Dalla rassegna stampa Cinema

Guadagnino esplora le strade del desiderio

Guadagnino esplora le strade del desiderio

di Paolo Mereghetti

Berlino – In una luminosa estate lombarda, il 17enne Elia (Timothée Chalamet) scopre l’amore prima con un’amica e poi con l’affascinante ospite Oliver (Armie Hammer). Ma questo percorso di conoscenza e di scoperta non avrebbe fascino e armonia, se la storia non fosse accompagnata dalla descrizione di un mondo che sembra fatto per accompagnare Elia (e lo spettatore) verso un’esperienza fondativa. Mi sembra questa la vera forza di Call Me by Your Name di Luca Guadagnino: al centro del film non c’è tanto la scoperta della propria omosessualità, quanto la possibilità di farlo, il sogno (o l’utopia) di un ambiente che sappia accettare le pulsioni del desiderio ovunque portino e che, come dice un padre meravigliosamente sensibile, siano d’aiuto alla propria crescita. Ecco allora la retrodatazione al 1983 che si mescola con l’intreccio di nazionalità della famiglia di Elia mentre la sessualità diventa, bertoluccianamente, la strada attraverso cui capire se stesso e trovare il proprio posto nel mondo.

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