Dalla rassegna stampa

"Non dobbiamo chiedere permesso per entrare in chiesa". I cristiani omosessuali di tutta la Toscana si ritrovano

Per la prima volta a Pistoia si è riunita la comunità dei cristiani omosessuali provenienti da tutta la regione Toscana….

Pistoia, 26 ottobre 2015 – Per la prima volta a Pistoia si è riunita la comunità dei cristiani omosessuali provenienti da tutta la regione Toscana. Non lo hanno fatto in un luogo qualunque, ma nella parrocchia di Vicofaro, dove don Massimo Biancalani ha celebrato una messa proprio per loro. In tempi di Sinodo, è stato lanciato anche dalla città di Giano un segnale alla Santa Sede e a quella Chiesa «che accoglie» tanto voluta da Papa Francesco. E l’accoglienza, sabato pomeriggio, non è mancata nella piccola comunità parrocchiale di via Santa Maria Maggiore. In quaranta, tutti con le loro storie personali, travagliate ma anche positive, sono stati invitati in chiesa prima per un momento di confronto e poi per la celebrazione eucaristica. Non poteva che essere don Massimo a organizzare un pomeriggio del genere. Nella sua parrocchia, da anni, esiste un percorso pastorale dedicato proprio alle persone omosessuali del territorio. «Mi offro sempre come un ascoltatore davanti a loro – racconta –. E insieme a loro portiamo avanti un cammino di fede». Don Biancalani ha iniziato questa «avventura» in tempi non sospetti. Quando nelle «sacre stanze» ancora non esisteva alcuna apertura nei confronti degli omosessuali, facendo tra l’altro storcere il naso a parte dei fedeli che frequentano la sua chiesa. Ma il parroco non ha esistato e, prima sotto la guida del vescovo Mansueto Bianchi e ora con Fausto Tardelli nulla è cambiato, se non la consapevolezza (vista la strada tracciata da Papa Francesco) di aver seguito la giusta direzione.

«Quando il nuovo vescovo è arrivato in città – spiega Biancalani – lo abbiamo portato subito a conoscenza di questo percorso che avevamo attivato in parrocchia e si è mostrato sensibile». Sabato tra i quaranta presenti, c’erano anche rappresentanti del gruppo dei cristiani omossesuali Kairos di Firenze. Anche loro hanno trovato accoglienza in tre parrocchie fiorentine ma considerano «eccezionale» quello che è accaduto a Pistoia. «Per la prima volta un parroco di sua iniziativa crea un percorso dedicato agli omosessuali – dice Innocenzo Pontillo –. Fino ad oggi abbiamo visto esperienze in cui la chiesa offriva un appoggio ma sempre e solo se richiesto. Quello che voglio però sia chiaro – aggiunge Pontillo – è che noi cristiani omosessuali non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno per entrare in chiesa». Dello stesso avviso Mauro Vaiani, 50 anni, pratese. «Stiamo cercando di riconciliare la fede cristiana con l’omosessualità – spiega – La mia famiglia mi appoggia, anche la chiesa, con questo nuovo Papa, sta andando avanti. Non vorremmo che proprio la Repubblica a questo punto resti indietro».

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