Dalla rassegna stampa Cinema

Le ultime cose - recensione

Chissà se l’autrice di Le ultime cose, la trentenne Irene Dionisio (debuttante nella finzione, già realizzatrice di documentari), ha visto quel grande film che era L’uomo del banco dei pegni (1964) di Sidney Lumet con uno strepitoso Rod Steiger. A differenza dell’enfasi allora adottata, qui i toni sono sommessi. Con un riuscitissimo effetto verità, a dispetto dell’origine, della sollecitazione molto intellettuale di un soggetto che voleva illustrare il tema della crisi. Siamo in una non identificata città con i portici. Un Monte di Pietà, governato con occhiuta efficienza dal gelido e ambiguo Roberto De Francesco, è il crocevia di molte tristi storie. In particolare quella di Sandra, ragazza trans rifiutata dalla famiglia. Di un giovane neoassunto nauseato dallo stile del suo capo e gentile, ma solo fino a un certo punto, con Sandra. Del pensionato Michele (Alfonso Santagata) che il bisogno spinge ad approfittare dei guai altrui. Uno sguardo penetrante senza manicheismi e senza facili soluzioni narrative. ( p. d’agostini, La Repubblica – voto 4,5/6)

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