPORI

COLONIA
«SOME insects called human race, lost in time, lost in space and meaning… Pazzesco, mi ricordo ancora tutto ». Claudio Bisio è a Colonia, seduto al bar del Musical Dome. Alle spalle, oltre le grandi vetrate, un altro Duomo, quello gotico che domina la città sotto un cielo grigio di pioggia. Fuori, le chiatte scivolano lentamente sul Reno. Dentro, si vola in orbita del pianeta Transexual.
Va in scena il Rocky Horror Show, con il suo popolo eccentrico di fan in tacchi, corsetti e guêpière. Bisio è in jeans e camicia, ma è tra i più scatenati e fedeli al capolavoro di Richard O’Brien che ha elevato il musical a manifesto dell’anticonformismo in chiave glam rock. A Colonia non è venuto solo per fare da spettatore, è venuto a lavorare. Lo show che ha debuttato in Germania (versione internazionale in inglese) arriverà in Italia (a Milano, al Teatro degli Arcimboldi, dal 24 ottobre al 5 novembre, poi a Firenze, al Mandela Forum, dal 7 all’11 novembre).
In ogni tappa europea il ruolo del narratore è affidato a una star del paese ospite. Per noi sarà proprio lui, Bisio. «Diciamo la verità, Colonia non è proprio bellissima, ma tanto sono qui per studiare». Forse sarebbe meglio dire ripassare, perché è un po’ come se giocasse in casa.
Un passo indietro, era il 1979. «Facevo la scuola del Piccolo. In estate vado a Londra e vedo il Rocky Horror. Ero contento perché mostrando il tesserino della scuola non avevo pagato il biglietto, ma non mi aspettavo di perdere la testa. E invece la folgorazione: sovversivo, potente, divertente, non assomigliava a niente di già visto. Compro lo spartito, che conservo ancora come una reliquia, torno a Milano e propongo ai miei compagni di farlo come saggio di fine anno. Tutti entusiasti, la direzione della scuola un po’ meno. Eravamo pur sempre al Piccolo, si facevano Brecht e Pirandello, non musical con drag queen». Alla fine la spuntano, vanno in scena ed è un successo pazzesco. «Costumi fighissimi, tutto live. Alla batteria c’era Giampiero Solari, io ero Brad. Avrei preferito Frank-N-Furter, ma ero già pelato ». La notizia si sparge, arrivano Gabriele Salvatores, che poi arruolerà Bisio per i suoi spettacoli al Teatro dell’Elfo, e Antonio Sancassani, che al cinema Mexico, baluardo off di Milano, aveva cominciato a programmare il film e cercava comparse che, come da rituale, animassero la sala. «Ci ha preso in blocco. Prima della proiezione facevamo un corteo funebre intorno all’isolato portando la bara con dentro Riff Raff. Una banda di matti, che tenerezza. E che vergogna ». Quasi quarant’anni dopo Bisio torna dove tutto è cominciato. Questa volta in pompa magna, nei panni del narratore, a cui sono richiesti il massimo dell’aplomb. E dell’ironia. «Non potrò ballare, ma ci sono margini per giocare con il pubblico, voglio divertirmi anch’io. Potrei scatenarmi sugli applausi». O nascondere sotto lo smoking un paio di calze a rete. Si vedrà. Intanto a Colonia c’è una sessione di prove, poi un’altra a Milano. Il Rocky Horror sarà anche anarchico, ma è roba per professionisti. «Se sbagli un’entrata, è la fine ».
Seduto in platea a vedere lo spettacolo, canta tutte le canzoni, anticipa le battute, si dà da fare con i gadget: pistole ad acqua, giornali, coriandoli, guanti di gomma, torce. «Forse non sarà più così trasgressivo, ma non è invecchiato per niente», dice alla fine saltellando entusiasta. Negli anni Settanta (il musical è del ’73, il film del ’75) era un inno alla liberazione sessuale, oggi resta un formidabile pastiche burlesque «con colonna sonora strepitosa».
E potrebbe segnare una nuova fase nella carriera di Bisio, che nel frattempo ha in uscita il film di Francesca Archibugi dal libro di Michele Serra Gli sdraiati e la serie su Sky The Comedians con Frank Matano. «Ho sempre amato il musical. Non so cosa darei per farne uno. E saprei anche quale, The Book of Mormon ». Da noi in pochi lo conoscono, lui l’ha visto a Londra, dove sta spopolando nel West End dopo il successo a Broadway. È una satira sfrontata sulla religione, gli autori, tanto per capirci, sono quelli di South Park. «In Italia forse non siamo ancora pronti». Quello sì che è un musical trasgressivo.

“Folgorante! Nel 1979 ne feci il saggio di fine anno al Piccolo. Non furono felici, ma fu un successo”
IL RACCONTO
Claudio Bisio. In alto, con il cast del musical “Rocky Horror Show” che ha debuttato a Colonia nella versione internazionale inglese. L’attore sarà la voce narrante quando lo show arriverà in Italia, a Milano e Firenze

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.