Dalla rassegna stampa Sport

Giochi aperti ai transessuali - Ma nessuno sa ancora quanti saranno in gara

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

Primi Giochi organizzati dal Sudamerica, quelli di Rio si apprestano ad abbattere una seconda, storica barriera: i cinque cerchi si apriranno, senza più remore e, a questo punto, pure sospetti, ai transessuali. La novità epocale varata dal Cio in gennaio non è ancora fissata da un regolamento, ma ha rotto il ghiaccio e ha fornito alle federazioni raccomandazioni da applicare già a Rio. Le nuove linee guida in materia di transgender fanno sì, nello specifico, che non sia più necessario un intervento di modifica del sesso per gareggiare insieme a persone della stessa identità sessuale. Chi ha caratteristiche femminili, ma un’identità di genere maschile, potrà competere in gare per uomini. E viceversa. Nel 1996 ad Atlanta, tanto per dire, non sarebbe mai scoppiato il caso della judoka brasiliana Edinaci, costretta a sottoporsi a un test di femminilità. Già, ma lo scenario garantisce davvero l’equità competitiva? C’è chi non è convinto ancora. Negli ambienti medici vicini al Coni, comunque, l’orientamento è per la regolarità. «Se l’atleta dimostra che nei 12 mesi precedenti l’evento non ha valori di testosterone nel siero che eccedono i 10 nanomillimoli/litro, non c’è motivo di dubitare. Quindi: nessun vantaggio. In realtà si scontano false idee e un’immagine distorta, che generano resistenza». Ma quanti saranno i transgender? Nessuno lo sa ancora. Peraltro, la materia è complicata «perché esistono varie sfumature intermedie tra gli estremi della transfemmina e del transmaschio». Piuttosto, sul tema si annuncia una curiosità che riguarda la cerimonia. Il Maracanà non ha la pista. Per la prima volta, durante la parata le squadre non gireranno attorno al campo ma entreranno da una curva e attraverseranno lo stadio. Alla fine, andranno o a sinistra o a destra e si riposizioneranno ai lati. Di norma, ai Giochi la scritta della Nazione è portata da una hostess. Invece qui si userà un triciclo variopinto, con i motivi del Carnevale carioca, guidato o da uomini, o da donne o da transex: quattro in totale, questi ultimi; uno è Lea T, modella, figlia dell’ex calciatore Cerezo. In tutto 40 tricicli per accogliere 206 tra Nazioni e Territori. Per cui i 4 trans ricorreranno 5 volte e 20-21 Paesi ne avranno uno, mentre alle altre Nazioni spetteranno 20 donne e 16 uomini. Assegnazione casuale: vi immaginate allora la situazione se il trans toccherà all’Iran?

 

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