Dalla rassegna stampa Cinema

A qualcuno piace Mix

Quattro giorni di proiezioni, cinquanta film a tema gay e lesbico, tutti inediti a Milano, mostre fotografiche e dj set nella cornice del Teatro Strehler.

A qualcuno piace Mix

Quattro giorni di proiezioni, cinquanta film a tema gay e lesbico, tutti inediti a Milano, mostre fotografiche e dj set nella cornice del Teatro Strehler. Il Festival Mix ideato e diretto da Giampaolo Marzi quest’anno offre la formula dell’accesso libero per chi si iscrive all’Associazione Culturale MIX Milano (anche online, a partire da 10 euro).

Si inizia domani alle 20, nella Sala Grande dello Strehler, con «Souvenir» di Bavo Defurne. Isabelle Huppert è un’ex star della musica pop che ha cancellato il proprio passato per lavorare nella catena di montaggio di una fabbrica di paté: finché viene riconosciuta da un giovane boxeur. «È la storia di una persona cinica e disillusa che accetta che qualcun altro entri nella sua vita», dichiara il regista belga, che accantona le tematiche esplicitamente gay che l’hanno reso noto per raccontare altri tipi di tabù, legati all’età. «Penso sia un film ottimista. Quando vado al cinema, voglio uscire più felice di quanto fossi prima di entrare.» Fondamentali le musiche Thomas Lauderdale, leader dei Pink Martini.

Nel concorso lungometraggi ci sono nove film, cui due in anteprima italiana e quattro dirette da donne. Dal festival di Venezia arriva «Heartstone» (il 18 alle 20) del giovane regista islandese Guðmundur Arnar Guðmundsson, vincitore del Queer Lion. È la storia di due amici inseparabili, Thor e Kristjan — interpretato da Blær Hinriksson che sarà ospite del festival — che scoprono di se stessi, in un piccolo paese sperduto nell’est dell’Islanda

Presente al festival anche la regista portoricana Carla Cavina, che in «Extra Terrestres» (il 17/06 alle 20.30) racconta la storia di una astrofisica di successo, che dopo anni di autoesilio, torna a Porto Rico per annunciare alla sua famiglia l’imminente matrimonio con la fidanzata: cosa che non sarà per niente facile. «Signature Move» (il 16 ore 22.45), esordio di Jennifer Reeder, racconta una storia d’amore a Chicago tra Zaynab un’avvocata di origine pakistana, lesbica non dichiarata, e Alma una messicana americana, lesbica libera e disinibita. Fa da sfondo un modo poco conosciuto, quello del wrestling femminile.

Touko Laaksonen, è invece universalmente conosciuto con lo pseudonimo «Tom of Finland»: e così si intitola il biopic che gli ha dedicato il noto regista finlandesi, Dome Karukoski (il 17 alle 22.30). Le immagini eccessive ma anche ironiche dell’artista finlandese (in cui fanno mostra di sé poliziotti, boscaioli e marinai) diffusero l’iconografia e la cultura gay in un’epoca in cui dovevano lottare per uscire dalla clandestinità. Ma oggi i maschioni di Tom sono finiti addirittura sui francobolli dalla democratica Finlandia.

Accanto a un gran numero di documentari e corti (tra cui «Primadonna», uno spaccato del mondo delle drag queen realizzato dagli studenti del corso di Documentario serale della Civica Scuola di Cinema) va segnalato anche il ritorno del premio Queen of Comedy , sarà consegnato la sera di venerdì 16 giugno a Serra Yilmaz, l’attrice di origini turche, simbolo del cinema di Ferzan Ozpetek.

Alberto Pezzotta



da Leggo

FESTIVAL MIX, TORNA LA RASSEGNA DI CINEMA SULLE TEMATICHE OMOSESSUALI

di Ferro Cosentini

Il Festival Mix torna con la sua tradizionale ricetta fatta del miglior cinema indipendente internazionale a tematica queer (gaylesbico), letteratura e musica.
La trentunesima edizione della rassegna – in cartellone al Teatro Strehler da giovedì al 18 giugno con una cinquantina di titoli – sarà come di tradizione a ingresso gratuito anche se, questa la novità di quest’anno, il possesso della tessera dell’Associazione Festival Mix (del costo di 10 euro, iscrizioni al sito festivalmixmilano.com) permetterà l’accesso più veloce alle proiezioni.

Il via giovedí 15 in Sala Grande con Souvenir di Bavo Defurne, protagonista Isabelle Huppert, che precede alle 20 la cerimonia di apertura. Alle ore 22 il secondo titolo – Chavela Vargas di Catherine Gund e Daresha Kyi, in anteprima italiana – vedrà la presenza in sala della stessa Kyi. Tra i pochi titoli nostrani, venerdí spiccano dalle 19 rispettivamente in Sala Grande e alla Scatola Magica Diario Blu(e) di Titta Cosetta Raccagni e, in anteprima, il documentario Atopos di Alberto Moretti.

Le sezioni in concorso sono sempre tre: lungometraggi (presieduta da Ivan Cotroneo), documentari e cortometraggi. Tra gli ospiti, venerdí il Festival premia come Queen of Comedy l’attrice turca Serra Yilmaz, icona del cinema ozpetekiano, insignita dello stesso riconoscimento avuto in passato da attrici come Franca Valeri e Lella Costa. Ultima novità di questa edizione è il Premio del pubblico al miglior lungometraggio, votabile grazie alla app del festival. «Milano é indissolubilmente legata a questo festival – ha spiegato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – La grande qualità della programmazione di titoli che altrimenti non passerebbero nei circuiti tradizionali ne fanno un eventi culturale fondamentale. Senza contare gli incontri di dibattito pubblico e la capacità di richiamare un pubblico multigenerazionale».

Musica live e djset andranno in scena nei tre giorni di festival sul sagrato dello Strehler, mentre il food ufficiale sarà quello della Focacceria Gourmet Maddài.

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