Dalla rassegna stampa Teatro

Le Visioni al Festival Lgbt da Illecite diventano Lecite

Le Visioni al Festival Lgbt da Illecite diventano Lecite

QUEL che era illecito diventa lecito. Anche in un paese come l’Italia, tradizionalmente dotato della reattività di un bradipo, le cose cambiano. Le leggi in tema di diritti, per esempio. Come ha fatto la Cirinnà, che ha regolamentato le unioni civili comprendendo le coppie omosessuali. «Un passo in avanti importantissimo. Il percorso è ancora lungo, ma intanto anche lo Stato italiano riconosce il diritto minimo all’amore», dice Mario Cervio Gualersi, direttore artistico del festival lgbt del Teatro Filodrammatici che fino all’anno scorso si chiamava “Illecite Visioni” e che per questa sesta edizione diventa “Lecite Visioni”. Oltre al nome, parecchie altre le novità. A cominciare dalla collaborazione con l’Elfo: Atti osceni, la nuova produzione firmata da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia dal testo di Moises Kaufman sui processi subiti da Oscar Wilde per reato di sodomia (tale era ritenuto dalla legge inglese, comunque rimasta in vigore fino agli ‘50 del secolo scorso), debutta venerdì in corso Buenos Aires come prologo ideale al festival che poi proseguirà dal 25 al 29 ottobre al Filodrammatici. E se per la prima volta in programma c’è anche la danza, con due spettacoli di Fattoria Vittadini ( Love e Omosessuale, il 26), da non perdere Ombre folli di Franco Scaldati. A portarlo in scena sono Vetrano e Randisi, i migliori ermeneuti dell’opera dell’autore siciliano e della sua lingua immaginifica, qui impegnati in una partitura a due per una coppia di uomini divisa tra trasgressione e sublimazione (il 25). Si cambia registro ma non argomento con Praga della compagnia di Madrid La Barca: due fidanzati gay, la loro amica di sempre, una cena in una notte d’estate, molto vino e una confessione che cambierà la vita di tutti e tre (il 28, in spagnolo con sovratitoli). Impertinente e giocoso l’appuntamento con Fri Fri, concertino varietà sulla canzone “diversamente etero” dagli anni ‘60 a oggi con Roberta Lidia Di Stefano (del duo Le Brugole) e Francesco Visconti che galoppano allegramente da Paolo Poli a Tiziano Ferro senza naturalmente dimenticare Raffaella Carrà. Gran finale con Pippo Delbono e il reading con musica La notte, tratto da La notte poco prima della foresta di Bernard- Marie Koltès (il 29). Da segnalare anche l’incursione comica di Daniele Gattano che con Fuori! trasforma il coming out in materia da stand up comedian (sempre il 29), mentre il 28 Antonello Presta, storico autore e conduttore del Ruggito del coniglio radiofonico, parla del suo libro autobiografico La rivoluzione del coniglio (Mondadori).
(s.ch.)

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