Dalla rassegna stampa Cinema

"Freeheld", quando l'amore gay reclama solo giustizia e uguaglianza

E’ destinata a far discutere la pellicola del regista Peter Sollet, ispirata alla storia vera di due donne che lottano per vedere riconosciuti i loro diritti. Il film che vede come interpreti Julianne Moore ed Ellen Page uscirà nelle sale il 5 novembre

di M.E.P.

Un amore grande tra due donne, la malattia, la volontà di cambiare delle regole ingiuste che negano la dignità: è attorno a questi temi che si snoda la trama del film “Freeheld”, ispirato ad un fatto realmente accaduto e il cui titolo, che allude alla libertà tenuta in ostaggio, è un gioco di parole con “freeholders”, come sono chiamati i funzionari di contea, in questo caso la Ocean County nel New Jersey. Una pellicola che uscirà nelle sale italiane il 5 novembre, e che è destinata a far discutere dato che riporta in primo piano l’acceso dibattito sulle unioni civili e sui diritti degli omosessuali.

Una storia di passione e di coraggio – La pellicola del regista Peter Sollet prende spunto dal documentario omonimo, premio Oscar del 2007. Una storia, vera, che narra dell’impossibilità della protagonista di poter disporre liberamente della propria eredità. Laurel Hester, commissario di polizia interpretato da Julianne Moore, quando scopre di avere un tumore in fase avanzata vorrebbe infatti lasciare la sua pensione al coniuge, così come accade a tutti i suoi colleghi. Ma non è così semplice. Peccato, infatti, che la donna sia fidanzata con un’altra donna, Stacie Andree (Ellen Page, lebica dichiarata dal 2013) e quindi questo diritto le venga negato, in quanto è la loro stessa unione a non essere prevista dalla legge. Insieme, con quella passione e determinazione che solo due donne d’acciaio possono avere, le due portano avanti una durissima battaglia legale, capace di mobilitare l’opinione pubblica.

Gli Usa voltano pagina, l’Italia attende – Negli Usa, nel giugno 2015, una sentenza della Corte Suprema ha reso legali i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Una decisione dalla portata storica che si spera possa avere una grande eco in tutto il mondo, Italia compresa. Proprio qualche giorno fa il Consiglio di Stato ha imposto lo stop alle trascrizioni in Italia di nozze gay celebrate all’estero. La stessa Ellen Page ha auspicato che il film possa smuovere le coscienze. “Spero che questo film possa aprire il dibattito in Italia sulle unioni civili e che, prima o poi, la gente capisca”, ha commentato l’attrice a margine della presentazione del film. Gli Stati Uniti in questo senso hanno fatto un passo importante, spiega in un’intervista a Marie Claire, anche se c’è sempre molto da fare in termini di riconoscimento, se pensa che in 31 stati si rischiava il licenziamento se venivi scoperta lesbica, ti sbattevano in galera, non potevi uscire di casa”.

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