Dalla rassegna stampa Cinema

La scommessa più grande con il trasloco della 50 giorni

…Fra le attrazioni del “Florence Queer Festival”, diretto da Bruno Casini e Roberta Vannucci, la prima europea di “Garten der Sterne”…

La scommessa più grande con il trasloco della 50 giorni
DA una sala storica come l’Odeon a una più moderna e dotata delle ultime tecnologie come la nuova Compagnia. Da una collocazione blasonata a una, altrettanto centrale, ma tutta da valorizzare. È la scommessa della “50 giorni di cinema internazionale a Firenze”, l’ormai tradizionale contenitore di festival organizzato da Fondazione Sistema Toscana che festeggia le dieci edizioni inaugurando, venerdì, la Casa del cinema di via Cavour. Ad aprire le danze sarà, fino a martedì, “France Odeon”, storica rassegna sulle produzioni d’Oltralpe diretta da Francesco Martinotti: fra i titoli da non perdere “Tour de France” del regista indipendente Rachid Djäidani, storia di un’amicizia improbabile con Gérard Depardieu e il rapper egiziano Sadek, e il documentario “Un vrai faussaire” di Jean-Luc Leon, sulla vita di Guy Ribes, pittore celebre per aver ingannato, con le sue copie, i massimi esperti d’arte al mondo. Le atmosfere ovattate del mondo scandinavo saranno protagoniste, il 2 e 3 novembre, di “Una finestra sul Nord”, che dalla Finlandia abbraccerà, per la prima volta, l’intera area dei paesi nordici: in apertura la commedia islandese “In front of others” di Oskar Jónasson. Altro appuntamento di lunga tradizione quello con “Cinema e Donne” di Maresa D’Arcangelo e Paola Paoli, dal 5 al 9, che alle 46 proiezioni in programma – compresa l’anteprima dell’ultimo film di Margarethe von Trotta, “Die abhandene Welt” – affiancherà un convegno sul genere nell’industria cinematografica. Fra le attrazioni del “Florence Queer Festival”, diretto da Bruno Casini e Roberta Vannucci, la prima europea di “Garten der Sterne”, documentario su un piccolo cimitero berlinese in cui, accanto ai fratelli Grimm, sono sepolte icone gay vittime dell’Aids, e il documentario- intervista a Ivan Cattaneo “A cuore nudo”, mentre Pierre Bismuth, artista francese e sceneggiatore, Oscar per “Se mi lasci ti cancello” di Michel Gondry, aprirà il 16 novembre “Lo schermo dell’arte” di Silvia Lucchesi con
“Where is Rocky II?”: il festival proseguirà poi fino al 20 con una mostra, un focus su Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, e i nuovi lavori di Omer Fast e Luca Trevisani. Capolavori restaurati saranno protagonisti, dal 21 al 24 novembre, de “Il cinema ritrovato”, a cura della Cineteca di Bologna, seguiti dal 25 novembre al 2 dicembre dall’appuntamento più longevo della rassegna, il 57° “Festival dei Popoli”, che proporrà una nuova sezione dedicata ai documentari musicali, da “Eat that question: Frank Zappa in his own words” di Thorsten Schütte a “The Rolling Stones Olé Olé” di Paul Dugdale; ospite inoltre Valeria Bruni Tedeschi che presenterà con Yann Coridian “Une jeune fille de 90 ans”, sulla storia di Blanche Moreau. Ancora, si aprirà al fenomeno delle web series il “River to River”, unico festival italiano di cinema indiano, diretto da Selvaggia Velo e in programma dal 3 all’8. Gran finale, il 9, col premio “Nice”.
(g.r.)

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