Dalla rassegna stampa Cronaca

Messi fuori casa perché gay ora dormono in strada

Messi fuori casa perché gay ora dormono in strada

«MIA madre mi ha detto che ero un pericolo per mia sorella perché sono omosessuale ». E Francesco a 18 anni si è ritrovato fuori casa. Insieme a lui, in strada, il compagno Giuseppe, 22 anni: «Al mio fidanzato – continua Francesco – la famiglia ha detto: “O scegli noi o questa persona”. Abbiamo dormito sulle panchine e in spiaggia nell’ultimo mese». Rifiutati dai genitori perchè gay, storia di due ragazzi poco più che maggiorenni. «Da qualche giorno sono provvisoriamente nostri ospiti e assistiti dai nostri sportelli», spiega Antonello Sannino, presidente del comitato provinciale Arcigay Napoli: «Stiamo cercando la soluzione migliore per alloggiare i due ragazzi e avviarli al lavoro ». Francesco ha un diploma di parrucchiere, Giuseppe è aiutante pasticciere: ma entrambi ora sono disoccupati. «Stando in strada non riusciamo a trovare un lavoro», continua Francesco: «Bisogna avere prima un appoggio, una casa. Io ho provato a prenderla in fitto, ospitando anche Giuseppe che era stato cacciato dalla sua famiglia, ma poi l’ho persa. Sono andato a fare l’animatore in Puglia e poi in Calabria. Un mese fa sono ritornato a Napoli e ci siamo rimessi insieme». E Giuseppe ha ricevuto il benservito dai suoi genitori. Ora sono entrambi senza una casa e senza un lavoro. «Essere rifiutati dalla propria famiglia è uno schianto – confessa Francesco – la mia è meno unita, quando avevo 16 anni hanno divorziato. Quella di Giuseppe invece è più chiusa, all’antica e non accetta la nostra relazione». Cosa offrono le istituzioni locali? «Bisogna aprire una casa di accoglienza per le persone Lgbt, vittime di discriminazione entro fine anno», spiega Sannino: «Stiamo avviando tutte le procedure». L’Arcigay fa un appello a «tutta la comunità Lgbt e alla cittadinanza chiedendo il massimo sostegno e la massima vicinanza attraverso aiuti concreti, come donazioni, proposte di inserimento lavorativo ed eventualmente possibilità di alloggio». Sannino dichiara che «Comune di Napoli e la delegata alle Pari opportunità Simona Marino hanno da subito mostrato grande attenzione alla nostra richiesta di aiuto». Ma per garantire sostegno e sistemazione a chi è vittima di discriminazione – conclude il presidente dell’Arcigay «avremmo bisogno del supporto di tutte le istituzioni, dalla Regione e dal Comune. Il sindaco de Magistris si è impegnato più volte nel corso degli anni». (al. ge.)

L’Arcigay chiede l’apertura di un centro di accoglienza per Lgtb vittime di discriminazioni


da VanityFair

Napoli, coppia gay dorme per strada: le famiglie non accettano la relazione

MONICA COVIELLO

Francesco e Giuseppe, 18 e 20 anni, da una decina di giorni sono stati cacciati di casa. L’Arcigay di Napoli li sta ospitando temporaneamente, mentre programma l’apertura di una casa di accoglienza

«Da dieci giorni Francesco e Giuseppe, due ragazzi del Napoletano, di 18 e 20 anni, sono stati messi fuori casa perché le rispettive famiglie non hanno accettato la loro relazione». La denuncia arriva dall’Arcigay di Napoli, che sta cercando di aiutare i due ragazzi a trovare, almeno temporaneamente, un nuovo posto dove vivere. Per circa una settimana Francesco e Giuseppe hanno dormito in strada.

Da qualche giorno sono ospitati provvisoriamente dall’Arcigay, che li sta assistendo. Ma la giovane coppia, che non può più fare affidamento sulle famiglie di origine, deve trovare un nuovo punto di partenza, un lavoro, per avere la possibilità di pagarsi un alloggio.

La richiesta di aiuto è stata accolta dal Comune di Napoli dalla delegata alle Pari Opportunità Simona Marino, che stanno aiutando l’Arcigay a cercare una sistemazione per Francesco e Giuseppe. Ma l’associazione chiede il sostegno di tutti «attraverso aiuti concreti, come donazioni, proposte di inserimento lavorativo ed eventualmente possibilità di alloggio».

La storia dei due ragazzi, però, non è l’unica, e per dare ospitalità alle persone lgbt vittime di discriminazioni, l’Arcigay sta avviando le procedure per aprire una casa di accoglienza entro la fine dell’anno. «Avremmo bisogno del supporto di tutte le Istituzioni, dalla Regione Campania al Comune di Napoli e in tale direzione il sindaco de Magistris si è impegnato più volte nel corso di questi anni.

Nel frattempo, per Francesco e Giuseppe, abbiamo bisogno dell’aiuto e della solidarietà della comunità lgbt e della cittadinanza tutta». Chi vuole aiutare i due ragazzi può fare una donazione all’Iban IT18N0335901600100000002815, intestato a: Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli, con la causale: «accoglienza persone LGBT».

da Il Mattino

Allontanati dalle famiglie perché gay: «Chiediamo di essere accettati»

di Oscar De Simone

Cacciati di casa e costretti a vivere di stenti e rinunce per quasi due settimane. Si chiamano Francesco e Giuseppe ed hanno rispettivamente 18 e 20 anni. Stanno insieme da quasi un anno ed il motivo dell’allontanamento dalle rispettive famiglie, è legato alla loro omosessualità.

«Siamo fidanzati da dieci mesi – afferma Francesco – e la nostra storia è tristemente simile a quella di tanti altri ragazzi omosessuali. Viviamo una condizione costante diffidenza ed omofobia. Io fui cacciato di casa perché secondo mia madre costituivo un pericolo per mia sorella minore. Il mio ragazzo invece, dopo aver annunciato ai familiari la mostra relazione è stato costretto a scegliere tra loro e me».

Dopo decine di notti passate tra panchine, spiagge ed alloggi di fortuna, Francesco e Giuseppe adesso sono ospiti di una struttura messa a disposizione dall’organizzazione di Arcigay Napoli. «Fortunatamente adesso siamo aiutati dai rappresentanti di Arcigay e dal presidente Antonello Sannino che sta cercando in ogni modo di risolvere la nostra situazione, ma le cose restano difficili. Cerchiamo lavoro perché dovendo sopravvivere in strada siamo stati costretti a lasciare le nostre vecchie occupazioni. Chiediamo solo di vivere dignitosamente e di poter continuare a volerci bene in totale libertà».

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