Dalla rassegna stampa Movimento LGBT

Il gay pride sotto casa gentilini «Sarà bellissimo»

sfila a Treviso oggi il Gay Pride: è la prima volta nell’ex feudo leghista. E si passerà anche sotto casa dell’ex sindaco Giancarlo Gentilini. Timori e polemiche. Lo stesso «sceriffo» non le ha mandate a dire: «La loro intimità la cerchino in un recinto»

Sfila a Treviso oggi il Gay Pride: è la prima volta nell’ex feudo leghista. E si passerà anche sotto casa dell’ex sindaco Giancarlo Gentilini. Timori e polemiche. Lo stesso «sceriffo» non le ha mandate a dire: «La loro intimità la cerchino in un recinto»

Il gay pride sfila sotto casa Gentilini «Lui ci oltraggia, noi portiamo pace»

TREVISO Sfila un arcobaleno di colori oggi a Treviso: è il giorno dell’«Onda Pride Triveneto», la manifestazione organizzata dalle associazioni Lgbt (acronimo per: Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) nella città che fu la roccaforte leghista, dove l’ex sindaco Giancarlo Gentilini si esibiva in esternazioni omofobe e violente nel suo ventennio. Sembravano tempi lontani, quelli, nel 2013 il Comune è passato nelle mani del centrosinistra che ha premiato una società più aperta e inclusiva, ma anche pochi giorni fa Genty è tornato a farsi sentire in radio, invocando «manganelli e olio di ricino» al corteo del Gay Pride, parlando di «recinti per vivere la loro intimità» perché a vederli baciarsi «mi viene il voltastomaco». E un doloroso «a Orlando se la sono andata a cercare», sollevando cori di indignazione nelle piazze reali e virtuali. Ci hanno provato anche gli skinheads ad alzare la tensione, appendendo striscioni contro le famiglie omosessuali la notte scorsa, ma Treviso è pronta, si scrolla di dosso quell’ira verbale e va a sfilare tutta colorata.

Il corteo di oggi si guadagna due primati. È il primo Gay Pride dopo la strage di Orlando (domenica scorsa ce n’era uno a Roma, ma le notizie si stavano appena facendo largo sui network europei). E soprattutto è la prima manifestazione Lgbt patrocinata dal Comune di Treviso, il primo Pride dopo le chiusure della fu capitale leghista, anche se il percorso è stato deviato lungo le mura e non toccherà le principali piazze del centro storico impegnate per altri eventi.

«Invitiamo tutti a partecipare – dice il presidente del comitato promotore Antonio Monda -. Sarà una festa dell’inclusione, un momento per rivendicare diritti in una comunità unita». Sono attese seimila persone: partiranno alle 15 dalla stazione e arriveranno all’altro capo della città, in piazzale Burchiellati. «Sfilare in queste strade e sotto casa di questo ex sindaco sarà bellissimo – è intervenuta Giovanna Donini, autrice tivù e conduttrice del Pride -. I veri trevigiani amano l’amore e se ne fottono del colore». Ci sarà un’altra riflessione da fare, sulla tolleranza e l’inclusione, con un pensiero alle vittime della follia omicida di Orlando: sarà osservato un minuto di silenzio e verrà letto il messaggio inviato dal consolato americano, che ha patrocinato l’evento. Le forze dell’ordine sono allertate e saranno schierate lungo tutto il percorso, ci sarà un dispiegamento maggiore di uomini ma non sono previste particolari misure di sorveglianza, nonostante messaggi preoccupanti degli ultimi giorni. Il Fronte Skinheads Veneto ha alzato la tensione con degli striscioni: «Descrivono il nostro sdegno per la parata carnevalesca, le sfilate omosessuali sono fuori luogo e di cattivo gusto». Sulla pagina Facebook del Pride appaiono allarmi, voci di possibili aggressioni e provocazioni, sdrammatizzate auspicando controlli sufficienti ad arginare i malintenzionati.

Continuano a ferire invece le frasi di Gentilini. «Non può rimanere impunito, è orribile e disumano», accusa Joe Fernandez. Col compagno Franco è titolare di una fioreria che sta preparando i bouquet da donare agli ospiti del Pride: «Siamo indignati, le parole di Gentilini sono una vergogna per tutta la città». Sono molti i commercianti che stanno allestendo le loro vetrine con nastri e bandiere multicolore di benvenuto: la Piola propone una pizza che richiama la bandiera arcobaleno, come la tortina a sette strati di una pasticceria del centro; negozi e botteghe stanno preparando piccoli souvenir per i visitatori. La presidente del Comitato Lgbt Marina Marzari chiude: «La città di cui parla Gentilini non è più quella che amministrava lui. Può dire quello che vuole, ma smetta di credere di rappresentare ancora i trevigiani».
Città invasa, la questura: «Attenti ai ladri»

Gay Pride, Treviso d’Estate ed Elvis Day, lettera ai negozi. Che protestano: «Troppi eventi». Navetta gratis dalle 14

TREVISO Gay Pride, Elvis Day, C’era una volta Treviso d’estate: la giornata si preannuncia molto densa e particolarmente caotica in città per la concomitanza di diversi eventi. Serve quindi maggiore attenzione da parte di tutti. La Questura ha mandato una lettera ai commercianti e alle associazioni cittadine per comunicare il «piano straordinario di controllo del territorio» messo in atto per l’occasione assieme alle altre forze dell’ordine, invitando a tenere gli occhi ben aperti negli orari di massimo afflusso di pubblico, dalle 15.30 alle 20.30. In particolare, la folla in centro potrebbe nascondere insidie: furti in abitazione, banconote contraffatte, sconosciuti che suonano alla porta. Per questo, la Questura chiede di prestare attenzione ai reati predatori, senza allarmismi e a titolo precauzionale. Ma basta questo a sollevare le ire dei commercianti, con l’associazione Rivivere Treviso che si infuria: «L’assessore Camolei sottolinea la ricchezza di eventi in città e non vuole farla apparire una città blindata, ma il comunicato della questura dice altro. Come possiamo accettare una situazione simile, con tre eventi di richiamo in un unico sabato lavorativo? Aggiungiamo anche il caos per i parcheggi. Ascom non avrebbe dovuto accettare simili situazioni».

Treviso oggi apre le porte ai diritti, alle bancarelle e alla musica: sono attese almeno trentamila persone fra i tre appuntamenti previsto in giornata.

L’Onda Pride aspetta i trevigiani in piazzale Duca d’Aosta, davanti alla stazione ferroviaria; la partenza del corteo è prevista intorno alle 15.30: hanno aderito delegazioni da tutto il Triveneto, da Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Toscana e dall’estero. I manifestanti passeranno in piazza Vittoria e piazza Pio X per percorrere poi il Put interno e chiudere, intorno alle 18 e dopo 2 chilometri e mezzo di marcia, in piazzale Burchiellati. Lì ad aspettare i partecipanti ci saranno interventi dal palco e musica dal vivo di gruppi e dj. Alle 22.30 la festa si sposta in Fonderia.

Le altre due manifestazioni continuano anche domani. C’era una volta Treviso d’estate si svolge nelle piazze del centro con bancarelle, spettacoli e mercati; l’Elvis Day, dedicato alla moda vintage e a The King, è una festa di stand e musica sulle mura. Il disagio potrebbe essere per quanto riguarda la sosta. Settecento stalli sono stati soppressi lungo il percorso del corteo e per allestire il palco del Pride in piazzale Burchiellati, ma il Comune ha messo a disposizione un bus navetta gratuito (dalle 14 alle 20) che da Appiani e park Miani accompagnerà gli ospiti fino alle porte del centro storico – e ritorno, rendendo la città più accessibile a chi sceglie di lasciare l’auto fuori dalle mura.

Silvia Madiotto

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da Il Mattino di Padova

Gay Pride a Treviso, Gentilini: “Manganello e olio di ricino”

L’ex sindaco-Sceriffo della Lega alla Zanzara: “I gay di Orlando se la sono andata a cercare”

PADOVA. Gay Pride a Treviso, sabato 18 giugno 2016. Una manifestazione che non può certo piacere a Giancarlo Gentilini, ex sindaco-Sceriffo della Lega Nord. Che infatti, intervistato alla vigilia in radio dalla “Zanzara” , va giù pesante, alla sua maniera: “Sarei per interventi drastici, manganelli e olio di ricino, ma è contro la legge”.
“Io non ho niente contro i gay e lesbiche – ha aggiunto Gentilini -, ma ognuno deve rimanere nel recinto, non fare questa forma di esibizionismo”.
E ancora: “Bacio tra due uomini? Mi viene il voltastomaco, è contronatura….Anche nelle civiltà ellenica avevano come compagni bambini di 8-10 anni”.
Molti gay sono pedofili?, chiede Cruciani. “Ah certo”. Pensi che i gay di Orlando se la siano andata a cercare?, chiedono i conduttori, “Sì, i gay di Orlando se la cercavano, se invece di fare questa ostentazione ognuno resta coi propri difetti non c’è la necessità di fare club e cortei”.

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